Più veicoli elettrici, margini più ridotti. Volkswagen affronta i costi elevati legati al passaggio all’uso dell’elettricità.

Il gruppo Volkswagen vende sempre più veicoli elettrici, ma la loro più bassa redditività influisce negativamente sui risultati finanziari. Anche le ammortamenti contabili hanno contribuito a una perdita di miliardi.
I veicoli elettrici attirano sempre più clienti
Nel terzo trimestre Volkswagen ha venduto in tutto il mondo 209.100 veicoli elettrici a batteria, registrando un aumento del 19,6% rispetto all’anno precedente. L’interesse per le auto elettriche continua a crescere e le ordinazioni in Europa assumono ormai un’importanza cruciale per il gruppo.
Alla fine di settembre i veicoli elettrici rappresentavano il 40% delle ordinazioni europee in attesa di elaborazione. Questo dato evidenzia quanto stia cambiando la composizione delle future consegne, includendo i modelli di tutto il gruppo Volkswagen.
I clienti sono attratti anche dalla gamma di piccoli veicoli elettrici urbani. I modelli Volkswagen ID. Polo, ID. Cross, Cupra Raval e Škoda Epiq hanno raccolto complessivamente circa 150.000 ordinazioni. Una gamma più accessibile inizia quindi a dare i suoi frutti.
Meni profitti con le auto elettriche
Il direttore finanziario e operativo del gruppo, Arno Antlitz, ha ammesso che Volkswagen attualmente realizza meno profitti con le auto elettriche rispetto a quelle a motore a combustione interna. La crescente quota di veicoli elettrici aumenta quindi la pressione sulla redditività complessiva.
Negli primi nove mesi, la redditività operativa su fatturato, al netto di voci straordinarie, è stata del 3,8%. Su ogni cento euro di fatturato, al gruppo restavano quindi poco meno di quattro euro di utile operativo. Secondo Antlitz, un risultato del genere non è sufficiente per uno sviluppo futuro.
L’azienda automobilistica ha bisogno di finanziare nuovi modelli, tecnologie e la modernizzazione della produzione. Con margini bassi, lo spazio per tali investimenti si restringe. Per questo la dirigenza insiste sulla riduzione dei costi in tutto il gruppo e su una gestione più efficiente delle fabbriche.
Le svalutazioni contabili hanno aggravato la perdita trimestrale
Nel terzo trimestre il gruppo ha registrato una perdita operativa di 5,86 miliardi di euro. Il risultato è stato notevolmente influenzato da voci straordinarie per 7,8 miliardi di euro. Nei primi nove mesi il loro valore complessivo ha raggiunto circa 8,7 miliardi di euro.
La voce più significativa è stata la riduzione del valore contabile del goodwill legato a Porsche, per 6,4 miliardi di euro. Si tratta di un valore che va oltre i singoli asset e che è legato, ad esempio, ai ricavi previsti. Questa svalutazione non rappresenta una fuoriuscita immediata di liquidità.
Un’altra cifra di circa un miliardo di euro è derivata dalla riduzione del valore contabile degli asset delle società in Cina, che il gruppo include interamente nei propri risultati. È proprio l’entità di queste voci straordinarie a spiegare l’entità della perdita trimestrale.
Volkswagen cerca risparmi per miliardi di euro
Oltre a margini più bassi per le auto elettriche, il gruppo è sopraffatto dalle tariffe americane, dalla difficile situazione in Cina e da una forte concorrenza europea. La dirigenza ha preparato un programma di risparmio del valore di circa 31 miliardi di euro, finalizzato a migliorare la gestione del gruppo.
Il piano prevede un portfolio di modelli e una struttura organizzativa semplificati, costi di produzione più bassi e riduzioni delle spese operative. Volkswagen intende inoltre sfruttare meglio le proprie fabbriche. I risparmi dovrebbero creare spazio per ulteriori investimenti in nuovi veicoli.
Per Volkswagen sarà fondamentale aumentare il profitto derivante da ogni auto elettrica venduta. Le crescenti ordinazioni gli offrono l’opportunità di distribuire meglio i costi di sviluppo e produzione. Un semplice aumento del numero di auto consegnate, però, non garantisce ancora un profitto sufficiente.
Fonti:
testo originale / Elektrickevozy.cz
Volkswagen Group
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