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Xpeng attiverà la diagnosi remota in Europa. Nel video si vede che la soluzione consiste nel riavviare il sistema.

Xpeng attiverà la diagnosi remota in Europa. Nel video si vede che la soluzione consiste nel riavviare il sistema.

Xpeng ha annunciato su WeChat l’avvio di un servizio di diagnosi remota in alcuni mercati europei. Secondo il materiale promozionale, un consulente potrà verificare da remoto alcune funzioni dell’auto e assistere in caso di problemi con il software, la connessione al telefono o la funzione V2L.

Fino ad ora il produttore non ha fornito l’elenco dei paesi né la data di lancio per ciascun mercato. Per l’utente di veicoli elettrici il vantaggio è semplice: meno visite in officina per piccoli guasti, ma anche più domande riguardo alla privacy e all’ambito di accesso all’auto.

Per ora sembra una soluzione per problemi minori

Il video di Xpeng suggerisce uno scenario d’uso piuttosto banale: si tratta principalmente di problemi con il sistema multimediale, dell’abbinamento allo smartphone o della funzione V2L, ovvero dell’alimentazione tramite la presa dell’auto. In altre parole, si tratta di problemi fastidiosi, ma solitamente non pericolosi.

Il rimedio più universale nei materiali promozionali sembra essere la classica soluzione elettronica: si prega di riavviare il sistema. Da un lato suona divertente. Dall’altro, se è possibile effettuare un tale riavvio a distanza dopo aver contattato il servizio clienti, il cliente non è costretto ad andare subito in un centro di assistenza solo perché qualcuno faccia lo stesso intervento sul posto.

Servizio intelligente, zero problemi.

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Sul sito ufficiale del marchio non è ancora presente una descrizione del servizio, quindi al momento non sappiamo se il supporto coprirà tutti i modelli e i mercati europei. Si può supporre che priorità verranno date ai paesi più grandi, probabilmente Germania e Francia. Si tratta dei due mercati più importanti per le auto elettriche nell’UE e il materiale promozionale indica chiaramente queste destinazioni.

Nelle realtà polacche questo ha importanza, perché con una rete di vendita e assistenza ancora giovane, una soluzione remota per piccole riparazioni può risultare più preziosa di un’altra promessa legata all’OTA. Dovremo ancora aspettare una risposta riguardo al fatto che la Polonia sia nella lista dei primi paesi interessati.

L’argomento più interessante non è la comodità, ma l’accesso ai dati

Nel video si suggerisce che il cliente debba richiedere esplicitamente la diagnosi remota. Questa è una buona notizia, poiché indica un modello basato sul consenso volontario del cliente, e non un controllo remoto costante dell’auto da parte dell’operatore. Per un’auto che è allo stesso tempo un computer su ruote, questo non è certo un dettaglio trascurabile.

Un altro aspetto importante è l’ambito dei dati. Cosa vede esattamente il consulente? I log degli errori, lo stato dei moduli, la cronologia dei riavvii, i dati delle chiamate telefoniche, o forse anche informazioni sulla posizione o sull’uso delle funzioni dell’auto? Xpeng non ha ancora chiarito questi punti, e è proprio qui che il marketing finisce e inizia la reale utilità del servizio.

La versione migliore di un simile sistema sarebbe proattiva: l’auto rileva un errore, pulisce la memoria temporanea, effettua un riavvio programmato alle 4:00 del mattino e al risveglio non rimane traccia del problema. Questo richiederebbe però un livello più elevato di fiducia, poiché l’automatizzazione dovrebbe funzionare in modo affidabile senza il rischio che l’auto “ripari da sola” qualcosa che era meglio non toccare.

Tesla da anni ha abituato i clienti alle modifiche e alla diagnosi a distanza, quindi l’idea in sé non è nuova. Ciò che sarà interessante è qualcos’altro: se Xpeng trasformerà questo servizio in un semplice call center che consiglia di “spegnere e accendere” l’auto, oppure se ridurrà davvero il numero di visite di manutenzione.

Se si tratta della seconda opzione, un servizio del genere potrebbe essere più importante di un’altra funzionalità elencata nel catalogo. E voi, concedereste alla marca l’accesso remoto all’auto in cambio di una risoluzione più rapida del problema?

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