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Zeekr rimane in Europa nonostante le tasse e il limite di 350.000 veicoli ibridi all’anno

Zeekr rimane in Europa nonostante le tasse e il limite di 350.000 veicoli ibridi all’anno

Lothar Schupet, capo di Zeekr Europe, assicura che il marchio non intende ritirarsi dall’Europa. Pochi giorni prima del suo colloquio con InsideEVs al salone di Parigi, funzionari dell’UE e della Cina hanno annunciato un limite all’importazione di auto ibride e PHEV cinesi: 350.000 unità all’anno. Zeekr paga già dazi elevati sulle auto elettriche e sta per lanciare il lussuoso PHEV 9X da 900 cavalli. Le vendite del marchio in Europa sono aumentate del 200% su base annua a partire dal 2026.

Dazi sul 7X, limite sul 9X

Il Zeekr 7X, che il marchio posiziona come alternativa al Tesla Model Y, ha appena ricevuto un aggiornamento a metà del ciclo di vita. Secondo InsideEVs ora si carica in meno di 11 minuti (non viene specificata la percentuale di carica) e dispone di un nuovo sistema ADAS di Bosch. Sul 7X gravano dazi elevati, mentre il 9X è già soggetto al limite previsto per le auto ibride.

Schupet è convinto che le normative siano piuttosto una prova di successo che un problema. Afferma: “Queste discussioni e queste regolamentazioni emergono perché stiamo ottenendo un tale successo, o dobbiamo affrontarle per raggiungerlo? Penso che si tratti del primo caso: tutti hanno un po’ paura di ciò che sta accadendo e cercano di proteggersi”.

Con le auto ibride la situazione è peggiore, poiché le normative non sono ancora state definite con precisione. Il responsabile di Zeekr Europe dice: “La discussione sulle auto ibride è ancora molto vaga, le regole non sono chiare, quindi non posso prendere una posizione. Ma le tariffe sulle EV hanno dimostrato che ce la faremo”.

Fornitori europei e 200 rivenditori

Il punto di Zeekra è che il marchio vuole convincere non solo i clienti, ma anche i politici. Assume designer, ingegneri e dipendenti d’ufficio in diversi centri europei, e l’intero gruppo Geely ha investito miliardi nel continente. Bosch, in 7X Schupet, cita come esempio una catena di approvvigionamento locale accanto alla produzione cinese.

Afferma: “Abbiamo già una vasta rete di fornitori europei. Collaboriamo ovunque, abbiamo investito qui le nostre risorse. Ora abbiamo 200 rivenditori e ne arriveranno altri. Come marchio siamo quindi un importante motore economico, cosa che nessuno dovrebbe sottovalutare”.

L’autore di InsideEVs sottolinea che non è noto se tali argomentazioni arriveranno nelle capitali europee. Negli Stati Uniti, dove le auto cinesi sono praticamente vietate, non sono arrivati. I dirigenti europei delle aziende e i politici parlano sempre più apertamente del fatto che l’industria non riesce a resistere alla concorrenza dei prezzi proveniente dalla Cina, anche nonostante le tariffe doganali; pertanto queste tariffe e i limiti dovrebbero comprare tempo ai produttori locali.

Schupet conclude la sua dichiarazione affermando: “Siamo in Europa a lungo termine, quindi vogliamo continuare a crescere. Abbiamo investito molto e continueremo a investire. Riusciremo a ottenere successo qui. Si tratta quindi più di collaborazione che di conflitto, perché tutti noi siamo sulla stessa barca nell’industria automobilistica”.

InsideEVs precisa che Geely ha finanziato al giornalista il volo per la fiera di Parigi, l’hotel e parte dei pasti. La fonte non specifica come verrà distribuito il limite di 350.000 unità tra i vari marchi, né i prezzi del 9X.

Fonte: InsideEVs

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