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I italiani rimandano il divieto dei diesel Euro 5. Centinaia di migliaia di auto hanno ottenuto più tempo.

I italiani rimandano il divieto dei diesel Euro 5. Centinaia di migliaia di auto hanno ottenuto più tempo.

In sintesi:

I diesel Euro 5 avrebbero dovuto scomparire dalle strade di alcune regioni del nord Italia a partire da ottobre

Tuttavia non è stato così. Le regioni hanno posticipato le restrizioni

Il Piemonte ha sostituito completamente il divieto previsto con altre misure antinquinamento

Tra queste rientra l’imposizione di limiti annuali sui chilometri percorsi nelle aree con scarsa qualità dell’aria

Il problema riguarda le emissioni di ossidi di azoto e polveri, che devono essere ridotte

Gli italiani allentano le restrizioni

Pochi mesi fa, i proprietari di diesel Euro 5 nel nord Italia si preparavano a un grande cambiamento: dal 1° ottobre 2026, in quattro regioni della Pianura Padana sarebbero entrate in vigore nuove restrizioni per questi veicoli.

Riguardava la Lombardia, il Piemonte, la Venezia Euganea e l’Emilia-Romagna, ovvero alcune delle regioni più popolose e motorizzate del paese. Il piano nasceva dai problemi di qualità dell’aria nella Valle del Po e dagli obblighi legati alla riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e di polveri.

Poco prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, però, il governo italiano ha concesso alle regioni maggiore libertà. Di conseguenza, il divieto per i veicoli Euro 5 previsto per l’autunno non è entrato in vigore nella forma originale.

Lombardia: Euro 5 può circolare ancora per un anno

La regione Lombardia ha ufficialmente posticipato le restrizioni previste per i diesel Euro 5 al 1° ottobre 2027. Ciò significa che il divieto, che avrebbe dovuto entrare in vigore quest’autunno, è stato rinviato di un anno intero.

Tuttavia ciò non significa che la Lombardia abbia improvvisamente rinunciato a limitare la circolazione delle auto più vecchie. I divieti attuali per i diesel Euro 4 e precedenti rimangono in vigore nei comuni interessati. La regione sta al contempo lavorando a soluzioni che permettano di ridurre le emissioni senza ritirare immediatamente i veicoli Euro 5 dalla circolazione.

Uno di questi strumenti è il sistema MoVe-In. Invece di un divieto totale, l’auto può ricevere un limite annuale di chilometri percorsi nelle aree soggette a restrizioni, e il consumo viene controllato tramite un dispositivo installato nell’auto.

Il Piemonte è andato oltre. Non ci sarà divieto

Questa regione non ha solo posticipato la data, ma ha abbandonato il previsto divieto permanente dei diesel Euro 5 in vigore durante la stagione autunnale-invernale. Secondo le autorità, tale restrizione avrebbe colpito oltre 300 mila automobili appartenenti a residenti e aziende.

Invece di vietare l’uso delle automobili, la regione ha preparato un pacchetto di altre misure volte a ottenere effetti simili per la qualità dell’aria. Tra queste rientrano investimenti nei trasporti, il car sharing, le infrastrutture ciclabili, la sostituzione delle fonti di riscaldamento e incentivi all’uso del carburante HVO nei diesel Euro 5 ed Euro 6.

Si tratta di un cambiamento significativo nell’approccio. L’obiettivo ambientale rimane, ma le autorità cercano di raggiungerlo senza eliminare automaticamente l’intera categoria di automobili.

Anche il Veneto ha posticipato la data

Anche la Venezia Euganea ha scelto una strada simile a quella della Lombardia. Anche lì il divieto dei diesel Euro 5 non è entrato in vigore il 1° ottobre 2026 ed è stato posticipato all’autunno del 2027.

I territori hanno avuto la possibilità di sostituire alcune restrizioni con misure compensative, a condizione che queste permettano di raggiungere l’effetto desiderato in termini di qualità dell’aria.

Questo non significa quindi la fine delle restrizioni Euro 5 in Italia. È più corretto affermare che la loro introduzione è stata differita nel tempo e che le varie regioni hanno iniziato a scegliere metodi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo.

Attenzione a Milano. Lì la situazione è diversa

Prima di recarsi in Italia non basta verificare le normative dell’intero territorio. Vale la pena concentrarsi anche sulla città specifica.

Un buon esempio è Milano, dove è attiva una vasta zona Area B. Essa comprende una parte significativa della città e ha un proprio orario di restrizioni indipendente dal divieto regionale.

Le auto private con motore diesel che soddisfano lo standard Euro 5 sono già soggette a restrizioni lì. Esistono certamente eccezioni e un certo numero di giorni consentiti per l’ingresso per alcuni utenti, ma il fatto stesso che

la Lombardia abbia posticipato il divieto regionale non significa automaticamente un ingresso libero a Milano per le auto diesel Euro 5.

Può esserci delle differenze simili in altre città. Per il turista, quindi, è importante non solo lo standard Euro dell’auto, ma anche la destinazione specifica del viaggio.

Cosa significa esattamente Euro 5?

In conseguenza di ciò, oggi parliamo soprattutto dei diesel che hanno diversi anni. Sulle strade ne sono ancora presenti in gran numero, perciò l’obbligo di Euro 5 è socialmente molto più percepibile rispetto ai precedenti limiti relativi a Euro 2, Euro 3 o Euro 4.

È proprio l’entità di questo problema uno dei motivi delle discussioni politiche in Italia. Solo nel Piemonte si parlava di oltre 300 mila veicoli che, in periodi specifici, perderebbero la possibilità di circolare normalmente nelle aree soggette a tali normative.

A Varsavia la direzione è diversa

Zona di Trasporto Pulito di Varsavia è in funzione dal 2024 e rafforza i requisiti ogni due anni. Attualmente i diesel devono rispettare almeno lo standard Euro 5 o essere prodotti nel 2009 o successivamente.

Un cambiamento significativo arriverà il 1° gennaio 2028: in quel momento sarà richiesto lo standard Euro 6 o un anno di produzione del 2014 o successivo.

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Pertanto non si può affermare che ogni diesel Euro 5 venga automaticamente escluso dalla zona a traffico limitato di Varsavia. Le normative consentono di soddisfare il requisito in base alla norma di emissione o all’anno di produzione. I diesel Euro 5 del 2011 o 2012, di norma, non verranno accettati, ma un’auto del 2014 potrebbe soddisfare il criterio legato all’età.

A Cracovia già oggi è richiesto l’Euro 6

Nella città di Cracovia la situazione è ancora più severa: la Zona di Trasporto Pulito è in vigore dal 1° gennaio 2026 e copre circa il 60% della superficie urbana. Per le auto private dotate di motore diesel, il requisito fondamentale è un livello di emissioni almeno Euro 6 o un anno di produzione del 2014 o successivo. Ciò significa che molte auto con standard Euro 5 non soddisfano già oggi i criteri minimi per l’ingresso nella zona.

Tuttavia, Cracovia ha previsto un periodo di transizione. Fino alla fine del 2028, i conducenti di auto che non soddisfano i requisiti possono, in determinati casi, entrare nella zona dopo aver pagato una tassa. A partire dal 2029 questa possibilità dovrebbe scomparire. Esistono esenzioni particolari per alcuni residenti e altri gruppi indicati nella normativa.

Sul piano delle decisioni italiane la differenza è quindi evidente: lì alcune regioni stanno proprio allentando i limiti per l’Euro 5, mentre Cracovia fin dall’inizio dell’attuazione del proprio SCT ha fissato l’obiettivo a livello Euro 6 o a un modello di anno più recente.

Piotr Sobczyk