A partire dal 2035, l’UE richiede una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 nelle auto nuove. Questo requisito non vale per le auto usate.

“Divieto delle auto a combustione entro il 2035” è un modo abbreviato per esprimere l’idea. Le norme adottate nel 2023 nell’ambito del pacchetto Fit for 55 richiedono che le nuove auto private e commerciali vendute nell’UE emettano il 100% in meno di CO2 rispetto al 2021, ovvero praticamente zero. Questa regola non riguarda le auto già in circolazione né il mercato secondario. Inoltre, l’obiettivo stesso è stato allentato: a dicembre 2025 la Commissione Europea ha proposto il 90%.
Come funziona la norma sulle flotte
La legge non vieta una tecnologia specifica di propulsione. Stabilisce invece una norma di flotta, ovvero l’emissione media di tutti i nuovi veicoli di un determinato produttore venduti nell’anno in questione, e il superamento di tale limite comporta pesanti sanzioni. Il percorso è graduale: entro il 2030 l’emissione media dei nuovi veicoli a passeggeri dovrà ridursi del 55% rispetto al 2021, mentre per i veicoli commerciali del 50%. Entro il 2035 entrambi i valori raggiungeranno il 100%, e poiché ogni motore a benzina o a olio combustibile emette CO2, un simile veicolo non rientrerà nei limiti stabiliti. Ciò vale anche per le ibride classiche e le ibride plug-in (PHEV), poiché queste conservano comunque un motore a combustione interna.
I regolamenti per il 2035 riguardano esclusivamente la registrazione dei nuovi veicoli.
Un’auto a benzina o a diesel acquistata nel 2034 potrà essere utilizzata legalmente per molti anni e poi venduta, poiché l’UE non prevede il ritiro obbligatorio dei veicoli a combustione dai circuiti stradali. Le zone di trasporto pulito sono un’altra questione: derivano da normative nazionali e decisioni delle amministrazioni locali e stabiliscono a quale norma Euro un’auto può accedere per entrarvi.
Per coloro che intendono acquistare un’auto nei prossimi anni, questa scadenza non cambia molto, visto che i veicoli a combustione e quelli ibridi rimarranno nelle concessionarie per ancora alcuni anni. Tuttavia, le norme per il 2030 costringeranno i produttori ad aumentare notevolmente la quota di veicoli elettrici nelle vendite, il che dovrebbe ampliare l’offerta di EV e intensificare la concorrenza sui prezzi. Come la fine della registrazione dei nuovi veicoli a combustione influenzerà i prezzi di quelli usati, al momento è difficile prevederlo.
Una via d’uscita per i carburanti elettrici e un calendario separato per i britannici
Prima dell’adozione delle normative nel 2023, la Germania ha bloccato la votazione chiedendo un’eccezione per le auto a carburante elettrico. Queste sono prodotte con idrogeno ottenuto da energie rinnovabili e CO2 catturato dall’atmosfera, pertanto il loro bilancio di emissioni può essere quasi nullo. La Commissione si è impegnata a preparare una procedura di registrazione per le auto che funzionano esclusivamente con tale tipo di carburante. In pratica, oggi questa eccezione ha poco significato, poiché i carburanti elettrici sono costosi, vengono prodotti in piccole quantità e la maggior parte dei produttori investe nell’industria automobilistica elettrica. I sostenitori della neutralità tecnologica ne hanno comunque fatto il loro argomento principale.
Il Regno Unito, essendo al di fuori dell’UE, ha un proprio calendario. Il governo londinese ha ripristinato il 2030 come data finale per la vendita di nuove auto a benzina e diesel esclusivamente; le auto ibride (comprese quelle plug-in) potranno rimanere nei concessionari fino al 2035, dopodiché le nuove auto dovranno essere completamente prive di emissioni.
Bruxelles allenta l’obiettivo per il 2035
Una crescita delle vendite di veicoli elettrici più lenta del previsto, la concorrenza delle marche cinesi e la minaccia di sanzioni hanno spinto il settore e alcuni stati membri, tra cui la Polonia, a richiedere maggiore flessibilità. Nel 2025 l’UE ha permesso di calcolare i requisiti in media per gli anni 2025-2027 invece che per ciascun anno separatamente. A dicembre 2025 la Commissione ha proposto di ridurre l’obiettivo per il 2035 da 100% a 90%. I 10% mancanti i produttori dovrebbero compensarli, ad esempio, con acciaio a bassa emissione prodotto nell’UE, carburanti sintetici e biocarburanti; pertanto, dopo il 2035 potrebbero rimanere in vendita alcuni veicoli PHEV e auto con range extender (generatore a combustione interna per ricaricare la batteria).
La proposta richiede l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE. Il 4 novembre la commissione ENVI ha sostenuto l’allentamento dei limiti con 48 voti a favore, 30 contrari e due astenuti; nella versione adottata da essa, l’obiettivo per il 2035 è del 95%. In precedenza hanno votato allo stesso modo le commissioni per l’industria e i trasporti. La votazione di tutto il Parlamento è prevista per dicembre, dopodiché le norme dovranno ancora essere discusse con il Consiglio dell’UE.
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