“V2X in Germania: risolto sulla carta, previsto per più tardi” – Markus Hackmann, P3 Group

“Ci sono alcune questioni che devono essere affrontate apertamente e onestamente, che ancora non sono a posto e per cui dobbiamo tutti lottare con tutte le nostre forze affinché migliorino.” Così ha iniziato il suo intervento su V2X durante electrive LIVE Markus Hackmann, direttore commerciale per l’e-mobility della P3 Group. In esso l’esperto del settore ha presentato un quadro dettagliato sul caricamento bidirezionale in Germania.
Attualmente la transizione energetica non soffre di una carenza di produzione verde, ma piuttosto di un utilizzo non ottimale delle flessibilità disponibili. Milioni di veicoli elettrici potrebbero fungere da accumulatori mobili per compensare le fluttuazioni della rete e assorbire l’elettricità in eccesso: si tratta del cosiddetto carico bidirezionale. Secondo le stime di P3, entro il 2035 sarebbero disponibili circa 700 gigawattora di energia e una potenza di 130 gigawatt grazie alle batterie dei veicoli. Ciò equivale a dieci volte la capacità delle centrali a gas attualmente in discussione.
Hackmann ha sottolineato che i requisiti tecnici sono da tempo soddisfatti. “La tecnologia è già disponibile. Secondo me, la generazione di energia non è più un problema, bensì l’utilizzo della flessibilità.” Tuttavia, per migliorare questo aspetto sono necessarie interfacce più chiare e standard uniformi, affinché veicoli, edifici e reti elettriche possano interagire senza intoppi.
V2X: Elevata redditività e costi hardware in calo
Oltre ai vantaggi sistemici, la ricarica bidirezionale offre anche ai consumatori finali notevoli incentivi finanziari. Grazie a un controllo intelligente (Vehicle-to-Home) e alla partecipazione al mercato energetico (Vehicle-to-Grid), è possibile ottenere entrate annuali a seconda del periodo di utilizzo. Nel caso ottimale, sono realistici fino a 1.200 euro all’anno, mentre i scenari più conservativi indicano circa 900 euro.
Attualmente i costi di acquisto delle colonne di carica bidirezionali rappresentano ancora un ostacolo. Mentre le normali colonne di carica AC unidirezionali sono disponibili per meno di 1.000 euro, i sistemi BiDi-DC costano oggi ancora tra 2.500 e 5.000 euro. Hackmann prevede, grazie ai futuri effetti di scala nella produzione di massa, una forte riduzione dei prezzi fino a circa 600-1.200 euro.
Rassicurazioni sulla salute della batteria
Un punto critico centrale per gli scettici rimane la preoccupazione che il carico e lo scarico frequenti possano ridurre la durata della batteria di propulsione. P3 ha affrontato questa ansia con dati ottenuti da un’analisi approfondita condotta insieme ad Aviloo. L’analisi di 7.000 veicoli misurati mostra che le batterie sono decisamente più resistenti di quanto si creda comunemente. Anche dopo 300.000 chilometri percorsi, mantengono in media circa l’88 percento della loro capacità iniziale.
Con un processo di carica gestito, il carico aggiuntivo generato da V2X ha un impatto trascurabile. Il sistema provoca in media soltanto 40 cicli aggiuntivi all’anno. “Le batterie sono molto, molto migliori di quanto si dica di loro. E riescono a gestire bene anche le funzioni Vehicle-to-Home e Vehicle-to-Grid”, ha precisato Hackmann. Le paure riguardo alla perdita anticipata della garanzia sono infondate.
Eliminare rapidamente gli ostacoli regolatori
Per permettere a V2X in Germania di passare rapidamente dalla fase di test al mercato di massa, Hackmann ritiene che siano soprattutto la politica e i gestori di rete a dover assumersi delle responsabilità. Tra i compiti urgenti figurano il rollout accelerato dei contatori intelligenti, l’eliminazione della doppia tassazione per la ricarica e l’armonizzazione delle normative europee.
“Dobbiamo assolutamente allineare tutti gli standard esistenti a livello UE affinché tutto funzioni.” Il calendario stabilito entro ottobre 2027 deve essere rispettato rigorosamente per garantire sicurezza negli investimenti. Se si riesce a colmare il divario tra le normative teoriche e la pratica, la flotta elettrica può diventare un pilastro fondamentale del sistema energetico.
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