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Il Tesla Cybercab è già oggetto di indagine da parte della NHTSA dopo il lancio

Il Tesla Cybercab è già oggetto di indagine da parte della NHTSA dopo il lancio

Il Cybercab di Tesla è già oggetto di un’indagine federale. La NHTSA ha avviato un’ispezione su come Tesla abbia certificato il veicolo lo stesso giorno in cui l’azienda ha iniziato a far salire i passeggeri a bordo ad Austin.

L’indagine riguarda proprio ciò che rende il Cybercab insolito: non dispone di volante, pedali né specchietti, eppure Tesla lo ha comunque certificato come idoneo alla circolazione stradale.

Ieri Tesla ha lanciato commercialmente il Cybercab ad Austin, e l’evento si è rivelato esattamente come ci aspettavamo: nessuna presentazione in diretta, nessuna dimostrazione sul palco e nessun commento pubblico da parte di Elon Musk.

Invece, Tesla ha invitato un piccolo gruppo di azionisti e influencer fidati a provare il veicolo a due posti, richiedendo ai partecipanti di firmare accordi di riservatezza prima che le corse diventassero disponibili su larga scala tramite l’app Robotaxi.

Cosa sta indagando la NHTSA

L’indagine è una richiesta di audit aperto, numerata AQ26002, proveniente dall’Ufficio per le indagini sui difetti della NHTSA. Secondo la documentazione, è stata avviata “su indicazione di informazioni pubbliche” il 3 settembre e riguarda circa 1.000 veicoli Cybercab.

La NHTSA afferma di stare esaminando “il processo e i dati tecnici su cui Tesla si è basata per certificare i Cybercab e le questioni correlate”.

Tesla ha comunicato all’agenzia di aver certificato i veicoli come conformi a tutti gli standard federali di sicurezza dei veicoli a motore in vigore, e di voler ampliare gradualmente il loro utilizzo su più veicoli e in più località.

La domanda è come sia arrivata Tesla a quel punto. L’NHTSA afferma che valuterà “in che misura la certificazione di Tesla dipendesse dalla conclusione che determinati standard FMVSS non fossero applicabili al Cybercab.”

Un’auto senza controlli, autocertificata

Negli Stati Uniti, i produttori automobilistici non fanno approvare preventivamente i propri veicoli da un ente di regolamentazione. Essi autocertificano che il veicolo rispetti gli standard federali di sicurezza, e l’NHTSA può indagare successivamente.

Questo sistema presenta problemi con il Cybercab. Molti degli standard FMVSS sono stati redatti tenendo conto di un conducente umano: si presuppone l’esistenza di un volante, di un pedale del freno, di specchietti laterali e di controlli accessibili al conducente. Il Cybercab non dispone di nulla di tutto ciò.

La risposta di Tesla è stata quella di ritenere che alcuni di quegli standard semplicemente non si applichino a un’auto senza controlli umani. Ora l’NHTSA vuole esaminare i motivi alla base di questa decisione.

Tutto questo non avviene nel vuoto: le ambizioni di Tesla per veicoli senza conducente sono già soggette a un intenso controllo da parte delle autorità federali. L’NHTSA sta conducendo un’indagine su “Full Self-Driving” che riguarda 3,2 milioni di veicoli a seguito di una serie di incidenti legati alla visibilità; inoltre ha raccolto dati sugli incidenti che dimostrano come un operatore remoto di Tesla abbia causato un incidente con un Robotaxi all’inizio di quest’anno. Il Cybercab utilizza un software FSD molto simile.

La opinione di Electrek

Ovviamente si tratta di un’indagine dell’NHTSA su Tesla, quindi, proprio come per il lancio del Cybertruck, è molto probabile che si tratti soltanto di un’altra indagine senza conseguenze concrete.

In ogni caso, come abbiamo già riportato in precedenza, Tesla intende utilizzare il Cybercab soltanto nel suo servizio limitato di robotaxi con aree geografiche definite. Non verrà messo in vendita al pubblico a breve.

In realtà, Tesla sta cercando di far adottare nuovamente il FSD, spingendo i proprietari di flotte ad acquistare il Cybercab per poter gestire i propri servizi di robotaxi, trasferendo così il carico su di loro. Sarà un disastro.