URE inizia le consultazioni riguardo alle stazioni OSD. Sul mercato potrebbero comparire oltre 40 caricabatterie.

Il presidente dell’URE ha avviato consultazioni di mercato riguardo alle stazioni di carica accessibili al pubblico che attualmente appartengono agli operatori dei sistemi di distribuzione. Le richieste possono essere presentate entro il 26 novembre 2026 e l’elenco comprende oltre 40 stazioni con una potenza compresa tra 22 e 72 kW.
Non si tratta di un nuovo programma di sostegno né di un’ampia espansione della rete. Si tratta di regolamentare il mercato in conformità con le normative che stabiliscono chiaramente che i distributori di energia non dovrebbero, in linea di principio, gestire un’attività di carica automobilistica competitiva, qualora esistano operatori commerciali disposti a farlo.
Quali stazioni potrebbero essere messe in vendita
La base per queste decisioni è la comunicazione del presidente dell’URE n. 41/2026 del 26 agosto 2026. In allegato è riportato un elenco delle infrastrutture appartenenti a sei soggetti, che vanno da grandi operatori di distribuzione a aziende industriali.
Il pacchetto più grande è offerto da Enea Operator, con 33 stazioni. Di queste, 8 si trovano a Szczecin, 8 a Bydgoszcz, mentre 17 sono in costruzione a Poznań. È proprio Poznań ad apparire qui la più interessante, ma non necessariamente la migliore, poiché alcune delle sedi non hanno ancora un titolo legale definito per gli immobili.
Oltre a Enea, l’elenco include anche pacchetti singoli o di piccole dimensioni. Grupa Azoty dispone di una stazione a Tarnów, ESV3 ne ha una a Siechnice, KGHM Polska Miedź ne possiede quattro a Głogów, Legnica e Lubin, Port Gdańsk offre cinque punti di ricarica, mentre MA Polska ha una stazione a Kielce.
La potenza dei dispositivi è piuttosto modesta per l’anno 2026: si parla di un range compreso tra 22 e 72 kW, con alcune sedi che dispongono soltanto di sistemi AC da 22 kW o di sistemi DC più deboli da 44-50 kW. Ci sono anche stazioni da 72 kW dotate di CCS Combo 2 e CHAdeMO, principalmente fornite da Ekoenergetyka. Per un viaggio veloce non rientrano certo nella categoria HPC; tuttavia, per spostamenti in città o per flotte possono ancora essere utili.
Cosa prevede l’URE e cosa dice la legge
URE non procede in modo discrezionale. Tale analisi di mercato deriva dall’articolo 3b, paragrafo 1, della legge sull’eletromobilità e sui combustibili alternativi e deve essere effettuata almeno una volta ogni 5 anni.
Il concetto è semplice: la distribuzione dell’energia costituisce un monopolio naturale, mentre la ricarica pubblica dovrebbe funzionare secondo principi di mercato. Per questo vale il principio dell’“unbundling”, ovvero della separazione delle attività di rete da quelle competitive. Se ci sono soggetti privati interessati, le stazioni OSD dovrebbero essere messe in vendita.
È presente anche un importante limite previsto dall’articolo 3c della legge: un altro OSD non può acquistare tale infrastruttura. Pertanto, il cerchio dei potenziali acquirenti si limita alle aziende commerciali esterne al settore della distribuzione.
Cosa succederà e dove sta l’ostacolo
La procedura è formale, ma abbastanza semplice. L’azienda interessata all’acquisto deve indicare le stazioni specifiche e fornire i dati della persona autorizzata a rappresentarla. I documenti possono essere inviati electronicamente all’indirizzo e-Doręczeń AE:PL-25259-52521-UECUJ-18 oppure in formato cartaceo all’URE in via Towarowa 25a a Varsavia. Se è presente un procuratore, viene applicata una tassa amministrativa di 17 zł.
Il momento più importante arriva dopo le consultazioni. Se anche un solo soggetto manifesta interesse per una determinata stazione, il Presidente dell’URE emetterà una decisione che obbliga il proprietario a indire un bando per la vendita. Per farlo ci saranno 12 mesi dalla data di emissione della decisione.
Il problema è che non ogni stazione elencata deve essere altrettanto attraente. Alcune ubicazioni sono ancora in costruzione, altre presentano problemi legali riguardo al terreno su cui sorgono, e molti impianti hanno caratteristiche decisamente inferiori rispetto alle nuove colonne di carica da 150-400 kW installate oggi lungo le autostrade. In breve, si tratta più di una messa in ordine che di uno sforzo per migliorare le infrastrutture fondamentali.
Per i conducenti di veicoli elettrici l’effetto potrebbe essere duplice. Se gli impianti verranno gestiti da un operatore competente, ci saranno maggiori possibilità di accesso, un’apposita applicazione, assistenza tecnica e tariffe più competitive. Se non ci saranno interessati, avremo la conferma che parte di queste infrastrutture è semplicemente invecchiata più velocemente delle normative vigenti.
Il mercato valuterà non solo i prezzi, ma anche la qualità e l’utilità degli investimenti passati. Secondo voi, chi potrebbe effettivamente prendere in gestione tali stazioni in Polonia: GreenWay, Orlen Charge, Ekoen o forse un operatore più piccolo?
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