Sabotaggio contro BYD? Bloccano con catene un caricabatterie e le reti indicano la concorrenza come responsabile.

BYD sta verificando che l’implementazione di una rete di ricarica ultraveloce richieda qualcosa di più che semplicemente installare i dispositivi e collegarli alla rete elettrica. È necessario anche mantenere disponibili le postazioni di ricarica e impedire che un uso improprio lasci i conducenti senza servizio. Mentre in Europa subiamo gli effetti del taglio dei cavi per rubare alcuni euro di rame, in Cina la situazione è diversa e il problema è altrettanto differente, con casi che addirittura indicano sabotaggi da parte della concorrenza.
Nelle ultime immagini pubblicate sui social network cinesi, si vede un caricabatterie della rete Flash Charging con i suoi due connettori uniti da una catena metallica. Una situazione che impedisce di utilizzarli normalmente e che ha scatenato ogni tipo di teoria su chi sia responsabile. Nel frattempo, BYD ha annunciato che rafforzerà la gestione delle proprie stazioni per contrastare l’occupazione illegittima dei posti e altri usi diversi dalla ricarica.
Le fotografie mostrano come la catena tenga unite le due tubazioni. Nel tentativo di avvicinare uno dei connettori al portale di ricarica, l’altro potrebbe colpire l’auto, e anche la catena stessa rappresenta un rischio per la carrozzeria. Un modo semplice ma efficace per rendere inutilizzabile la stazione.
Né si notano segnali chiari che indichino il caricabatterie fosse chiuso a causa di un guasto. I due connettori mostrano una luce verde, lo schermo sembra funzionare e l’area non è delimitata da nastri. Questo non permette di affermare con certezza che tutto fosse in perfette condizioni, ma le immagini non evidenziano una spiegazione evidente per il blocco.
Nessun responsabile identificato e molto rumore nelle reti

Al momento della pubblicazione delle informazioni, BYD non aveva fornito alcuna spiegazione su questo incidente specifico e nessuno aveva rivendicato la responsabilità. Alcuni utenti cinesi hanno indicato produttori concorrenti, ma non esistono prove a sostegno di tali accuse. Non è nemmeno noto chi abbia posizionato la catena né con quale intento, pertanto parlare di un sabotaggio organizzato sarebbe anticipare i fatti.
I social network cinesi ipotizzano che dietro tutto ciò possa esserci qualche piccolo operatore di ricarica preoccupato dall’espansione di BYD. Si tratta di un’ipotesi degli utenti, non di una conclusione dimostrata. La concorrenza commerciale può spiegare il contesto in cui sorgono queste sospette, ma non basta per attribuire responsabilità.
Una buona parte dell’infrastruttura di ricarica cinese funziona tramite franchise. L’operatore locale fornisce il terreno e l’energia elettrica, mentre l’azienda che gestisce la rete fornisce i caricabatterie e i servizi digitali. Secondo le informazioni pubblicate, i margini di profitto legati alla ricarica rapida sono molto ridotti, il che ha spinto alcuni operatori a cercare entrate aggiuntive attraverso pubblicità all’interno delle loro applicazioni o assicurazioni valide per una sola sessione di ricarica.

L’arrivo di BYD esercita pressione su quel mercato, anche se l’utilizzo dei suoi caricabatterie non garantisce che ogni auto si carichi più velocemente. La velocità di ricarica dipende comunque dalle specifiche di ciascun modello. Un’auto vecchia o priva della tecnologia necessaria non può sfruttare appieno le capacità dell’apparecchiatura, sebbene il proprietario possa essere attratto dalla semplicità d’uso o dal desiderio di provare la nuova rete.
Oltre alle catene di approvvigionamento, BYD deve affrontare altri problemi quotidiani. All’inizio del mese erano già circolate immagini di bambini che utilizzavano le tubazioni pendenti dei suoi caricabatterie come altalene. Si tratta di situazioni diverse, ma entrambe evidenziano la necessità di prendersi cura delle strutture, che devono rimanere disponibili e in buone condizioni non appena arriva un conducente.
In una pubblicazione di domande e risposte su WeChat, il marchio si è impegnato a migliorare la gestione per impedire che veicoli a combustione o auto non cariche occupino le posti auto. Per chi ha bisogno di caricare, trovare uno spazio bloccato può avere lo stesso effetto di un caricabatterie guasto: perdere tempo alla ricerca di un’altra alternativa.
Ma perché attaccano le stazioni BYD e non quelle di altre reti? Per ora non abbiamo notizie che le reti di altri operatori abbiano subito situazioni simili. Una delle spiegazioni fornite dagli utenti in Cina è di natura economica: BYD ha introdotto una tariffa piuttosto aggressiva sul proprio mercato, permettendo ai conducenti di qualsiasi marca di caricare in queste stazioni ultraveloci per appena 1 o 1,5 yuan al kWh (0,13 e 0,20 euro al kWh). Un costo molto competitivo anche per il mercato cinese, soprattutto in punti dove la potenza supera i 1.000 kW.