Tesla ha un nuovo problema con il FSD. I conducenti inseriscono da soli prove di violazione delle leggi e si attaccano a vicenda.

Tesla deve affrontare un’ondata di video in cui i proprietari di auto dormono, giocano o lavorano mentre guidano con il FSD attivo. Il testo di Fred Lambert del 26 agosto 2026 mostra ormai non semplici episodi isolati, ma un intero genere online nato attorno al bypass delle protezioni di Tesla.
Per il conducente c’è una cosa fondamentale da ricordare: anche se l’auto funziona correttamente, il FSD richiede comunque un controllo costante da parte dell’uomo, che rimane legalmente responsabile di tutto.
FSD come contenuto per gli algoritmi
Il video più virale degli ultimi giorni mostra un conducente addormentato a velocità autostradale, con la visualizzazione del FSD sullo schermo e il sottotitolo: “La vita di un proprietario Tesla con FSD”. Non si tratta di un’eccezione. Su Instagram, TikTok e X circolano anche video di persone che giocano con una console mentre guidano, guardano programmi in diretta sullo schermo centrale o lavorano su un laptop all’interno di un Cybertruck.
Il denominatore comune è semplice: “Guardate cosa mi permette di fare Tesla”. Il problema è che, in pratica, si tratta di comportamenti illegali. Dormire al volante, giocare, guardare lo schermo o rispondere al computer rientrano nella categoria dell’attenzione dispersa o della semplice negligenza alla guida. Negli Stati Uniti è vietato praticamente ovunque, così come nella maggior parte dei paesi in cui vengono registrati questi contenuti.
Tesla stessa vende questo pacchetto come FSD (Supervised) e afferma chiaramente: “Le funzionalità attualmente abilitate richiedono una supervisione attiva del conducente e non rendono il veicolo autonomo”. In breve, il nome suona audace, ma le regole sono molto più concrete.
Sovrastare la sorveglianza della telecamera e conseguenze sempre più costose
Il secondo aspetto è forse ancora più interessante. Tesla ha rafforzato il monitoraggio del conducente fino al 2026. Il sistema utilizza la misurazione della forza esercitata sul volante e una telecamera nell’abitacolo che osserva lo sguardo del conducente, emettendo avvisi; una volta raccolta un certo numero di “violazioni”, blocca il FSD per una settimana. L’azienda ha iniziato anche a verificare l’identità del conducente tramite telecamera ancora prima dell’attivazione del FSD.
Gli utenti hanno risposto a modo loro. Un tempo era consueto utilizzare un peso sul volante. Oggi, su Internet si trovano ad esempio banconote da 20 dollari appese alla telecamera, in modo che l’auto “pensi” che il conducente stia guardando davanti a sé. Esistono anche applicazioni e dongle venduti appositamente per sbloccare la riproduzione di video durante la guida. È addirittura nato un genere specifico di tutorial su come disattivare il blocco “video in motion”. Poco convincente.
Tesla non può più fingere che si tratti di un problema secondario. L’azienda ha oggi addirittura una esposizione di 14,5 miliardi di dollari in cause legate ai sistemi di assistenza al conducente, ha perso una sentenza per 243 milioni di dollari a seguito di un incidente mortale causato dall’Autopilot, e la NHTSA sta conducendo un’analisi approfondita del FSD su 3,2 milioni di veicoli. Inoltre, i dati stessi di Tesla indicano un record di 207 incidenti in un mese causati dall’Autopilot e dal FSD. Negli Stati Uniti sono stati segnalati alla NHTSA anche oltre 50 decessi in incidenti legati a questi sistemi.
Ecco il problema più grave: per anni Tesla ha promosso l’“autonomia” dell’auto, mentre in tribunale torna a sottolineare l’importanza delle norme di sicurezza e della responsabilità del conducente. Questi due messaggi non possono essere mantenuti contemporaneamente a lungo.
Alla fine, comunque, è l’uomo al volante a doverne pagare le conseguenze, non un algoritmo. Secondo voi il problema riguarda principalmente i conducenti, o anche il nome stesso e la strategia di marketing del FSD?
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