Toyota vuole che alcune auto a combustione vengano considerate a zero emissioni, proprio come quelle elettriche. La nuova categoria VEEF

Toyota ha proposto la creazione di una nuova categoria di veicoli a combustione: VEEF, Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels, ovvero veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti autorizzati. Poiché sono alimentati da combustibili di origine vegetale e rinnovabili, andrebbero definiti auto a zero emissioni, almeno se si considera l’intero bilancio. In altre parole: Toyota vuole che i veicoli a combustione vengano considerati altrettanto puliti degli elettrici.
Toyota difende i motori a combustione
La proposta di Toyota nasce dalla preoccupazione per il continente europeo, che fatica a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni (fonte). Entro il 2030 le auto elettriche dovrebbero rappresentare oltre il 55 percento delle automobili vendute, affinché l’Europa non devii dalla traiettoria di decarbonizzazione prevista, mentre secondo le proiezioni le auto elettriche costituiranno “solo” il 45 percento. Nel caso dei veicoli commerciali, il divario tra le aspettative e la realtà sarà ancora più ampio.

La quota di auto elettriche sul mercato delle nuove automobili in diversi paesi del mondo (c) Ember
Pertanto il produttore giapponese propone di considerare alcuni veicoli a combustione interna come a zero emissioni, ovvero tali da non emettere anidride carbonica nel bilancio complessivo. Dovrebbero funzionare con carburanti definiti in base alla definizione prevista dalla Direttiva sull’energia rinnovabile III, ad esempio benzina prodotta a partire dalla biomassa. Non potrebbero funzionare con carburanti di altra origine. Il vantaggio è l’assenza della necessità di grandi modifiche ai motori a combustione interna esistenti, nonché di investimenti in infrastrutture per il rifornimento: tutto funzionerebbe sostanzialmente come prima.
Un difetto evidente, di cui Toyota non parla più, è l’origine della biomassa e il rischio che le persone debbano competere con le automobili per averne accesso (vedi: piante oleaginose). Il produttore ha una soluzione teorica: una seconda generazione di carburanti ottenuti da scarti di prodotti organici. Si dice che in Europa ne esistano tanti da essere sufficienti per alimentare automobili a combustione interna della categoria VEEF fino al 2040. E non si tratta di etanolo, quindi non sarebbero necessari cambiamenti nel sistema di iniezione, con l’unica piccola riserva che anche Toyota avrà un motore adeguato solo tra tre anni (fonte).
Fumo blu dal tubo di scappamento dell’antica Opel Omega come illustrazione della proposta di Toyota. Perché ovviamente non esisterebbe alcun modo per aggirare il divieto di utilizzare soltanto carburanti autorizzati (c) Thecolarc / YouTube
Dato che la proposta è stata presentata proprio ora, mentre Francia e Germania cercano di bloccare l’ingresso delle auto cinesi in Europa, Toyota ha etichettato l’intera proposta con il claim “Made with Europe”. Si tratta di far considerare zero emissioni soltanto quelle auto a combustione che sono state prodotte da partner commerciali affidabili dell’Unione Europea, ovvero il Regno Unito, il Giappone o la Turchia. Tuttavia l’azienda propone anche che le auto a idrogeno (FCEV) non siano soggette alle restrizioni di “Made with Europe”, in modo che la Cina possa cercare soluzioni in questo specifico segmento. E, di conseguenza, contribuire alla diffusione di questo tipo di carburante.
In sintesi: le auto a combustione cinesi, anche quelle conformi alla categoria VEEF, sarebbero comunque scadenti, poiché non provengono da partner affidabili dell’Unione Europea. Tuttavia, trattare allo stesso modo le auto cinesi a idrogeno sarebbe ingiusto, visto che sono altrettanto buone dei modelli giapponesi.

Nota della redazione di Elektrowozu: se l’Unione accetterà questa proposta, i proprietari di auto VEEF potranno fare rifornimento solo nelle stazioni designate, ovvero saranno soggetti a un controllo molto stretto. È interessante sapere con quali argomentazioni cercheranno di difenderla, pur di non utilizzare le auto elettriche
Valutazione dell’articolo
Valutazioni dei lettori
[Totale: 3 voti Media: 3.7]
Non perderti i nuovi contenuti: CLICCA e ISCRIVITI a Elektrowoz.pl su Google News. Potrebbero interessarti anche gli annunci seguenti: