Antonio Filosa, CEO di Stellantis, lo conferma: a partire dal 2027 “molti, molti modelli” elettrici saranno dotati di una nuova batteria.

07/11/2026 23:00
Aggiornato a
07/11/2026 23:00
Vendere sempre più auto elettriche guadagnandone meno non è un buon affare, e a Stellantis lo sanno bene. Il gruppo composto da 14 marchi che include Peugeot, FIAT, Citroën e Opel sostituirà a partire dal 2027 le batterie al litio ternario (NCM) di molte delle sue auto elettriche europee con altre al litio ferrofosfato (LFP), più economiche. Lo ha confermato il suo amministratore delegato, Antonio Filosa, durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre.
I bilanci spiegano questa fretta. Secondo i dati ufficiali del gruppo, da luglio a settembre le vendite di automobili elettriche in Europa sono aumentate del 65%, ma la divisione europea ha chiuso il trimestre con una perdita operativa adjusted di 311 milioni di euro, rispetto a un utile di 157 milioni dell’anno precedente. Filosa non ha fornito una cifra precisa per i risparmi ottenuti grazie alle auto elettriche, ma afferma che saranno considerevoli.
Una chimica più economica e senza cobalto

Le batterie LFP costano meno per cella rispetto a quelle NCM, poiché non contengono cobalto, un materiale costoso e il cui prezzo è molto volatile. In compenso, immagazzinano meno energia per chilogrammo, motivo per cui la maggior parte dei produttori non cinesi continua a preferire il litio ternario. Nel 2025, solo il 13% delle auto elettriche vendute in Europa era dotato di cellule LFP, rispetto all’81% in Cina, anche se questa percentuale continua a crescere nel nostro continente.
Per Filosa, questo cambiamento fungerà da acceleratore per sfruttare i progressi nell’elettrificazione in Europa. Arriverà insieme a STLA One, la nuova piattaforma del gruppo per auto piccole e compatte, che debutterà anch’essa nel 2027. Stellantis l’ha presentata a maggio come base per oltre 30 modelli entro il 2035, con l’obiettivo di ridurre i costi del 20%.
Il Fiat 500e aprirà la strada

Secondo Filosa, questa misura influenzerà “molti, molti modelli”. Oggi quasi tutti i veicoli elettrici del gruppo utilizzano il NCM, ad eccezione di quelli più accessibili della piattaforma Smart Car: il Citroën ë-C3, l’Opel Frontera e la Fiat Grande Panda, che sono dotati di una batteria LFP da 44 kWh.
Il primo a fare questo passo sarà il FIAT 500e. L’obiettivo è lanciare nel 2027 una versione dotata di batteria LFP a un prezzo di circa 20.000 euro, mentre attualmente costa 25.990 euro in Germania e 23.900 euro in Italia. FIAT non ha ancora comunicato la sua capacità energetica né l’autonomia, e questo rappresenta una sfida: in un veicolo urbano lungo appena 3,6 metri, con poco spazio sotto il pavimento, compensare una chimica meno densa non è semplice. I successivi candidati sono il Peugeot 208 e modelli compatti come il Peugeot e-3008, anche se il gruppo non l’ha ancora confermato.
Zaragoza, elemento chiave del piano

Una parte di quelle batterie potrebbe provenire dalla Spagna. Stellantis e CATL, il più grande produttore di batterie al mondo, stanno costruendo a Figueruelas (Zaragoza) una gigafabbrica per il 50% del capitale, con una capacità prevista di 50 gigawattora (GWh) e un investimento fino a 4.100 milioni di euro. La sua entrata in funzione è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Tuttavia, la documentazione del progetto approvata dal Governo di Aragona indica che nel primo anno lo stabilimento assemblerà soltanto moduli e che la produzione di cellule inizierà solo nel 2028. Pertanto, i primi veicoli Stellantis dotati di batterie LFP dovranno avere le cellule importate dall’estero. Una volta operativa a pieno regime, la fabbrica aragonese potrà fornire batterie per un milione di auto elettriche all’anno, molte delle quali prodotte a pochi metri di distanza, nello stabilimento di Figueruelas che già produce il Peugeot 208 e l’Opel Corsa, oltre al Leapmotor B10.