La Turchia accelera. In tre anni l’eletromobilità è passata da nicchia a mercato di massa

In sintesi:
Ancora pochi anni fa la Turchia era il “Cenerentola” dell’automobilismo elettrico
Oggi le auto elettriche rappresentano in questo paese già più di un quinto di tutte le nuove immatricolazioni
Da dove proviene questo salto? Da una posizione molto forte del produttore locale, ovvero Togg, e dall’afflusso di auto cinesi a basso costo
Nonché da modifiche fiscali introdotte dal governo nel 2023
La Turchia e il cambiamento radicale
Se qualcuno vendeva automobili in Turchia ancora nel 2022, una transazione che includeva un’auto elettrica era piuttosto un’eccezione che la regola. Come sottolinea il sito Our World in Data, solo uno su cento nuovi veicoli venduti nel paese era allora un’auto elettrica. Tre anni dopo la situazione è completamente diversa: nel 2025 più di un quinto delle nuove auto acquistate in Turchia aveva trazione elettrica, il che significa un aumento di oltre venti volte nella quota di questo segmento di mercato in un periodo estremamente breve.
Gli autori dell’analisi di Our World in Data descrivono questo cambiamento come un “salto repentino” del mercato. “Entro il 2025 è diventato un fenomeno del tutto normale: più di un veicolo su cinque nuovi era elettrico”, si legge nel rapporto preparato da Hannah Ritchie, basato sui dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA).
Da dove proviene questo cambiamento?
Dietro il successo dell’eletromobilità sul Bosforo ci sono diversi fattori che agiscono contemporaneamente. Hanno avuto un ruolo fondamentale le modifiche fiscali introdotte dal governo nel 2023. Lo Stato ha ridotto la tassa di registrazione per le auto elettriche rispetto ai modelli a benzina e diesel, migliorandone la competitività di prezzo. Il momento non è stato casuale: le riforme sono coincise con il debutto sul mercato del primo produttore turco di auto elettriche, il marchio Togg.


Dati internazionali
Esempio della Turchia che si inserisce perfettamente nella tendenza globale. Secondo i dati presentati da Our World in Data, basati sul rapporto “Global EV Outlook 2026” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, nel 2025 già un quarto delle auto nuove vendute nel mondo era un veicolo elettrico. La classifica include sia le auto a batteria (BEV) che le ibride plug-in (PHEV).

Ricordiamo che il leader rimane la Norvegia, dove le auto elettriche hanno rappresentato il 97% delle nuove immatricolazioni. In Cina la loro quota è stata del 53%, nel Regno Unito del 35% e in Germania del 30%. La media dell’Unione Europea ha raggiunto il 27%. A titolo di confronto, negli Stati Uniti si è trattato del 10% e in India del 4%. Ciò significa che la Turchia, fino a pochi anni fa ai margini della rivoluzione elettrica, ha iniziato a avvicinarsi ai mercati più sviluppati per quanto riguarda il tasso di crescita.
Il debito carbonio da estinguere
L’aumento della popolarità delle auto elettriche è importante non solo per il mercato automobilistico, ma anche per la politica climatica. Come ricorda Our World in Data, i veicoli elettrici presentano solitamente un impatto carbonico inferiore in tutto il ciclo di vita rispetto alle auto a motore a benzina o diesel. Nonostante la produzione, in particolare di batterie per veicoli elettrici, generi emissioni più elevate all’inizio dell’uso, il cosiddetto “debito carbonio” viene gradualmente estinto durante l’utilizzo del veicolo.
Oskar Włostowski