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Produzione di idrogeno: anche qui flop e rinunce

Produzione di idrogeno: anche qui flop e rinunce

Produzione di idrogeno: anche qui tagli e rinunce. Oltre ai progetti abortiti sul fronte dei distributori, ci sono difficoltà a monte nel campo della produzione. Il caso dell’Abruzzo, una terra che aveva puntato molto sull’idrogeno green.

Produzione di idrogeno: in Abruzzo diversi progetti falliti

Un accurato (e desolante) quadro della situazione l’ha fatto il sito Chiaro Quotidiano, in un reportage con un titolo embelmatico: “Idrogeno in Abruzzo, perso il 60% dei fondi: resta solo l’ex Cotir, revocati 6,4 milioni per la centrale di Gissi”. A questo punto l’ultima speranza per non perdere del tutto i fondi PNRR è legata all’ex Cotir di Vasto, dopo la revoca per la centrale della Val Sinello. Ma anche per l’ex Cotir i tempi stringono: occorre iniziare la produzione entro poche settimane, il 5 dicembre. L’obbiettivo è arrivare a produrre 410 tonnellate annue di idrogeno verde destinate ai trasporti. Il costo del progetto, informa Chiaro Quotidiano, è di 17 milioni, con un campo fotovoltiaco ad alimentare gli impianti. Il progetto fa capo alla Arap, il dui direttore generale ha spiegato che “si sta lavorando in modo incessante” per finire i lavori in tempo utile.

Corsa contro il tempo per l’unica centrale rimasta

Il sito abruzzese racconta poi i tanti progetti falliti. Dovevano servire a riconvertire a nuove produzioni diverse aree industriali dismesse. Tutto iniziò nel 2022, quando il governo destinò 25 milioni del PNRR alla produzione di idrogeno verde. Con bando del 2023 vennero così assegnati 20 milioni:

6,4 milioni per la Konia srl di Gissi per il progetto Hydrogen Valley Gissi;

10 milioni per l’Arap, per la riconversione dell’ex Cotir;

3,7 milioni per la BluSolar Rosciano di Popoli per la produzione nell’ex stabilimento Dreher.

Ma già nel 2024 la BluSolar rinunciò al progetto. Due mesi fa stessa fine per la centrale di Gissi. Resta l’Arap, che corre contro il tempo per salvare almeno l’ultimo progetto. Speriamo che ce la faccia, per vedere finalmente girare una centrale di produzione e verificarne sul campo l’utilità.

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