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Tesla vende l’11,9% in meno in Cina, ma aumenta notevolmente le sue esportazioni per compensare.

Tesla vende l’11,9% in meno in Cina, ma aumenta notevolmente le sue esportazioni per compensare.

A settembre, Tesla ha venduto 64.837 automobili in Cina, il 9,35% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È stata la quarta diminuzione annuale consecutiva. Allo stesso tempo, le esportazioni da Shanghai sono aumentate del 58,29%, raggiungendo le 30.529 unità, permettendo così al volume complessivo delle vendite nazionali e delle spedizioni all’estero di crescere del 5,01%.

Questa distinzione è importante. L’aumento delle consegne di automobili prodotte in Cina non significa che Tesla stia vendendo di più ai consumatori cinesi. Lo stabilimento può migliorare i propri risultati grazie a acquirenti di altri paesi, mentre la domanda locale continua a indebolirsi. Ed è esattamente questo che mostrano i risultati di settembre.

Il dato cumulativo permette di apprezzare meglio la variazione. Da gennaio a settembre, le vendite di Tesla in Cina sono diminuite del 11,9%, arrivando a 381.088 unità, mentre le esportazioni sono aumentate del 108,4%, raggiungendo le 361.972 auto. Praticamente la metà del volume commercializzato da Shanghai è stato destinato all’estero, rispetto a meno di un terzo nello stesso periodo del 2025.

Attività di Tesla in Cina

Gennaio-settembre 2025

Gennaio-settembre 2026

Evoluzione

Vendite nel mercato cinese

432.704

381.088

−11,9%

Esportazioni da Shanghai

173.660

361.972

+108,4%

Totale vendite ed esportazioni

606.364

743.060

+22,5%

Questa flessibilità è preziosa per Tesla. Le permette di distribuire le auto in diversi destinazioni e di ridurre la sua dipendenza dalla domanda di un singolo paese. Tuttavia, ciò significa anche che la crescita della sua attività in Cina dipende sempre di più dal fatto che altri mercati assorbano tali spedizioni. Inoltre, esportare un’auto non equivale necessariamente a consegnarla al compratore finale nello stesso mese.

La ricarica rapida e il software aumentano le esigenze per Tesla

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La concorrenza costringe ad andare oltre i dati di fabbrica. Tesla continua a competere con il Model 3 e il Model Y in un mercato in cui i produttori locali aggiornano rapidamente le loro offerte. Secondo Reuters, l’azienda ha mantenuto sconti su alcune versioni per tutto ottobre, un segnale della pressione commerciale esistente. Questo da solo non spiega perché un acquirente scelga un’altra marca, ma dimostra che Tesla continua a utilizzare il prezzo per stimolare la domanda.

Uno dei settori in cui i suoi concorrenti stanno elevando gli standard è la ricarica. Ad esempio, Xpeng annuncia per il suo G6 un’architettura a 800 V e un tempo di ricarica dal 10% all’80% di circa 12 minuti, nelle condizioni previste dal produttore. Si tratta di un’efficienza importante per chi viaggia e vuole ridurre la durata delle soste.

Il confronto non dovrebbe limitarsi alla potenza massima indicata nelle specifiche tecniche. Contano anche la potenza erogata durante l’uso, la temperatura della batteria e la disponibilità di caricabatterie in grado di fornire tali prestazioni. Tuttavia, l’aumento dei sistemi che permettono ricariche rapide esercita pressione affinché Tesla migliori la sua offerta in questo ambito.

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Anche con il software accade qualcosa di simile. Il FSD occupa una buona parte delle conversazioni su Tesla, ma non basta menzionare queste sigle per spiegare la decisione d’acquisto di milioni di automobilisti. Influiscono anche il prezzo, il comfort, l’autonomia, l’equipaggiamento e il funzionamento delle applicazioni e dei servizi utilizzati quotidianamente.

È utile, inoltre, mettere in contesto espressioni come «livello 2++», frequenti nel dibattito sugli assistenti alla guida. Non costituiscono una categoria ufficiale all’interno della classificazione SAE. Un sistema di livello 2 richiede una supervisione costante da parte del conducente, anche se è in grado di eseguire manovre complesse. Aggiungere segni alla sua denominazione non lo trasforma in un sistema che permetta di non prestare attenzione alla strada.

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Non sarebbe nemmeno preciso attribuire tutto il calo di Tesla al fatto che i suoi concorrenti siano più economici o migliori. I dati di vendita non permettono di isolare tali motivi, e i risultati mensili sono influenzati anche da promozioni, disponibilità e tempi di consegna. Ciò che invece confermano i dati è che l’attività sul mercato locale è in calo, mentre le spedizioni all’estero compensano questa perdita di volume.

Per gli europei, questa potrebbe essere una buona notizia: se la domanda in Cina diminuisce, Tesla deve vendere di più al di fuori dei propri confini, il che aumenta l’offerta e esercita pressione sui prezzi.

Al momento, Tesla registra una domanda piuttosto elevata in Europa, il che fa sì che un nuovo Model Y a trazione posteriore abbia una data di consegna prevista per gennaio-febbraio 2027, mentre le versioni Premium verranno consegnate nel primo trimestre del 2027, senza però una data precisa.

Tesla vende un 11,9% in meno in Cina, ma aumenta le esportazioni per compensare

Se la domanda in Cina continuerà a calare, sarà necessario esportare più unità, il che significherà inviare più auto in Europa, dove inoltre c’è una fabbrica che produce il Model Y. Ciò comporterà una riduzione dei tempi di consegna, una pressione sulle scorte e, probabilmente, una diminuzione dei prezzi e offerte commerciali più allettanti.

Quando accadrà? È possibile che già nel primo trimestre del 2027 Tesla debba muoversi in Europa, dove le campagne commerciali dovranno essere estese ai diversi mercati per mantenere la domanda, in un momento in cui anche la concorrenza eserciterà pressione sul vecchio continente, con l’arrivo di proposte come quelle della Xpeng L03 e L05, che senza dubbio stimoleranno il mercato.