500.000 test e nemmeno una batteria difettosa. Aviloo smentisce il più grande mito sugli “elettricisti”

In sintesi:
Aviloo ha pubblicato il più grande rapporto indipendente della storia sulla condizione delle batterie nei veicoli usati
L’analisi ha preso in esame oltre 500.000 test individuali effettuati tra il 2022 e il 2026 in quattro continenti
A dispetto delle opinioni comuni, non esistono batterie “cattive”, secondo lo studio dell’azienda diagnostica
Si acquista la chimica delle celle e il sistema di gestione termica, non il logo sul paraurti – sottolinea Aviloo
Nel confronto, il migliore risultato è stato ottenuto dall’Hyundai Ioniq 5 con batteria da 72,7 kWh
La versione dotata di questa batteria, prodotta tra il 2021 e il 2022, ha mantenuto un livello di SoH del 97,26% dopo 50.000 km
Aviloo: la tecnologia funziona
Volkswagen ID.4 e Tesla Model Y – due bestseller a livello globale – terminano i test in modo quasi identico. L’ID.4 con batteria da 77 kWh mostra il 95,41% dopo 50 mila km e il 90,09% dopo 150 mila km, mentre il Model Y Long Range (78,8 kWh) raggiunge rispettivamente il 94,54% e il 90,05%. Come sottolinea Aviloo, “cellule diverse, continenti di produzione diversi, e solo quattro centesimi di differenza”.

L’unica deviazione evidente dalla norma è la Nissan Leaf ZE1 con batteria da 40 kWh raffreddata ad aria. La media del SoH scende da circa il 90% dopo 50.000 km all’85% dopo 150.000 km. Aviloo lo spiega nel modo seguente: “una batteria più piccola richiede un maggior numero di cicli completi, e l’assenza di raffreddamento a liquido accelera la degradazione”. L’autonomia diminuisce da 196 a 185 km. Lo stesso vale per la Renault Zoe e la Mini Cooper SE: modelli più vecchi con pacchetti batteria ridotti.
Il marchio non conta
Tuttavia, la conclusione più interessante per chi acquista auto elettriche usate è meno spettacolare: il marchio non ha importanza. La Cupra Born presenta prestazioni identiche alla Volkswagen ID.3, l’ID.4 è simile all’Audi Q4 e‑tron e alla Škoda Enyaq, mentre l’Opel Corsa‑e è paragonabile al Peugeot e‑208. “Si acquista la chimica delle celle e il sistema di gestione termica, non il logo sul cofano”, sottolinea Aviloo.
Il rapporto mostra anche che il settore già oggi soddisfa i futuri requisiti di Euro 7. Le norme, che entreranno in vigore il 29 novembre 2026, richiedono di mantenere l’80% della capacità dopo 100.000 km e il 72% dopo 160.000 km. Nel frattempo, il modello peggiore nell’indagine, ovvero il Leaf, si trova 13 punti al di sopra della soglia, e questo con una percorrenza di 10.000 km inferiore a quella prevista dalla normativa. “Euro 7 non è uno standard verso cui il settore deve evolvere – descrive piuttosto lo stato in cui si trovava già nel 2022”, si legge nel rapporto.
Tuttavia, ciò che è fondamentale è qualcos’altro: le differenze tra esemplari dello stesso modello possono arrivare a 13,5 punti percentuali di SoH, il che corrisponde addirittura a 29 km in più di autonomia. Per questo Aviloo invita: “Non dare per scontato lo stato della tua batteria – testala in modo indipendente”.
Test Flash Aviloo
L’azienda sottolinea che il suo test FLASH di tre minuti non si basa sulla lettura del BMS (sistema di gestione dell’energia – nota del redattore), bensì su un’analisi statistica basata su centinaia di migliaia di casi reali. “Per fornire al mercato un’immagine onesta, indipendente e globale di come invecchiano queste batterie”, afferma Marcus Berger, CEO di Aviloo. “Le medie nascondono molte cose”.
Nel 2026 Aviloo ha ampliato la propria attività con una garanzia per le batterie delle auto usate, basata esclusivamente su dati diagnostici indipendenti. Se la batteria scende al di sotto del limite SoH stabilito entro un anno e 20.000 km, il cliente riceve un risarcimento fino a 3.000 euro. Il programma è già attivo in 12 paesi europei ed è sostenuto dai più grandi gruppi di rivenditori nonché da marchi come Mercedes‑Benz, Volvo e Porsche Holding.
Oskar Włostowski