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Roma trasforma uno dei suoi caselli più trafficati in un impianto solare: 466 pannelli per circa 80.000 veicoli al giorno

Roma trasforma uno dei suoi caselli più trafficati in un impianto solare: 466 pannelli per circa 80.000 veicoli al giorno

22/09/2026 12:00

Aggiornato a

22/09/2026 12:00

Le strade sono solitamente associate a un elevato consumo energetico, ma offrono anche vaste superfici che finora sono state poco sfruttate per la produzione di elettricità. In Italia è stato appena dimostrato questo concetto utilizzando un’infrastruttura attraversata ogni giorno da decine di migliaia di veicoli.

La barriera di Roma Est, situata al chilometro 8,1 dell’autostrada A24, dispone da fine agosto di un impianto fotovoltaico composto da 466 pannelli solari. Tutti sono stati installati su strutture già esistenti, pertanto il progetto non ha richiesto l’occupazione di nuovi terreni.

Pannelli solari su strada a pedaggio a Roma (1)

210 kW installati su un casello che non ha mai smesso di funzionare

I pannelli sono distribuiti principalmente sulla grande struttura che copre le cabine di pedaggio, un’area lunga circa 135 metri e larga 12 metri, oltre che su un’altra copertura situata sul parcheggio della stazione di Lunghezza.

Insieme raggiungono una potenza di 210 kW, un valore che Strada dei Parchi paragona a circa 70 impianti fotovoltaici domestici. L’azienda stima che un impianto di queste dimensioni nel centro dell’Italia possa produrre circa 250.000-280.000 kWh all’anno, sebbene la produzione effettiva dipenda da fattori come la radiazione solare, l’inclinazione dei moduli e le ombre.

I lavori sono iniziati l’8 giugno scorso e il sistema è entrato ufficialmente in funzione il 24 agosto 2026. Inoltre, l’intera installazione è stata realizzata senza interrompere il pedaggio, il che è particolarmente notevole considerando l’intensità del traffico su questa infrastruttura.

Strada di Roma con pannelli solari

Circa 80.000 veicoli passano ogni giorno sotto i pannelli

Strada dei Parchi afferma che circa 40.000 veicoli per direzione di marcia attraversano quotidianamente questa barriera. Ciò corrisponde a un flusso di circa 80.000 veicoli al giorno che passano sotto un impianto che ora funge anche da piccola centrale elettrica.

La complessità del progetto risiedeva proprio nell’installare i moduli a diversi metri di altezza sopra un’autostrada completamente in funzione. Durante le fasi finali di installazione, i lavori hanno dovuto svolgersi in concomitanza con il traffico e con i sistemi elettrici stessi del casello. Tuttavia, forse l’aspetto più interessante non è la loro potenza, bensì il luogo in cui sono stati posizionati i pannelli. Invece di costruire una centrale solare su terreno libero, sono state utilizzate due coperture che facevano già parte dell’infrastruttura esistente.

Per il momento, l’impianto funziona in modo isolato dalla rete elettrica nazionale. Ciò significa che tutta l’energia prodotta dalle pannelli viene consumata direttamente a Roma Est e non viene immessa nella rete. L’elettricità alimenta l’illuminazione, i sistemi di riscossione del pedaggio, gli equipaggiamenti tecnologici e i sistemi di sorveglianza e monitoraggio della stazione, che operano 24 ore su 24.

pannelli solari benefici reciproci 2

Questa configurazione permette di produrre energia esattamente dove è necessaria. Inoltre, riduce le perdite legate al trasporto dell’elettricità e aiuta a contenere parte dei costi energetici di un’infrastruttura che rimane attiva continuamente.

Nemmeno un metro quadrato in più di terreno

I 466 pannelli sono posizionati su strutture in acciaio fissate direttamente sui tetti esistenti. Secondo la società concessionaria, il progetto non ha richiesto l’occupazione di nemmeno un metro quadrato in più di terreno. È proprio questa caratteristica a rendere il progetto particolarmente interessante. Le autostrade dispongono di barriere, edifici per servizi, parcheggi e altre superfici già costruite che potrebbero essere utilizzate per produrre energia rinnovabile senza entrare in conflitto con terreni agricoli o aree naturali.

Strada dei Parchi considera Roma Est un primo esempio di una strategia che potrebbe essere ripetuta in altri tratti delle autostrade A24 e A25, dove esistono altre coperture e edifici con caratteristiche simili. Prima di installare nuovi sistemi sarebbe necessario studiare aspetti come l’orientamento, la resistenza strutturale e il consumo energetico disponibile in ogni punto.

Il progetto italiano propone quindi un’alternativa molto diversa dalle contese strade coperte realizzate direttamente con pannelli fotovoltaici: invece di trasformare l’asfalto stesso in un pannello solare, si sfrutta l’infrastruttura già presente intorno alla strada.