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Volkswagen non è l’unica ad effettuare tagli: anche questo storico marchio giapponese ridurrà la sua strategia relativa alle auto elettriche.

Volkswagen non è l’unica ad effettuare tagli: anche questo storico marchio giapponese ridurrà la sua strategia relativa alle auto elettriche.

04/09/2026 12:30

Aggiornato a

04/09/2026 12:30

Mentre l’industria europea ha tenuto in ansia migliaia di lavoratori a seguito dei drastici piani di ristrutturazione annunciati dal Gruppo Volkswagen, la pressione legata alla transizione verso veicoli a zero emissioni non è un fenomeno esclusivo del Vecchio Continente. In Asia, uno dei giganti dell’automobile più longevi e influenti ha deciso di agire con un piano di tagli senza precedenti nelle proprie operazioni per garantirsi competitività nei prossimi anni: Honda.

Secondo documenti a cui ha avuto accesso l’agenzia Reuters, il gruppo giapponese deve affrontare con urgenza la necessità di ridefinire la propria strategia per i veicoli elettrici. L’arrivo massiccio di produttori asiatici emergenti con costi di produzione molto bassi e la lenta crescita della domanda di veicoli 100% elettrici in alcuni mercati globali hanno costretto la dirigenza di Tokyo ad adottare misure estreme sui propri costi operativi e sul calendario di lancio dei prodotti.

nissan fabrica

Obiettivo ambizioso di risparmio e pressione sulla catena di approvvigionamento

Reuters riporta che Honda si è data l’obiettivo di ridurre i costi di 1,5 miliardi di yen entro la fine del decennio, una somma equivalente a oltre 8.000 milioni di euro. Questo piano drastico non mira a generare entrate vendendo più automobili, bensì a modificare radicalmente i costi di sviluppo, ingegneria e assemblaggio di ciascun veicolo prodotto nelle sue linee di fabbricazione.

La strategia prevede di esercitare pressione su tutta la rete globale di fornitori. La dirigenza del marchio ha iniziato a comunicare obiettivi specifici di riduzione dei prezzi per ciascun fornitore. Ciò riguarda soprattutto componenti stampati e fusi, elettronica avanzata e tutto l’hardware necessario per lo sviluppo dei veicoli definiti tramite software. L’urgenza è evidente, poiché il produttore stima che le perdite legate alla transizione verso l’auto elettrica supereranno i 12.000 milioni di dollari (oltre 10.300 milioni di euro) se non si interverrà sull’efficienza della catena del valore.

Fabbrica Nissan

Ripensare l’origine dei componenti

L’approccio di Honda non si limita a chiedere sconti diretti ai suoi fornitori tradizionali in Giappone o Nord America. Il marchio ha avviato un cambiamento di paradigma nella progettazione dei suoi futuri modelli globali. Per ridurre i costi di produzione, il produttore promuoverà una standardizzazione su larga scala dei componenti, riducendo la varietà di parti tra le diverse famiglie di modelli e consentendo l’integrazione di elementi più semplici prodotti in grandi quantità.

Nel corso di questo processo di ottimizzazione, la catena di approvvigionamento dei componenti prodotti in Cina assume un ruolo centrale. Mentre Europa e Stati Uniti valutano strategie per proteggersi dalle automobili provenienti da questo paese asiatico, Honda sta considerando di aumentare gli acquisti di componenti presso fornitori cinesi, al fine di sfruttare le loro capacità produttive su larga scala e i prezzi più bassi. Si tratta di una mossa tattica volta a ridurre il divario rispetto alla velocità e alla competitività di giganti come BYD nei mercati emergenti e a consolidare un margine di profitto sostenibile.

honda nissan unen software batalla contra china competencia 1

Cambiamento di rotta verso la tecnologia ibrida e alleanze strategiche

La riorganizzazione del bilancio è accompagnata da un cambiamento significativo nella pianificazione dei prodotti. Come è accaduto in altri gruppi del settore, il marchio giapponese ha rallentato l’implementazione di alcuni progetti interamente elettrici previsti nei mercati chiave. Invece, il produttore sta aumentando l’investimento nella tecnologia ibrida per i prossimi anni, una soluzione che offre un ritorno economico immediato e permette di mantenere il volume delle vendite riducendo al contempo l’esposizione finanziaria nella divisione puramente elettrica.

Per ammortizzare l’enorme investimento richiesto nello sviluppo dei veicoli moderni, l’azienda cerca anche alleanze strategiche nel proprio paese d’origine. Di recente sono stati annunciati accordi di cooperazione con aziende come Nissan per condividere l’architettura dei componenti elettronici di controllo e il software a bordo a partire dalla fine di questo decennio. Attraverso questa sinergia, le storiche marche giapponesi intendono ridurre i tempi di sviluppo e condividere i costi di R&S, dimostrando che la sopravvivenza nel panorama dei motori attuali dipende dalla flessibilità tecnica e da un controllo rigoroso delle spese.