Volkswagen vuole estendere le riduzioni, per un totale di quasi 100.000 dipendenti. Quando Diess parlava di un terzo di questo numero, lo hanno congedato.

Il gruppo Volkswagen potrebbe effettuare le più grandi riduzioni del personale nella storia dell’industria automobilistica. Solo in Germania l’azienda sta valutando la chiusura di ben quattro fabbriche – Zwickau, Hannover, Emden e lo stabilimento di Neckarsulm appartenente ad Audi – il che significherebbe la perdita di 45.000 posti di lavoro. Con le riduzioni già in atto che riguardano complessivamente 50.000 dipendenti, il numero di licenziamenti sarebbe di almeno 95.000, potendo arrivare addirittura a 100.000 lavoratori, secondo quanto riferito da Reuters.
I problemi finanziari di Volkswagen sono anche i problemi finanziari dei fornitori polacchi
Fino ad ora il titolo di azienda con i tagli più radicali nel settore spettava a General Motors, che durante il fallimento del 2009 eliminò in un solo giorno 22.500 dipendenti soltanto negli Stati Uniti. All’inizio degli anni Novanta del XX secolo furono soppressi ben 74.000 posti di lavoro e chiuse 21 fabbriche, anche se questo processo durò complessivamente quattro anni. Il gruppo Volkswagen ha già pianificato di licenziare 50.000 dipendenti entro la fine del decennio, di cui 19.000 dovrebbero essere eliminati entro la fine di quest’anno; ora è emerso che la dirigenza intende raddoppiare questo numero (fonte).
I simboli della fabbrica Volkswagen di Hannover
L’impianto di Zwickau (circa 8.000 dipendenti) è stato il primo ad essere convertito esclusivamente alla produzione di veicoli elettrici; produce modelli basati sulla piattaforma MEB: VW ID.3, ID.4, ID.5, Audi Q4 e-tron e Cupra Born, nonché carrozzerie per Bentley Bentayga e Lamborghini Urus (fonte). Da Hannover (circa 13.000 persone) vengono prodotti il VW ID. Buzz e il VW Multivan; Emden (circa 7.700) produce il VW ID.4, ID.7 e ID.7 Tourer; infine Neckarsulm (circa 15.500) produce l’Audi A5, A6, A8 e Audi e-tron GT, ovvero il Porsche Taycan con carrozzeria Audi.
I tagli riguarderebbero quindi i modelli elettrici della generazione precedente, senza interessare i nuovi modelli, tra cui l’Audi A2 e-tron (Ingolstadt, Germania) o il VW ID. Polo (Martorell, Spagna) e il VW ID. Cross (Pamplona, Spagna).

Volkswagen ID. Cross e gli altri tre modelli elettrici economici basati sulla piattaforma MEB+ verranno prodotti in Spagna
Responsabile della riduzione dei posti di lavoro è il presidente di Volkswagen, Oliver Blume; si dice che lo sostengano anche i membri del consiglio di amministrazione e i rappresentanti delle famiglie Piech e Porsche. Quando il precedente presidente, Herbert Diess, parlò alcuni anni fa della necessità di eliminare diverse decine di migliaia di posti di lavoro, queste stesse persone lo esiliarono a Cariad e successivamente lo licenziarono con il pretesto della mancanza di risultati. Contro la riorganizzazione ci sono ovviamente il consiglio dei lavoratori e i sindacati, che affermano che il problema non siano i costi, bensì il fatto che Volkswagen produca automobili che le persone non vogliono acquistare.
In realtà i maggiori problemi per il gruppo aziendale li causano i cinesi, poiché non solo smettono di interessarsi ai marchi occidentali, ma iniziano anche a espandersi sul mercato europeo:

Vendite dei marchi Volkswagen, Audi e Porsche rispetto al gruppo Geely e BYD (c) da: Reuters
Note della redazione di Elektrowozu: i problemi di Volkswagen in Germania rappresentano gravi difficoltà anche per le aziende polacche. Non si può escludere che in molti paesi vengano effettuati licenziamenti su base “uno ogni due dipendenti”, senza considerare i risultati ottenuti.
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