Xiaomi Auto ha attivato il sito globale. L’ingresso in Europa è confermato per il 2027.

Xiaomi ha lanciato il sito internazionale xiaomiauto.com e i profili social internazionali per la divisione automobilistica. Sul sito è scritto chiaramente che Xiaomi Auto entrerà ufficialmente in Europa nel 2027, e parallelamente l’azienda ha iniziato a raccogliere richieste da rivenditori e partner di distribuzione.
Per i guidatori in Polonia questa non è ancora l’inizio delle vendite. Si tratta piuttosto di un’azione volta a posizionare la marca prima dell’ingresso nell’UE.
Il sito è già attivo, ma mancano ancora configuratore e prezzi
Il nuovo sito mostra oggi principalmente il marchio, la tecnologia e i progetti di Xiaomi. Sono presenti su di esso il Xiaomi SU7, SU7 Ultra, YU7 GT, Sky Nomad e Vision Gran Turismo, oltre a sezioni come Newsroom, Innovation e Core Technology.
I dettagli più importanti sono semplici: non c’è un configuratore, prezzi locali né un portale di acquisto. Questo dice molto. Xiaomi non ha ancora avviato le vendite, ma sta costruendo notorietà e canali di accesso, un po’ come facevano in precedenza altre marche cinesi prima del loro debutto in Europa.
Sul sito è disponibile anche un modulo per richieste relative a rivenditori e distributori. In altre parole, Xiaomi sta già cercando partner commerciali e di distribuzione. Si tratta di un segnale più forte rispetto a un semplice profilo su X o Instagram, poiché dimostra che, oltre al marketing, viene preparata anche la vendita.
L’azienda non ha ancora indicato quali paesi in Europa riceveranno per primi le auto, né in quale trimestre del 2027 vedremo il vero avvio delle vendite. È noto solo che l’Europa sarà la prima tappa dell’espansione internazionale.
C’è un piano per il 2027, ma i risultati nazionali iniziano a pesare
A maggio il presidente di Xiaomi, William Lu, ha dichiarato che l’avvio ufficiale dell’espansione automobilistica all’estero avverrà nel terzo o quarto trimestre del 2027. La strategia è abbastanza chiara: prima i mercati sviluppati, poi quelli in via di sviluppo; prima il segmento medio e alto, poi quello più di massa; inoltre, prioritariamente i mercati a destra rispetto a quelli a sinistra.
Ci è però un piccolo problema: l’Europa è infatti composta principalmente da mercati a sinistra, quindi o Xiaomi farà un’eccezione, oppure l’avvio avverrà in fasi successive. Al momento non lo sappiamo.
Sul sito, tra i centri R&S globali, è indicata anche Monaco, insieme a Pechino, Shanghai, Nanjing e Wuhan. Ciò significa che Xiaomi ha già una presenza in ambito di ricerca e sviluppo in Europa. A maggio Yu Liguo, vicepresidente del settore automobilistico, ha ricevuto l’incarico aggiuntivo di guidare i preparativi per l’espansione all’estero e riferisce direttamente a Lei Jun e William Lu.
Il secondo aspetto è meno favorevole per l’azienda. A luglio Xiaomi ha consegnato 31.267 auto, il che rappresenta un aumento del 2,68% su base annua, ma una diminuzione del 9,99% su base mensile. Da gennaio a luglio sono state effettuate 216.322 consegne, il che corrisponde al 39% dell’obiettivo annuale di 550.000 auto.
Per raggiungere questo obiettivo, Xiaomi dovrebbe vendere in media circa 66.700 auto al mese negli ultimi 5 mesi dell’anno. Questo non sembra più una semplice formalità. Probabilmente è per questo che il sito internazionale sta prendendo slancio ora, anche se le esportazioni effettive inizieranno solo tra qualche mese.
Al momento, ciò che è più interessante non è tanto il fatto che Xiaomi stia “entrando in Europa”, ma il fatto che finalmente lo stia facendo pubblicamente, con tutte le strutture necessarie per la vendita. Quale modello dovrebbe arrivare in Europa per primo: il SU7 o il YU7?
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