“Soppressione motori a combustione interna” 2035: l’accordo tedesco-francese divide politica e industria


Immagine: VW (immagine simbolica)
Germania e Francia hanno raggiunto un accordo su una posizione comune per allentare la norma europea che prevede l’eliminazione dei motori a combustione entro il 2035. La dichiarazione franco-tedesca prevede maggiore flessibilità regolatoria per i produttori automobilistici nonché incentivi più forti per la produzione di veicoli in Europa. In questo modo, anche dopo il 2035 potrebbero continuare ad essere autorizzati in UE nuovi automobilisti dotati di motori a combustione. L’accordo trova consenso tra i partiti governativi e alcune parti dell’industria automobilistica, mentre Verdi e organizzazioni ambientaliste avvertono dei possibili effetti negativi sull’eletromobilità.
Il nucleo del compromesso è una riduzione dell’obiettivo di riduzione dei CO₂ per le nuove auto da inizialmente il 100% al 90% rispetto al 2021. A differenza della proposta della Commissione UE del dicembre 2025, i produttori non dovranno compensare pienamente i restanti dieci percento secondo l’approccio tedesco-francese. Inoltre, si prevede di dare maggiore importanza alle sedi produttive europee, alla produzione di batterie e ai materiali ecologici. Le normative attuali dell’UE non vengono quindi abolite, poiché le modifiche devono prima essere approvate a livello europeo.
Il Cancelliere federale Friedrich Merz (CDU) definisce l’accordo un successo per i conducenti e i posti di lavoro in Europa. “Voglio dirlo in modo semplice: l’abolizione delle auto a combustione interna sarà così cosa del passato”, afferma il politico della CDU. “Riceveremo molto sostegno per questa decisione.”
Anche il Ministro federale delle Finanze Lars Klingbeil e il Ministro federale dell’Ambiente Carsten Schneider (entrambi SPD) accolgono con favore il compromesso, collegandolo alle aspettative di investimenti e di tutela dell’occupazione nei siti produttivi tedeschi. “Gli auto elettriche prevarranno comunque, poiché sono tecnicamente superiori e permettono di risparmiare molti soldi durante la guida”, afferma Schneider. “La domanda cruciale ora è dove queste auto verranno prodotte in futuro. Il nostro obiettivo è che vengano costruite in Europa e non solo in Cina”. Il Ministro dell’Ambiente mantiene la sua determinazione a sviluppare l’eletromobilità e chiede misure aggiuntive per compensare le emissioni più elevate.
I Verdi, invece, criticano allentamento degli obiettivi climatici. Swantje Michaelsen, portavoce per la politica dei trasporti del gruppo parlamentare dei Verdi, ha avvertito secondo Reuters di nuove incertezze per i produttori e di un rischio per la loro competitività.
L’industria automobilistica valuta questa intesa in modo diverso. La federazione tedesca dell’industria automobilistica (VDA) accoglie con favore l’obiettivo ridotto di CO₂ per il 2035 e una maggiore apertura tecnologica, ma chiede ulteriori modifiche nella valutazione dei carburanti rinnovabili e dei materiali ecologici. Inoltre, la presidente della VDA, Hildegard Müller, critica i termini previsti per la produzione europea di batterie. Anche l’associazione europea dei produttori ACEA considera questo accordo un passo avanti, ma ritiene ancora insufficiente la flessibilità nell’adempimento dei limiti di CO₂ per le flotte.
Tra i produttori, in particolare Volkswagen, Renault e Stellantis accolgono con favore gli sforzi per regole più flessibili e per rafforzare le sedi produttive europee. Allo stesso tempo, esistono interessi diversi riguardo alla prevista preferenza per la creazione di valore in Europa. Toyota, ad esempio, chiede che, oltre al Regno Unito, anche la Turchia e il Giappone siano più strettamente coinvolti in tali regolamentazioni.
L’organizzazione ambientalista Transport & Environment (T&E) invece si oppone all’allentamento delle norme e avverte di un rallentamento nello sviluppo delle auto elettriche. Secondo T&E, un indebolimento dei requisiti potrebbe compromettere gli investimenti nei sistemi di propulsione elettrica e nelle catene di approvvigionamento delle batterie in Europa.
Per i consumatori, una modifica adeguata delle regole dell’UE permetterebbe soprattutto una maggiore scelta di tecnologie di propulsione per le auto nuove dopo il 2035. Dal punto di vista economico, le modifiche previste riguardano in particolare i produttori che utilizzano in gran parte motori a combustione interna e ibridi plug-in, nonché i fornitori di componenti corrispondenti. Secondo la loro dichiarazione congiunta, Germania e Francia mantengono fermamente gli obiettivi europei per lo sviluppo dell’eletromobilità. La definizione concreta dei requisiti relativi al CO₂ e dei criteri di sostegno europei previsti dipenderà ora dalle ulteriori trattative nel Consiglio dell’UE e nel Parlamento europeo.
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Sull’autore
Thomas Langenbucher è un esperto di mobilità elettrica con esperienze professionali nell’industria automobilistica e nel settore finanziario. Dal 2011 scrive su ecomento.de di auto elettriche, tecnologie sostenibili e soluzioni per la mobilità. Scopri di più.
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