Tesla ha raggiunto un accordo riguardo all’incidente mortale causato da Autopilot. In precedenza il tribunale aveva definito il nome “credibilmente fuorviante”.

Tesla ha raggiunto un accordo riguardo all’incidente mortale avvenuto il 18 febbraio 2023 in California, quando un Model S con l’Autopilot attivo ha urtato un veicolo antincendio parcheggiato a una velocità di circa 70 mph, ovvero 113 km/h. L’autista è morto e il passeggero è rimasto gravemente ferito. L’accordo è riservato e permette all’azienda di evitare un processo con giuria.
Si tratta del caso *Caleb Mendoza et al. v. Tesla, Inc. (No. 24-cv-08738-VC)* presso il tribunale federale del Distretto Settentrionale della California, davanti al giudice Vince Chhabria. I querelanti sostenevano non solo che il prodotto fosse difettoso, ma anche che Tesla e Elon Musk avessero presentato le capacità dell’Autopilot in modo più esteso di quanto consentito dal sistema di livello 2. Questo è il nucleo del conflitto.
L’incidente è avvenuto intorno alle 4 del mattino sull’Interstate 680 nella contea di Contra Costa. Genesis Giovanni Mendoza Martinez, 31 anni, guidava una Tesla Model S del 2014. L’auto si è scontrata con una scala antincendio posizionata lungo le corsie a seguito di un precedente incidente stradale. Sembra brutale, ma è andata proprio così.
Il giudice ha ammesso l’argomento più pericoloso contro Tesla
Nel maggio 2025 il giudice Chhabria ha respinto l’accusa di occultamento, ma ha permesso di procedere con le accuse di fraudulent misrepresentation, ovvero di induzione in errore. Nella motivazione si è affermato che il solo nome “Autopilot” è “plausibly misleading”, cioè credibilmente fuorviante.
Il tribunale ha ritenuto inoltre che le dichiarazioni pubbliche di Elon Musk possano essere rilevanti dal punto di vista legale, inclusa quella secondo cui l’Autopilot è “probabilmente migliore” di un conducente umano. Per Tesla si trattava di una situazione molto scomoda davanti alla giuria, poiché sarebbero emerse promesse riguardo all’autonomia, alla telemetria e a documenti interni. Invece si è arrivati a un accordo. Le somme non sono state rese pubbliche.
Tesla paga di nuovo, per evitare un verdetto
Non si tratta di un caso isolato. Da tempo Tesla risolve in segreto le cause legate a incidenti mortali causati dall’Autopilot e dal Full Self-Driving poco prima del processo.
Una volta avviato il processo, le cose sono andate male. La giuria federale in Florida ha condannato Tesla a pagare 243 milioni di dollari per la morte avvenuta nel 2019, e a febbraio il tribunale non ha annullato questa sentenza. Da allora l’azienda ha dovuto affrontare altri processi, incluso quello di giugno relativo a un incidente mortale con un pedone causato dal FSD.
Anche il numero di cause in aumento mette pressione su Tesla. L’azienda deve affrontare cause riguardanti l’Autopilot e il FSD per un valore complessivo di addirittura 14,5 miliardi di dollari. Dopo la sentenza della Florida, gli studi legali dei querelanti hanno ottenuto un forte argomento a loro favore, come si evince dai nuovi processi.
C’è un altro aspetto da considerare: dal 2019 Tesla redige le descrizioni degli incidenti nel 99,9% dei rapporti federali sulla sicurezza relativi a incidenti mortali causati dall’Autopilot e dal FSD, mentre produttori come GM, Ford e Toyota lo fanno solo in misura minima o affatto. Dal punto di vista legale potrebbe trattarsi di una strategia efficace; dal punto di vista dell’immagine pubblica, invece, la situazione è peggiore.
Per ora la situazione è semplice: poiché il tribunale permette di valutare le strategie di marketing di Tesla e le dichiarazioni di Musk davanti alla giuria, l’azienda preferisce emettere un assegno piuttosto che mettere alla prova queste promesse in un processo pubblico. Per quanto tempo questo approccio funzionerà, considerando le cause che già ammontano a miliardi di dollari?
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