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Quando l’eolico frena lo spopolamento nei piccoli comuni

Quando l’eolico frena lo spopolamento nei piccoli comuni

L’eolico come antidoto allo spopolamento. Non è uno slogan, ma l’esperienza ventennale del piccolo comune calabrese di San Sostene, documentata dal sindaco Luigi Aloisio, che considera le turbine una vera manna dal cielo. «Il mio è tra i pochi paesi montani e semi‑montani, in Italia, dove la popolazione è in aumento, anziché in decrescita», ha dichiarato in un’intervista ad Avvenire. Parole che riecheggiano quelle del sindaco di Ploaghe, impegnato a difendere il repowering del parco eolico presente da vent’anni nel comune sardo. Da queste storie emerge un dato chiaro: i comuni che ospitano impianti da lungo tempo — quando la polarizzazione attuale non esisteva — tendono a difendere le pale presenti sul loro territorio. Al contrario, come abbiamo visto nei piccoli centri di Londa e Ferriere, i progetti nuovi vengono spesso avversati.

A San Sostene 200 abitanti in più: l’eolico garantisce il 30% del bilancio e non allontana i turisti, anzi…

La piccola comunità della provincia di Catanzaro è riuscita ad arrestare lo spopolamento che affligge le aree interne italiane — Nord compreso — attirando nuovi residenti. Un risultato ottenuto grazie ai servizi offerti alla popolazione e agli investimenti nella valorizzazione del turismo naturalistico e storico. Una conferma concreta che le torri eoliche non rappresentano, come qualcuno continua a sostenere, un deterrente per i visitatori.

Eolico spopolamento

E non si parla di un impianto marginale: il parco eolico di San Sostene conta 43 turbine alte 80 metri, attive dal 2010, con una produzione media annua di 155 GWh.

Balle sul fotovoltaico: sotto i pannelli c’è vita

Nessuna fuga dei turisti, anzi il contrario. E il bilancio comunale è in attivo. «Dalla società che lo gestisce incassiamo 300–400 mila euro l’anno, pari al 30% del bilancio comunale», ha spiegato ad Avvenire il sindaco Luigi Aloisio. «Il mio è tra i pochi paesi montani e semi‑montani, in Italia, dove la popolazione è in aumento, anziché in decrescita».

L’incremento è di 200 residenti rispetto al censimento di 35 anni fa: una crescita del 15%, in netta controtendenza rispetto al segno meno che caratterizza la maggior parte dei piccoli comuni italiani.

Con i soldi dell’eolico il centro per disabili e lo scuolabus gratuito

L’eolico a San Sostene non è solo energia: ha una ricaduta sociale concreta. Grazie alle entrate del parco, il Comune ha finanziato un centro per disabili con 17 persone e 8 operatori. «Nessun paese della zona lo voleva, noi lo abbiamo realizzato nel borgo antico grazie ai fondi dell’eolico», sottolinea il sindaco.

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A questo si aggiungono altre strutture: un Sai (sistema di accoglienza e integrazione) che accoglie 20 minori stranieri non accompagnati, con 8 operatori; un ostello da 30 posti letto ricavato in un palazzetto del Settecento, acquistato e ristrutturato dal Comune, oggi meta di turisti attratti dagli itinerari montani. Sono stati inoltre ristrutturati il municipio — «abbiamo deciso di non spostarlo nella frazione marina» — e il nuovo ufficio postale.

Accanto alle opere pubbliche, il Comune ha investito anche nelle rinnovabili per uso diretto: pannelli fotovoltaici installati nelle scuole della frazione marina, raggiungibili dagli studenti del borgo con lo scuolabus gratuito, finanziato anch’esso, in parte, dalle risorse dell’eolico.

Eolico spopolamento

Ma le compensazioni, per quanto importanti, non bastano sempre. Il caso di Londa — e quello di decine, se non centinaia, di comuni che respingono i progetti — dimostra che l’accettazione sociale non è garantita. Consigli comunali che bocciano all’unanimità le proposte eoliche continuano a essere molto frequenti.

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A San Sostene, però, c’è un elemento decisivo: la creazione di posti di lavoro. Sono 20 le persone impiegate nella gestione e manutenzione del parco, mentre altre 12 si occupano dei sentieri montani. Un impatto occupazionale significativo per un comune di queste dimensioni, che contribuisce a spiegare perché qui l’eolico sia percepito come una risorsa, non come una minaccia.

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E politicamente l’eolico paga? A San Sostene sembrerebbe di sì. Luigi Aloisio, esponente di una lista di centrodestra, è stato confermato per tre mandati consecutivi alla guida del Comune. «C’è chi sceglie di venire a vivere qui e si stanno aprendo nuovi esercizi commerciali, pizzerie e ristoranti. Anzi, le domande sono addirittura in esubero», racconta.

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Non sono mancate le proteste dei comuni vicini, che «ci accusavano di danneggiarli con le pale eoliche». Accuse che Aloisio respinge: «Non è vero, la natura sta prosperando anche sotto le pale». A sostegno di questa tesi, il sindaco cita non solo Legambiente, ma anche Greenpeace. E aggiunge un dettaglio significativo: «Vengono altri comuni da tutta Italia per conoscere la nostra esperienza. Anche dalla Sardegna, dove l’eolico non lo vogliono».

Eolico spopolamento

E a proposito i No Watt sardi hanno usato la foto di una pala con problemi di San Sostene per dire che sono pericolose. Ma il sindaco ha spiegato ai giornali locali che non è mai caduta una pala. «Qualche mese addietro si è semplicemente inclinata una turbina, che è stata subito messa in sicurezza e verificata da appositi periti. A giorni verrà tolta e successivamente sostituita. È stata messa giù per essere esaminata perché si monitorano i minimi particolari delle turbine. Si parla di turbine cadute ma non è vero, anzi se ne metteranno altre tre». Le mille bugie dei contrari all’eolico.

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