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Ricarica

Il governo britannico promette 100 milioni di sterline per ridurre i costi di ricarica delle auto elettriche pubbliche.

Il governo britannico promette 100 milioni di sterline per ridurre i costi di ricarica delle auto elettriche pubbliche.

I fondi, inclusi nel Bilancio autunnale del 2026, hanno lo scopo di ridurre i costi di ricarica per gli automobilisti che utilizzano caricabatterie “locali a bassa potenza”, come quelle installate sui lampioni o sulle strade. I fondi verranno distribuiti nell’arco di due anni, a partire dalla primavera del 2027.

Immagine: Ubitricity

Questa decisione segue una revisione indipendente dei costi di ricarica pubblica avviata nell’ambito del bilancio per il 2025. La revisione ha rilevato che i prezzi delle colonne di ricarica a “potenza inferiore” (AC) sono aumentati del 69% in termini reali dal 2021. Inoltre, anche i prezzi delle colonne ad alta potenza, come quelle per ricarica rapida DC presenti nelle stazioni di servizio autostradali, sono aumentati del 94% nello stesso periodo. La revisione ha suggerito che il trasferimento delle tariffe, insieme ad altre misure, potrebbe ridurre i costi locali di ricarica pubblica di 15-20 pence per kWh.

Nel bilancio di quest’anno, il governo ha confermato che fornirà 100 milioni di sterline in finanziamenti per ridurre i costi per gli automobilisti che “utilizzano colonne di carica pubbliche a bassa potenza vicino alle loro abitazioni”, concentrandosi su chi non dispone di parcheggi fuori strada. Una dichiarazione del Tesoro afferma che i fondi copriranno “le colonne di carica solitamente presenti nelle strade residenziali, dove gli automobilisti possono lasciare i propri veicoli per caricarli per diverse ore o tutta la notte”, aggiungendo che si prevede di aiutare gli automobilisti interessati a risparmiare circa 150 sterline all’anno.

Anche se questa promessa può rappresentare una buona notizia sia per i proprietari attuali che potenziali di veicoli elettrici, il governo non ha specificato il meccanismo con cui intende ottenere prezzi di carica più bassi. Non è chiaro, ad esempio, se i 100 milioni di sterline verranno utilizzati per sussidiare direttamente gli operatori delle colonne di carica, per rimborsarli per i sconti, o se verrà implementato un altro schema completamente diverso.

Inoltre, il governo ha dichiarato di voler istituire un “gruppo di lavoro” guidato dal settore per indagare sul concetto di “tariff porting”; un sistema che potrebbe permettere agli automobilisti di utilizzare la propria tariffa elettrica domestica in determinati punti di ricarica pubblici. Si prevede che il Department for Transport fornirà ulteriori dettagli a tempo debito.

L’annuncio non prevede la riduzione dell’IVA sulla ricarica pubblica, che rimane fissata al 20 percento. L’elettricità domestica è solitamente soggetta a un’IVA del 5 percento, sebbene questa sia stata temporaneamente ridotta a zero a partire da ottobre 2026. Il bilancio propone invece una normativa per chiarire l’applicazione dell’IVA al 20 percento alla ricarica accessibile al pubblico e nei luoghi di lavoro a partire dal 1° novembre 2026. Il settore della ricarica ha più volte chiesto ai governi britannici successivi di affrontare questa disparità, sostenendo che essa mette in svantaggio gli automobilisti senza vialetto di accesso.

Tuttavia, rappresenta un altro segnale di apertura da parte del governo verso questi conducenti. All’inizio di questo mese sono entrate in vigore nuove norme in Inghilterra che consentono l’installazione di canali di ricarica sulle strade pubbliche (o “canaletti”) idonei senza necessità di permessi di pianificazione; le autorità affermano che questa modifica potrebbe far risparmiare alle famiglie fino a 300 sterline. Anche in questo caso l’intento è quello di semplificare ai residenti la connessione delle loro auto alle tariffe elettriche domestiche più basse, evitando così di fare affidamento sulla ricarica pubblica.