Renault inizia a vendere motori elettrici ricondizionati del 30% più economici

La società incaricata di eseguire questo lavoro è The Remakers, un’azienda specializzata in riqualificazione e economia circolare affiliata a Renault. L’azienda ha presentato una nuova linea per il motore elettrico 6AM, utilizzato in modelli come il Renault Mégane E-Tech, il Renault Scénic E-Tech e il Renault Master elettrico. Il motore recuperato viene sottoposto a un processo industriale di smontaggio, ispezione e regolazione nelle strutture di Flins, prima di tornare nel circuito dei ricambi.
Renault afferma che questi motori riqualificati offrono prestazioni e affidabilità equivalenti a quelle di un motore nuovo, pur con un prezzo medio circa del 30% inferiore. In altre parole, invece di sostituire l’intero componente con uno appena prodotto, si sfrutta gran parte del motore già esistente e vengono recuperati quegli elementi che possono ancora funzionare per molti chilometri.

Il design stesso del 6AM favorisce inoltre uno dei vantaggi di questo motore rispetto ad altre soluzioni. Si tratta di un motore sincrono con rotore avvolto, pertanto non richiede magneti permanenti realizzati con terre rare. Il rotore genera il proprio campo magnetico grazie a un avvolgimento alimentato elettricamente, riducendo così il bisogno di materiali considerati critici.
Tuttavia il risparmio non riguarda soltanto il prezzo della componente. The Remakers ha incaricato la società di consulenza Quantis di effettuare un’analisi del ciclo di vita secondo le norme ISO, sottoposta in seguito a una revisione critica esterna. Secondo i risultati pubblicati dall’azienda, la riqualificazione del motore elettrico permette di ridurre almeno del 67% l’impatto ambientale in ciascuno dei cinque criteri analizzati. Nel caso dell’elettronica di potenza, la riduzione raggiunge almeno il 47%.
Una parte importante di questo risultato è legata al riutilizzo del rame e dei componenti elettronici. Si tratta di materiali la cui estrazione, trasformazione e produzione hanno un impatto considerevole; pertanto, recuperare gli elementi che possono ancora essere utilizzati permette di evitare gran parte di tale processo. Invece di trasformare direttamente un motore usato in materiale da riciclare, Renault cerca di mantenere il maggior numero possibile di componenti all’interno della catena di utilizzo.
Il 6AM si unisce così a una gamma di componenti riqualificati che già include il motore 5A utilizzato dal Renault Zoe e dal Renault Kangoo elettrico, nonché il controllore elettronico di potenza. La differenza ora è che la nuova proposta amplia il numero di modelli relativamente recenti che possono trarre vantaggio da questa alternativa.

Questa strategia arriva in un momento in cui sempre più auto elettriche sono in circolazione e, di conseguenza, aumentano anche le unità fuori garanzia. La questione non riguarda più soltanto quanto costa produrre un’auto elettrica, ma anche quanto costerà mantenerla e ripararla dopo molti anni e chilometri percorsi. Poter riparare o riqualificare i suoi componenti più costosi può fare una differenza significativa in quel frangente.
Renault non è l’unico produttore che sta procedendo in questa direzione. Anche ZF ha presentato allo stesso salone di Francoforte più di 100 varianti di kit di riparazione per sistemi di propulsione elettrica, pensati affinché i centri di assistenza possano intervenire su componenti specifici invece di sostituire interi insiemi. Il suo catalogo include soluzioni per motori elettrici, inverter, moduli ibridi, sistemi mecatronici e riduttori.
Anche le batterie iniziano a seguire questa tendenza. CATL sta sviluppando in Europa soluzioni di riparazione che permettono di intervenire su moduli difettosi invece di sostituire l’intera batteria, interventi che possono ridurre notevolmente i costi rispetto a un sostituto completo. Parallelamente, altri produttori e aziende specializzate stanno sviluppando programmi di recupero e riqualificazione dei componenti.
Tutto indica che la riparazione invece del ricambio diventerà sempre più importante nelle auto elettriche. Un motore elettrico presenta meno componenti mobili rispetto a un motore a combustione, ma ciò non significa che tutti i suoi componenti siano economici in caso di guasto. Riparare motori, componenti elettronici e batterie può aiutare a ridurre le spese dei proprietari e, allo stesso tempo, allungare la vita utile di materiali che hanno ancora molta strada da fare.
Fonte | Renault