← Torna alle notizie
Tecnologia

Il Ruanda sta pianificando un’enorme centrale solare galleggiante su un lago: sarà 15 volte più potente della più grande attualmente in funzione in Africa.

Il Ruanda sta pianificando un’enorme centrale solare galleggiante su un lago: sarà 15 volte più potente della più grande attualmente in funzione in Africa.

L’energia solare è al centro di alcuni dei progetti ingegneristici più sorprendenti del mondo, soprattutto nei paesi che cercano di aumentare la produzione elettrica senza dipendere esclusivamente dai combustibili fossili. Uno degli ultimi esempi proviene dall’Africa, dove il Ruanda ha avviato i lavori per costruire una gigantesca centrale fotovoltaica flottante che sfrutterà la superficie di un lago e disporrà di un importante sistema di accumulo tramite batterie.

Le dimensioni dell’impianto previsto sono particolarmente impressionanti. Il progetto prevede 200 MW di potenza solare e 800 MWh di capacità di storage, cifre che collocherebbero questa infrastruttura tra le più grandi centrali solari flottanti del continente. Per comprendere la sua portata basta un confronto: attualmente il Ruanda dispone di circa 47,5 MW di potenza solare operativa, quindi questa singola centrale potrebbe superare di oltre quattro volte tutta la sua capacità fotovoltaica esistente.

centrale solare flottante in Ruanda

Una gigantesca centrale solare su un lago africano

La installazione è prevista sul lago Sake, situato nel distretto di Ngoma, a est del Ruanda. L’iniziativa è promossa da Energy Development Corporation Limited (EDCL), azienda pubblica appartenente al Rwanda Energy Group, che ha avviato una procedura di prequalificazione per selezionare la società incaricata di sviluppare il progetto.

A differenza delle installazioni fotovoltaiche convenzionali, i pannelli non verrebbero posizionati su vaste aree di terreno, bensì su strutture galleggianti ancorate sul lago. Questo sistema permette di sfruttare le superfici d’acqua per produrre elettricità e può ridurre la necessità di occupare terreni agricoli o spazi che potrebbero essere destinati ad altri usi.

La proposta prevede una potenza installata di 200 MW, un valore molto superiore alla capacità solare attualmente in funzione in Ruanda. Secondo i dati raccolti dall’Africa Solar Industry Association, il paese dispone di circa 47,5 MW di impianti fotovoltaici operativi.

ruanda solar flotante

Questo significa che, se alla fine verrà realizzata nelle condizioni annunciate, la nuova centrale avrà da sola una potenza solare equivalente a più di quattro volte quella attualmente installata in tutto il territorio nazionale. Tuttavia, si trova ancora in fase di gara d’appalto e non è stata fissata una data certa per il suo avvio operativo.

Anche l’entità di questa installazione risulta notevole nel contesto africano. Facciamo riferimento a un impianto galleggiante da 13 MW, considerato il più grande in funzione sul continente: la centrale progettata dal Ruanda avrebbe una potenza circa 15,4 volte superiore. Tuttavia, questo confronto mette a confronto un’infrastruttura proposta con un’altra già in servizio.

Batterie da 800 MWh per fornire elettricità per quattro ore

Tuttavia, l’elemento più importante della nuova installazione non sarà soltanto la sua capacità di generare elettricità. Il progetto prevede un sistema di accumulo tramite batterie con una capacità energetica di 800 MWh, progettato per immagazzinare parte dell’elettricità e fornirla alla rete quando necessario.

Secondo le specifiche tecniche pubblicate riguardo a questa iniziativa, il sistema avrebbe una potenza di scarico di 200 MW. Questa capacità permetterebbe di fornire elettricità per quattro ore consecutive operando alla sua potenza nominale, senza considerare le perdite energetiche, una caratteristica particolarmente utile per gestire i periodi di massima domanda.

La conservazione dell’energia rappresenta uno dei principali ostacoli nell’ambito dell’energia solare. Sebbene i pannelli possano generare grandi quantità di elettricità durante le ore di irradiazione, la loro produzione diminuisce al tramonto e scompare durante la notte. L’uso di batterie consente di trasferire parte di quell’energia ad altri momenti della giornata e di ridurre le fluttuazioni che arrivano alla rete.

Nel caso del Ruanda, questa tecnologia potrebbe contribuire a stabilizzare il sistema elettrico nazionale, facilitare l’integrazione di nuove installazioni rinnovabili e migliorare la disponibilità di elettricità durante le ore di massimo consumo. Tuttavia, ciò non significa che le batterie possano rifornire l’intero paese per quattro ore: tale durata corrisponde al funzionamento del sistema di accumulo stesso alla sua potenza massima.

Pannelli solari galleggianti

La costruzione e l’esercizio della centrale avvengono secondo un modello di collaborazione pubblico-privata. Il promotore selezionato dovrà occuparsi della progettazione, del finanziamento, dell’installazione, del avvio e della manutenzione dell’infrastruttura, compresi gli impianti necessari per trasportare l’elettricità prodotta alla rete nazionale.

Il progetto prevede inoltre un contratto di acquisto di elettricità a lungo termine, con una durata prevista di 25 anni, il che permetterebbe di stabilire un quadro di entrate per l’azienda che alla fine svilupperà l’impianto. Per il momento, l’iniziativa è ancora in fase preliminare. L’ente pubblico ha avviato il processo di selezione dei promotori e ha prorogato fino al 26 novembre 2026 il termine per presentare le domande di prequalificazione.

Riuscendo a superare le procedure amministrative, garantire i finanziamenti e completarne la costruzione, la centrale sul lago Sake rappresenterà un passo importante per l’energia solare in Ruanda. Dimostrerebbe inoltre fino a che punto la combinazione di pannelli galleggianti e grandi sistemi di batterie possa trasformare la produzione elettrica nei paesi che ancora dispongono di una capacità fotovoltaica relativamente limitata.