← Torna alle notizie
Ricarica

I governi locali non dispongono di un nuovo programma per le prese di corrente. Il governo parla di analisi e aspetta i fondi.

I governi locali non dispongono di un nuovo programma per le prese di corrente. Il governo parla di analisi e aspetta i fondi.

Il Ministero del Clima e dell’Ambiente ha risposto all’interpellanza parlamentare riguardante il sostegno alle amministrazioni locali nella realizzazione di colonnine di ricarica accessibili presso i complessi residenziali e i parcheggi pubblici. La cosa più importante da sapere è semplice: al momento non c’è una call per le amministrazioni locali da parte di NFOŚiGW per tali stazioni, e nuovi strumenti dipendono dalla disponibilità di fondi nazionali e europei.

Indice

Mostra

Nascondi

Per i conducenti di veicoli elettrici che abitano in condominio, si tratta di una notizia di media importanza. Il ministero riconosce il problema, ma per ora si limita a descriverlo piuttosto che a risolverlo.

Ci sono dati provenienti da programmi precedenti, ma non c’è alcuna nuova call

In risposta, il ministero ricorda che i fondi significativi sono stati destinati principalmente ai trasporti pubblici a zero emissioni. In 114 città sono stati finanziati l’acquisto di quasi 1.475 veicoli, tra cui 1.248 autobus elettrici, 194 autobus a idrogeno e 33 troleibus. A ciò si aggiungono 1.063 punti di ricarica e stazioni di rifornimento di idrogeno, e la spesa dei fondi, anche quelli del KPO, dovrebbe continuare fino alla fine del 2026.

Tuttavia, questa non è una soluzione al problema dell’abitante di un condominio che vuole collegare la propria auto a una presa per caricabatterie sotto casa la sera.

Un altro programma importante è il già concluso “Sostegno alle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e per il rifornimento di idrogeno”, con un budget di 761,9 milioni di zloty provenienti da fondi FNT. In questo caso il sostegno riguardava, tra gli altri, enti locali, imprenditori, cooperative e comunità abitative per la costruzione di stazioni accessibili al pubblico con una potenza di almeno 22 kW. L’obiettivo è raggiungere oltre 3.000 stazioni di ricarica.

Il problema è che attualmente NFOŚiGW non avvia bandi per programmi che permettano ai comuni di ottenere sostegno per la costruzione di stazioni di carica accessibili a tutti. In altre parole, i fondi esistevano e una parte è ancora in uso nel sistema, ma oggi non ci sono nuove opportunità per i comuni.

Il Ministero riconosce il problema dei palazzi, ma senza una data precisa

Il ministero ammette apertamente che è necessaria un’infrastruttura di ricarica nei parcheggi pubblici, nei complessi residenziali e negli edifici plurifamiliari, poiché gli abitanti di questi luoghi spesso non hanno modo di installare una stazione di carica privata. Questo sembra sensato e corrisponde a un reale problema del mercato in Polonia. Una casa con pannelli solari è una cosa; un palazzo con parcheggio comune è tutta un’altra storia.

Per ora la dichiarazione si limita al fatto che l’avvio di nuovi strumenti di supporto dipenderà dalla disponibilità dei fondi. NFOŚiGW sta valutando la possibilità di sostenere le infrastrutture, in particolare per edifici pubblici, comunità e cooperative abitative, ma non sono stati indicati né una data, né un budget, né le modalità di candidatura.

In breve: il problema è stato identificato, ma i fondi non sono ancora stati annunciati.

Cosa possono fare già ora i governi locali

In risposta sono state fornite alcune indicazioni pratiche per i comuni. Innanzitutto, l’amministrazione locale dovrebbe individuare i luoghi in cui c’è effettivamente domanda, ovvero complessi residenziali, parcheggi pubblici e aree destinate al parcheggio di lunga durata. In secondo luogo, può mettere a disposizione i terreni comunali agli operatori senza compromettere il progetto con tariffe eccessive o contratti troppo brevi.

Questo è proprio un dettaglio importante. Nelle piccole e medie città una presa di corrente non può funzionare con un affitto esorbitante e un contratto a tempo limitato. L’operatore deve avere il tempo necessario per l’installazione e per recuperare le spese sostenute.

Il ministero suggerisce inoltre che i comuni discutano in anticipo con l’OSD riguardo alla potenza di connessione e al possibile termine per l’esecuzione dell’installazione. È giusto, perché altrimenti è facile individuare una “posizione ideale” in cui poi, per due anni, non si può fare nulla.

C’è ancora un tema legato al sistema. Per la legge sull’eletromobilità è già responsabile il Ministero dell’Energia, e il 3 marzo 2026 è stato istituito un gruppo incaricato dello sviluppo dell’eletromobilità. Il suo compito è analizzare le barriere legali, tecniche e organizzative nonché preparare raccomandazioni per modifiche, anche nelle procedure amministrative e di connessione.

Suona bene, ma si tratta ancora di una fase relativa al gruppo e alle raccomandazioni. Non c’è ancora un programma con una data di avvio.

All’orizzonte compare anche una nuova prospettiva europea 2028-2034 nell’ambito dei lavori sul PPKR. Il problema è che in questo caso siamo ancora prima delle analisi effettuate da NFOŚiGW. Prima obiettivi e priorità, poi la distribuzione dei fondi.

Da tutto questo ne deriva una cosa: lo Stato sa ormai che la ricarica sotto i palazzi rappresenta un punto debole dell’eletromobilità in Polonia, soprattutto al di fuori delle grandi città. Ora bisogna passare dalla fase di “monitoraggio e analisi” a quella di “assegnazione delle risorse, stanziamento dei fondi e definizione delle regole”. Secondo voi, cosa potrebbe favorire di più l’uso delle auto elettriche nelle città più piccole: presse di ricarica AC da 11-22 kW nei quartieri o più presse DC a basso costo vicino ai supermercati e ai parcheggi urbani?

Newsletter LovEV

Volete altri contenuti del genere?

Iscrivetevi – vi invieremo un riepilogo della settimana non appena la newsletter inizierà a essere inviata.