Riforma dell’eco-score: sorprese negative in vista per gli sussidi all’acquisto di auto elettriche?


Il Ministero della transizione ecologica ha avviato una consultazione al fine di modificare i criteri del punteggio ambientale dei veicoli elettrici, il che potrebbe penalizzare alcuni modelli privandoli di agevolazioni all’acquisto più vantaggiose.
A fine 2023, il bonus ecologico era legato a un “punteggio ambientale”. Questo punteggio deriva dall’impronta di carbonio dei veicoli elettrici. I produttori devono compilare un intero dossier per calcolare il bilancio di CO2 legato alla produzione e al trasporto del veicolo fino in Francia. Questo totale, espresso in equivalenti di carbonio, determina poi tale punteggio ambientale.
Se il bonus ecologico è stato successivamente sostituito dalla “prima di incentivo per veicoli elettrici”, che non è finanziata dallo Stato ma dai fornitori di energia, il punteggio ambientale rimane comunque in vigore per ottenere gli incentivi più generosi o vantaggi fiscali per i veicoli professionali.
Come ha rilevato Bertrand Moreau, il Ministero della transizione ecologica ha appena avviato una consultazione su un progetto di decreto per modificare il punteggio ambientale. Lo scopo è aggiungere una terza categoria di veicoli.
Attualmente, i criteri per il punteggio sono diversi per due categorie di automobili: da un lato i veicoli il cui numero di posti a sedere è superiore o uguale a cinque, il volume del bagagliaio superiore o uguale a duecento litri e l’autonomia elettrica superiore o uguale a centosettanta chilometri; dall’altro il resto della produzione (e quindi praticamente nessun veicolo…). La differenza nella assegnazione del punteggio riguarderà l’intervallo di equivalente carbonico consentito.
Tuttavia il governo ha rilevato che «la segmentazione attuale in due categorie non tiene conto in modo sufficiente della varietà dei casi d’uso – che vanno dal piccolo veicolo urbano per uso personale al grande veicolo per uso familiare o commerciale» e che quindi una larga maggioranza del mercato rientra in un’unica categoria.
Farsa
L’ordinanza intende quindi aggiungere una categoria di veicoli elettrici più grandi e adatti alle famiglie, ovvero “veicoli il cui numero di posti a sedere è superiore o uguale a sette, oppure il cui volume del bagagliaio è superiore o uguale a quattrocento dieci litri, oppure la cui autonomia elettrica è superiore o uguale a cinquecentocinquanta chilometri.”
Tuttavia c’è una sorpresa negativa: questa terza categoria di veicoli più voluminosi dovrà rispettare gli stessi requisiti legati all’equivalente di carbonio richiesti per i veicoli a 5 posti, con un limite massimo di 21.000 kg di equivalente di carbonio. La futura categoria intermedia avrà quindi un limite leggermente più severo, fissato a 19.300 kg al massimo.
Questo potrebbe quindi penalizzare modelli attualmente in difficoltà che invece non lo sarebbero più. Tuttavia è difficile, se non impossibile, capire quali siano questi modelli, data l’opacità di questa “fabbrica di gas” di cui la Francia conosce il segreto. Lo Stato fornisce infatti soltanto un elenco di modelli che hanno ottenuto il punteggio ecologico minimo, senza indicare la valutazione precisa e tanto meno l’equivalente in carbonio ottenuto.
Il progetto di decreto non dice nulla nemmeno riguardo al destino dell’elenco attuale, né se i marchi dovranno far rivalutare numerosi modelli entro un termine stabilito. Ma la consultazione è rapida (aperta fino al 7 ottobre) e il decreto potrebbe essere approvato in breve tempo…
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