← Torna alle notizie
Altro

Ricerca della TUM: I camion elettrici come accumulatori di energia riducono i costi energetici

Ricerca della TUM: I camion elettrici come accumulatori di energia riducono i costi energetici
spirit_e_reallabor

Immagine: MAN (immagine simbolica)

I camion elettrici non possono solo trasportare merci, ma possono anche fornire le proprie batterie come serbatoi di energia per le stazioni di servizio e la rete pubblica. Nel progetto di ricerca SPIRIT-E, un consorzio guidato dall’Università Tecnica di Monaco di Baviera (TUM) ha studiato come i pesanti camion elettrici possano essere integrati nel sistema energetico e utilizzati in modo economicamente vantaggioso.

In un ambiente di test, i partner del progetto hanno testato, tra le altre cose, il commercio di energia elettrica, che permette ai veicoli di acquistare energia a prezzi bassi e di rivenderla a prezzi più alti. In una ditta di trasporti a Regensburg, i ricercatori hanno utilizzato camion elettrici dotati di una capacità batterica utile di 480 chilowattora. Attraverso una stazione di carica a corrente continua bidirezionale, il veicolo poteva restituire energia fino a 350 kilowatt. Sono stati testati anche l’alimentazione di altri veicoli, il supporto all’approvvigionamento energetico all’interno della sede aziendale e l’inserimento nella rete pubblica.

La ricerca di supporto condotta dalla TUM si è basata, tra le altre cose, su dati reali di guida provenienti da sei flotte tedesche di camion pesanti, con un totale di 2,15 milioni di chilometri registrati. I punti di carica pubblici disponibili hanno ridotto il tempo perso rispetto ai camion a diesel, a seconda dello scenario, del 1 al 4 percento in media, mentre un’infrastruttura di carica interna ha permesso un funzionamento elettrico affidabile a una percentuale molto più elevata di flotte. La pianificazione congiunta del passaggio ai veicoli elettrici, delle installazioni fotovoltaiche e delle batterie di accumulo ha portato a risparmi del 25-44 percento in più rispetto al semplice passaggio ai camion elettrici.

La carica bidirezionale riduce i costi per le flotte di camion elettrici

Grazie all’integrazione intelligente dei depositi di manutenzione nella rete elettrica e nel mercato elettrico, i costi totali delle flotte analizzate sono diminuiti in media di 1,7 centesimi per chilometro, con un risparmio di 6,1 centesimi quando si utilizza la ricarica bidirezionale. Il team del progetto stima che il potenziale di risparmio sui costi energetici sia di circa il 10%, con fattori determinanti come l’autonomia, la durata di vita dei veicoli e i prezzi dell’elettricità. Sono particolarmente adatti i veicoli utilizzati nei trasporti regionali, che tornano regolarmente al deposito per conservare, ad esempio, l’elettricità solare in eccesso o per coprire picchi di domanda energetica.

Tra le maggiori barriere all’attuazione figurano le insufficienti capacità di connessione alla rete presenti in molti centri di manutenzione, l’assenza di standard uniformi per la vendita dell’elettricità e soluzioni tecniche non compatibili tra loro. Contratti flessibili di connessione alla rete, sistemi di accumulo a batteria e infrastrutture di ricarica condivise possono aiutare a superare queste limitazioni.

Resta inoltre aperta la questione della distribuzione dei compiti e dei ricavi tra le compagnie di trasporto, i produttori di veicoli e i fornitori di energia elettrica, mentre il professor Markus Lienkamp della TUM sottolinea la standardizzazione, la scalabilità e lo sviluppo di modelli di business come prossimi passi da compiere.

“SPIRIT-E ha dimostrato che i pesanti camion elettrici possono essere molto di più che semplici nuovi consumatori di energia. Tecnicamente è possibile integrarli nel sistema energetico come batterie flessibili”, spiega Lienkamp, responsabile del dipartimento di ingegneria dei veicoli presso la TUM School of Engineering and Design. “Ora bisogna standardizzare le soluzioni già sperimentate, ampliarne l’uso e trasformarle in modelli commerciali sostenibili – per questo sono necessari la ricerca, gli operatori di rete, l’industria, la logistica e il governo che collaborino insieme.”

Avevate notato degli errori? Indicacelo pure

per e-mail

per favore. Grazie!

Anche interessante

Informazioni sull’autore

Thomas Langenbucher è un esperto di mobilità elettrica con esperienze professionali nell’industria automobilistica e nel settore finanziario. Dal 2011 scrive su ecomento.de di auto elettriche, tecnologie sostenibili e soluzioni per la mobilità. Scopri di più.

Interazioni dei lettori