← Torna alle notizie
Veicoli

Volkswagen ne ha prodotto soltanto 250 unità di questa vettura che raggiungeva i 0,9 litri ogni 100 km: ora uno di essi può raggiungere i 125.000 €.

Volkswagen ne ha prodotto soltanto 250 unità di questa vettura che raggiungeva i 0,9 litri ogni 100 km: ora uno di essi può raggiungere i 125.000 €.

Oltre un decennio fa, Volkswagen sorprese l’industria automobilistica con un veicolo che sembrava provenire dal futuro. Non si distingueva per avere centinaia di cavalli o per raggiungere velocità straordinarie, ma per qualcosa di molto meno comune: presentava un consumo di appena 0,9 litri di diesel ogni 100 chilometri. Quell’esperimento divenne uno dei modelli più esclusivi nella storia del marchio tedesco e ora uno dei suoi rari esemplari torna sul mercato.

Si tratta del Volkswagen XL1, un ibrido ricaricabile di cui sono state prodotte soltanto 250 unità e che attualmente è in vendita all’asta su Catawiki. La piattaforma stima che il suo valore possa aggirarsi tra 110.000 e 125.000 euro, anche se il prezzo finale dipenderà dalle offerte. L’asta rimarrà aperta fino al 12 novembre prossimo e vede come protagonista un esemplare immatricolato nel 2016 che ha percorso appena 1.672 chilometri in tutta la sua vita.

Volkswagen XL1 dal retro

Il veicolo è stato consegnato inizialmente in Lussemburgo l’8 marzo 2016 e attualmente si trova nei Paesi Bassi, dove possiede una targa olandese. Con finitura di colore bianco metallizzato Onyx White, mantiene la sua documentazione, i manuali di manutenzione e il caricabatterie originale. Secondo la descrizione del venditore, è inoltre in ottime condizioni, sia esternamente che all’interno dell’abitacolo.

Una Volkswagen che consuma meno di un litro di diesel ogni 100 chilometri

La storia del XL1 è iniziata con un obiettivo molto preciso: dimostrare fino a che punto si potesse ridurre il consumo energetico di un’auto omologata per circolare su strada. Per raggiungerlo, Volkswagen ha sviluppato un sistema ibrido ricaricabile che combinava un piccolo motore diesel a due cilindri da 800 cubici centimetri, in grado di erogare 48 CV, con un altro motore elettrico da 27 CV. Entrambi funzionavano insieme a un cambio automatico DSG a doppia frizione e sette marce.

Il risultato fu un’auto a due posti che presentava un consumo combinato di 0,9 litri ogni 100 chilometri e un’emissione di CO₂ di appena 21 grammi per chilometro. Va ricordato che queste cifre provenivano dall’antico ciclo europeo NEDC e che, trattandosi di un’auto ibrida ricaricabile, dipendevano anche dall’elettricità immagazzinata nella batteria. Pertanto, non devono essere interpretate come un consumo di carburante garantito in qualsiasi percorso.

volkswagen xl1

Esattamente, grazie alla batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh era possibile percorrere fino a 50 chilometri in modalità completamente elettrica, senza utilizzare il motore diesel. Quando entrambi i sistemi funzionavano insieme, il veicolo disponeva di una potenza massima di 69 CV, sufficiente per raggiungere una velocità massima limitata elettronicamente a 160 km/h. Non si trattava di cifre sportive, ma nemmeno quello era lo scopo del progetto.

Carrozzeria in fibra di carbonio, porte a farfalla e soli 795 kg

Una parte fondamentale della sua straordinaria efficienza risiedeva nel design. Volkswagen optò per una carrozzeria estremamente aerodinamica, con una silhouette a forma di lacrima, un retro stretto, ruote posteriori parzialmente coperte e sospensioni praticamente piatte. Tutto ciò permise di ottenere un coefficiente aerodinamico di soli 0,189, un valore eccezionale anche secondo gli standard attuali.

Il marchio portò anche la riduzione del peso all’estremo. L’XL1 utilizzava una struttura monoscocca realizzata con polimero rinforzato con fibra di carbonio, oltre a componenti in alluminio, magnesio e altri materiali leggeri. Grazie a questo approccio, il suo peso era di appena 795 chilogrammi, molto inferiore a quello della maggior parte delle automobili attuali, soprattutto delle ibride ricaricabili.

Volkswagen XL1

Anche il suo aspetto esterno non passava inosservato. Le porte che si aprivano verso l’alto ricordavano quelle di alcuni superdeportivi, mentre i retrovisori tradizionali furono sostituiti da telecamere che proiettavano le immagini su piccoli schermi situati all’interno. Anche i finestrini laterali presentavano piccole aperture manuali per evitare l’uso di meccanismi più pesanti e complessi. Ogni dettaglio seguiva la stessa filosofia: ridurre al massimo l’energia necessaria per spostarsi.

Una delle 250 unità prodotte può raggiungere i 125.000 euro

L’esclusività del XL1 spiega anche l’interesse che suscita tra i collezionisti. Volkswagen lo ha presentato nel 2013 e lo ha prodotto in modo quasi artigianale nella sua fabbrica tedesca di Osnabrück. La sua produzione è stata limitata a circa 250 unità, rendendolo una delle proposte più uniche sviluppate dall’azienda negli ultimi decenni.

L’esemplare attualmente in cerca di acquirente presenta inoltre un chilometraggio particolarmente basso. Secondo la scheda di Catawiki, conta 1.672 chilometri, mantiene i componenti originali e dispone di elementi come pneumatici in magnesio, freni a carbonio-ceramica e la cover specifica del modello. La piattaforma ne ha stimato il valore tra 110.000 e 125.000 euro, sebbene questa stima non costituisca un prezzo di vendita confermato.

Volkswagen XL1

L’asta si concluderà il 12 novembre 2026 e permetterà di scoprire quanto sono disposti a pagare i collezionisti per uno degli esperimenti più ambiziosi di Volkswagen. Più di dieci anni dopo il suo lancio, l’XL1 rimane un’auto difficile da confrontare con qualsiasi altra: un ibrido ricaricabile realizzato con materiali tipici di un superdeportivo, ma progettato per dimostrare che l’efficienza poteva essere portata all’estremo.