La Cina regola la degenerazione delle batterie: il limite massimo è del -25% dopo 8 anni o 160.000 km. È obbligatoria un’informazione chiara che tenga conto di V2X.

Nelle Cine avanzate, moderne e orientate al futuro è entrato in vigore una legge che regola il livello massimo di degrado delle batterie Li-ion nei veicoli elettrici in base alla distanza percorsa o all’età del veicolo. Questa legislazione ricorda molto da vicino quella proposta anni fa dalla Commissione Europea nella nostra Unione Europea arretrata, sovraregolamentata e invecchiata Con una piccola differenza: le norme cinesi sono leggermente più severe, poiché il Paese sta già sapendo fino a che punto può permetterselo.
Degrado ammesso delle batterie nei veicoli elettrici
Secondo le normative cinesi già in vigore, il degrado ammesso è il seguente:
massimo il 18 percento dopo 5 anni o 100.000 chilometri (proposta della CE per la norma Euro 7: -20 percento),
massimo il 25 percento dopo 8 anni o 160.000 chilometri percorsi (proposta della CE: -30 percento).
Al massimo il 30 percento dopo 10 anni o 200.000 chilometri percorsi [non esistono proposte della CE per tale distanza – n.d.a.].
In altre parole: le proposte della Commissione Europea di alcuni anni fa erano meno severe, ma andavano dritte al punto, anche se all’epoca sul Vecchio Continente non si era ancora sviluppata alcuna industria di celle e batterie in grado di fornire dati di riferimento. Le normative cinesi aumentano soltanto leggermente i requisiti europei, e questo soprattutto perché, dopo questi quattro anni, sappiamo che le celle Li-ion perdono la loro capacità più lentamente di quanto previsto dai pessimisti. Esistono veicoli elettrici che hanno percorso centinaia di migliaia di chilometri, nei quali la degradazione è misurata in pochi percentuali.

Batteria Zeekr 9X, immagine illustrativa (c) Zeekr / Geely
Dal nostro punto di vista, l’aggiunta più importante nelle normative cinesi, assente nei documenti che regolano lo standard Euro 7, è la necessità di visualizzare al proprietario il livello attuale di degrado del pacchetto batteria con precisione fino al 5 percento. In questo caso il governo cinese ha pensato ai produttori, poiché possono indicare una diminuzione della capacità di produzione del 5 percento come rassicurante “100%”. Tuttavia, in questa situazione è comunque la casa automobilistica Hyundai a trarre il maggior vantaggio, poiché lascia ampi margini di sicurezza nelle batterie, grazie ai quali può vantare un degrado pari a “0 percento” anche dopo 150.000 chilometri percorsi.

Batteria Na-ion di BAIC (c) BAIC
Un altro importante aspetto trascurato dall’Unione Europea è la considerazione, nella degradazione delle batterie, della situazione in cui i dispositivi esterni vengono alimentati (V2L) o in altre condizioni di parcheggio in cui l’energia viene consumata nonostante assenza di percorrenza (ad esempio, la notte in un parcheggio). Anche queste situazioni dovrebbero essere prese in considerazione. Le normative cinesi bloccano silenziosamente le invenzioni basate su cellule a elettrolita solido non ancora verificate, che pur potendo resistere a elevate potenze di carica, si degradano estremamente rapidamente.
E infine la cosa più interessante: nella televisione di stato l’introduzione delle nuove normative è stata illustrata con l’immagine della Tesla Model Y, considerata un’auto elettrica iconica (fonte):
Valutazione dell’articolo
Valutazioni dei lettori
[Totale: 5 voti Media: 5]
Non perderti i nuovi contenuti: CLICCA e ISCRIVITI a Elektrowoz.pl su Google News. Potrebbero interessarti anche gli annunci seguenti: