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Tesla: i Semi hanno iniziato ad uscire dalle linee di produzione. I conducenti li adoreranno per l’accelerazione e presto ci sarà la guida autonoma

Tesla: i Semi hanno iniziato ad uscire dalle linee di produzione. I conducenti li adoreranno per l’accelerazione e presto ci sarà la guida autonoma

Tesla ha ufficialmente avviato la produzione e la vendita del Semi, il trattore elettrico della casa automobilistica. Tutte le versioni verranno prodotte nello stesso stabilimento in Nevada (Gigafactory Nevada, Stati Uniti). Per diversi aspetti questo veicolo è davvero interessante: nella versione Long Range promette un’autonomia di 800 chilometri con il serbatoio pieno e di 965 chilometri con metà carica; dispone di una batteria realizzata con cellule 4680 ed è verniciato a polvere (in modo più ecologico).

Tesla Semi da vicino

Sulla base delle registrazioni realizzate da Zanegler poco prima del lancio, Tesla dispone di almeno undici clienti che hanno deciso di acquistare camion elettrici (nella foto manca, tra gli altri, PepsiCo, che ha iniziato a ricevere i veicoli in anticipo). Secondo le dichiarazioni delle aziende, questo numero è sicuramente più elevato. Uno dei destinatari è la cinese HMD Global, attuale proprietaria del marchio Nokia per telefoni. I cinesi, infatti, da sempre acquistano con entusiasmo le prime serie di veicoli Tesla:

I consegne iniziano ora – grazie ai nostri clienti!

Saremo anche noi clienti: vedrete i Semis trasportare merci Tesla pic.twitter.com/LEHlno6pQn

— Tesla Semi (@tesla_semi) 25 settembre 2026

Gigafactory Nevada è in grado di produrre fino a 50.000 auto all’anno, con un numero di ordini che va da alcune migliaia a diverse decine di migliaia di unità. Tesla sostiene di produrre in questa fabbrica auto complete a partire dalle materie prime, invece di limitarsi solo alla loro assemblaggio, poiché cerca di fare tutto da sola. Il conducente siede al centro della cabina, il che “all’inizio può sembrare un po’ strano”, ma dovrebbe rapidamente convincere per il comfort e la quiete offerti. Rispetto ai primi Semi, le batterie sono composte da cellule 4680, il che promette una maggiore durata in altri modelli (Cybertruck, il prossimo Model Y europeo).

Cabina del Semi nella versione americana. La versione europea dispone di telecamere al posto degli specchietti (c) Tesla

Tesla ha rivelato che i pacchi hanno una forma simile a quella di un cubo, per mantenere meglio la temperatura all’interno. Sappiamo inoltre che la loro capacità è di 548 kWh per la versione Standard Range, probabilmente anche per quella europea, e di 822 kWh per la variante Long Range. È proprio quest’ultima ad offrire un’autonomia di 965 chilometri con solo la metà della carica. La ricarica avviene a una potenza massima di 1,2 MW: per raggiungere il 60% di carica della batteria (dal 20 al 80%) sono sufficienti 30 minuti di fermata. Il produttore dispone già negli Stati Uniti di una rete di Megacharger, ovvero caricabatterie con potenza superiore a 1 MW:

Il motore dispone di un albero a giro all’interno di una gabbia in acciaio, che è più economica e, al contempo, dovrebbe essere più efficiente e affidabile rispetto a quella realizzata in fibra di carbonio. Il sistema di sterzatura è elettrico, non idraulico, il che oggi riduce i costi e in futuro dovrebbe semplificare la guida autonoma, non appena questa tecnologia verrà introdotta nel trattore. I prezzi del Tesla Semi non sono stati resi noti pubblicamente; si dice che la versione Long Range costi 290.000 dollari lordi, l’equivalente di 1,1 milioni di zloty, secondo quanto riportato dal portale Electrek. Il trattore dovrebbe essere disponibile in Europa a partire dal 2027.

Semi è arrivato

Oggi avviamo la produzione su larga scala. pic.twitter.com/QQjYDmcPsf

— Tesla Semi (@tesla_semi) 25 settembre 2026

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