Stellantis brevetta un sistema che espelle la batteria dell’auto elettrica in caso di incendio

I produttori da anni lavorano a sistemi in grado di rilevare e controllare i problemi che possono verificarsi nelle batterie delle auto elettriche. La gestione termica, il raffreddamento, la monitoraggio delle celle e i sistemi di disconnessione ad alta tensione sono ormai elementi fondamentali per cercare di evitare che un problema localizzato influisca sull’intero veicolo. Ma Stellantis ha ora proposto una soluzione decisamente più radicale.
L’azienda ha registrato un brevetto negli Stati Uniti che prevede di separare fisicamente il pack ad alta tensione dell’auto quando viene rilevata una situazione pericolosa. L’idea ricorda inevitabilmente un sistema di espulsione, anche se in questo caso non sarebbero gli occupanti ad essere espulsi: sarebbe la batteria stessa a lasciare il veicolo affinché quest’ultimo possa allontanarsene.
La ragione dietro una proposta così innovativa è la fuga termica. Quando una cella di una batteria inizia a riscaldarsi in modo incontrollato, il fenomeno può diffondersi ad altre celle, finendo per colpire una parte molto più ampia dell’intero pack. Ricerche recenti condotte su batterie complete hanno dimostrato esattamente come questo processo possa estendersi da una cella all’altra, aumentando rapidamente l’intensità dell’incendio e complicando le operazioni di spegnimento.
La patente di Stellantis prevede di affrontare il problema da un punto di vista molto semplice: se la batteria è la fonte del pericolo, bisogna separarla dall’auto. Il sistema permetterebbe di disconnettere elettricamente il pack ad alta tensione e successivamente di liberarne gli ancoraggi, in modo da separarlo fisicamente dal veicolo.
Un sistema che disconnette la batteria e permette di allontanare l’auto

Per raggiungere questo obiettivo, Stellantis valuta diverse possibilità. Una di queste prevede l’uso di una struttura scorrevole che permette di liberare il pacco batterie, mentre un’altra fa ricorso a elementi pirotecnici in grado di rompere gli ancoraggi che tengono la batteria collegata all’auto. In questo modo, il pacco potrebbe cadere a terra mentre il veicolo rimane intatto nella sua posizione.
E qui emerge uno dei dettagli più curiosi di tutta la proposta: disconnettere la batteria principale lascerebbe l’auto senza la sua fonte abituale di energia, ma Stellantis propone di utilizzare invece la batteria a bassa tensione per fornire l’energia necessaria a far muovere il veicolo per un breve periodo di tempo.
L’obiettivo non sarebbe quello di continuare a muoversi normalmente, bensì permettere all’auto di percorrere una distanza sufficiente per allontanarsi dal gruppo di veicoli appena lasciato alle spalle. La normativa prevede addirittura l’uso del motore elettrico per eseguire questa manovra di emergenza.
La proposta non è del tutto nuova. Nel 2025 in Cina è già stato presentato un sistema con caratteristiche simili, sviluppato dal China Vehicle Collision Repair Technical and Research Center in collaborazione con Joyson Electronics. In quell’occasione è stato mostrato su un Chery iCar 03 e il sistema utilizzava un generatore di gas per espellere il gruppo di batterie a diversi metri dal veicolo non appena rilevava una perdita termica.
La differenza è importante. Mentre quella soluzione cinese prevedeva di lanciare la batteria fuori dall’auto, la proposta di Stellantis sembra puntare su una strategia più controllata: lasciarla cadere e poi utilizzare l’energia disponibile nel sistema a bassa tensione affinché il veicolo possa allontanarsi.
Sul papel, ha senso dal punto di vista della sicurezza. Una batteria che ha subito una perdita termica può trasformarsi in una fonte di calore molto difficile da controllare, pertanto aumentare la distanza tra essa e l’abitacolo potrebbe ridurre determinati rischi per i passeggeri e facilitare il lavoro dei servizi di emergenza. Anche la ricerca scientifica ha constatato che un incendio causato da una batteria può presentare una rapida propagazione e una elevata generazione di calore.
Il problema sorge quando trasferiamo l’idea del laboratorio a una strada reale. Lasciare una batteria ad alta tensione danneggiata in mezzo a una via può creare un altro pericolo: un veicolo che viaggia dietro potrebbe urtarla, mentre una batteria rimasta estremamente calda vicino ad altri veicoli, edifici o impianti non rappresenta certo una situazione ideale.
Inoltre, si tratta di un componente molto pesante. Il pack di un’auto elettrica può superare ampiamente le centinaia di chilogrammi, pertanto qualsiasi sistema destinato a liberarlo dovrebbe garantire che il processo non crei rischi aggiuntivi per le persone presenti nei dintorni.
Resta ancora da risolvere cosa succede in situazioni in cui il veicolo è fermo in un luogo poco adatto per rimuovere la batteria. Una strada trafficata, un parcheggio chiuso o una zona urbana presentano scenari molto diversi e richiederebbero di stabilire quando e come sia effettivamente sicuro utilizzare un sistema di questo tipo.
Per ora, il brevetto non significa che Stellantis intenda installare questo sistema nei futuri modelli Dodge, Jeep, Chrysler o in altre marche del gruppo. I produttori registrano costantemente soluzioni tecniche che in seguito non vengono mai messe in produzione. La sola esistenza del brevetto dimostra che Stellantis sta studiando nuovi modi per gestire uno dei scenari di sicurezza più complessi legati alle batterie ad alta tensione.
E forse questo è l aspetto più interessante di questa proposta. Invece di limitarsi a cercare di contenere una batteria che ha già iniziato ad avere perdite termiche, Stellantis propone una strategia molto più radicale: separare la fonte del problema dal resto dell auto e creare distanza tra i due.
Ci sono ancora molte incognite prima che qualcosa del genere possa diventare una soluzione reale per un’auto di produzione, ma l’idea dimostra fino a che punto i produttori stanno esplorando nuovi modi per ridurre le conseguenze di un incendio della batteria.