Studio: La domanda di ricarica per i camion elettrici si concentrerà nei punti nevralgici

Il fabbisogno di energia per la ricarica dei camion elettrici in Europa potrebbe aumentare entro il 2035 a circa 100 TWh all’anno e entro il 2045 a circa 200 TWh. Ciò emerge da uno studio di Fraunhofer ISI e ICCT, che sottolinea inoltre che una grande parte di questo fabbisogno potrebbe concentrarsi in un numero relativamente ridotto di siti.
Un nuovo rapporto dell’Istituto Fraunhofer per la ricerca sui sistemi e sull’innovazione ISI e del International Council on Clean Transportation (ICCT) fornisce un quadro dettagliato di dove e quando, entro il 2045 in Europa, potrebbe sorgere la necessità di ricarica per i camion elettrici. Per il rapporto intitolato “Spatiotemporal Analysis of Electric Truck Charging Demand in Europe”, gli esperti di entrambe le istituzioni hanno proiettato l’evoluzione della domanda di energia. Sono stati presi in considerazione i 27 Stati membri dell’UE nonché il Regno Unito, la Norvegia e la Svizzera. La base dell’analisi è il modello VESUVIO di nuova concezione, che rappresenta i punti di ricarica e le aree pubbliche su una griglia di circa 17 per 20 chilometri, con intervalli di 15 minuti, nell’arco di una settimana.
In un scenario caratterizzato da condizioni politiche favorevoli allo sviluppo dei camion elettrici a batteria („Elettrofificazione moderata“), il fabbisogno annuale di energia per la ricarica aumenterà fino al 2035 a circa 100 TWh e fino al 2045 a circa 200 TWh. I valori più elevati si registreranno nei principali mercati del trasporto merci come Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia. La seguente grafica mostra i punti critici regionali del fabbisogno di ricarica per i camion elettrici individuati nel modello VESUVIO per il 2035:

Il deposito rimane di gran lunga il punto di carica più importante. Nella maggior parte dei paesi e scenari, oltre il 70-80 percento del fabbisogno totale è coperto dalle operazioni di carica nei depositi. Per il trasporto su lunghe distanze, l’infrastruttura di carica pubblica rimane comunque fondamentale: in alcuni paesi più piccoli, secondo lo studio, la sua quota può raggiungere dal 30 al 50 percento.
Il fabbisogno di carica per i camion elettrici è concentrato nei punti chiave
La concentrazione spaziale è particolarmente evidente. In molti paesi, solo l’1 percento dei siti esaminati copre circa un quarto o un terzo del fabbisogno totale di corrente per la carica. I dieci percentili con il fabbisogno più elevato rappresentano, a seconda del paese, dal 60 al 90 percento del totale. Questi punti chiave si trovano soprattutto lungo importanti corridoi di trasporto merci, in intersezioni autostradali e nelle aree urbane, nonché nei centri industriali e logistici.
Di conseguenza, anche la potenza di rete necessaria può essere molto elevata in tali aree. Nei paesi più grandi con un intenso traffico di merci, Fraunhofer ISI e ICCT prevedono che nelle zone particolarmente sollecitate le carichi massimi raggiungano spesso i 20-50 MW. Le sfide per le reti elettriche potranno quindi manifestarsi inizialmente in modo localizzato in singoli punti critici legati alla logistica, piuttosto che essere distribuite uniformemente su tutta la rete nazionale. La seguente grafica mostra la domanda energetica prevista nei paesi analizzati:

I livelli di potenza che diventeranno rilevanti anche in Germania sono evidenziati dalla pianificazione della rete di stazioni di ricarica veloce per camion promossa dallo Stato. Per le aree di sosta autostradali gestite, il governo federale ha già calcolato le capacità di connessione alla rete necessarie entro il 2035. Ad esempio, presso la stazione di Garbsen Nord sull’A2 sono previsti attualmente 24,64 MVA, mentre in diverse altre grandi aree di sosta la cifra è anch’essa superiore ai 20 MVA. La stragrande maggioranza delle aree di sosta, però, rientra nell’intervallo dei quattro cifre in kVA.
Solo nelle aree di sosta gestite sono previsti circa 1.300 punti di carica MCS e 2.000 punti di carica CCS. Insieme ai siti non gestiti già assegnati, la rete avviata dal governo federale dovrebbe arrivare a un totale di circa 1.800 punti di carica MCS e 2.400 punti di carica CCS. La pianificazione prevede inoltre un’eventuale espansione di alcuni siti in futuro, qualora l’infrastruttura di carica installata inizialmente non riesca a soddisfare in modo permanente la domanda effettiva.
Anche i fornitori privati stanno già concentrando i loro sforzi di espansione su rotte principali per il trasporto merci. Ad esempio, Milence intende ampliare la propria rete di punti di carica in Europa soprattutto lungo importanti assi di traffico e corridoi TEN-T, installando in tali aree sempre più sistemi di carica da megawatt. La joint venture tra Daimler Truck, Traton e Volvo Group gestisce attualmente circa 40 parchi di carica in Europa e punta a raggiungere un totale di 70 siti entro la fine del 2027. In alcuni parchi di carica, Milence utilizza inoltre accumulatori batteria fissi per supportare elevate prestazioni di carica.
Gli autori dello studio raccomandano invece di promuovere soprattutto le stazioni di ricarica collettive come pilastro dell’infrastruttura, nonché di potenziare le strutture di ricarica pubbliche in modo mirato nelle aree di transito e nei luoghi particolarmente affollati. Parallelamente, è ovviamente necessario pianificare con anticipo le capacità di rete richieste e ottenere l’approvazione del governo.