Abbiamo provato la prima moto elettrica di Royal Enfield: design retrò, soli 124 kg di peso e un prezzo di 5.990 €

Sono passati quasi due anni da quando Royal Enfield ha annunciato che avrebbe puntato anche sulla mobilità elettrica. A tal fine ha creato il nuovo marchio Flying Flea, il cui design trae ispirazione dalla propria storia: in particolare da un modello da guerra degli anni ’40, estremamente leggero, con soli 60 kg, progettato per essere lanciato con il paracadute e permettere ai soldati una maggiore mobilità sul fronte.

Senza rinunciare all’efficacia e al buon comportamento in guida, come ci ha dimostrato durante il suo primo test nei dintorni idilliaci e divertenti di Parigi (Francia), ora con i suoi splendidi paesaggi rurali che danno il via alla stagione autunnale. Così come immergendoci nel fitto traffico della Città della Luce, dove la Flying Flea C6 si è rivelata uno strumento silenzioso in grado di superarlo, arricchendo al contempo il paesaggio lungo tutto il percorso.
Design molto riuscito
La Flying Flea C6 presenta un aspetto molto classico che rompe con il concetto tradizionale di mobilità elettrica. Spicca per il suo telaio in alluminio, composto da diverse parti non saldate ben visibili, con un design simile a un arco su cui sono appesi la batteria e il motore.
L’forcella è un altro capolavoro e attualmente è l’unico modello in produzione dotato di questa caratteristica. Appartiene al tipo Girder ed è composta da un paio di traverse laterali che arrivano fino all’asse anteriore, dove sono posizionati un paio di ammortizzatori, sostenuti da un efficace sistema a parallelogrammi che garantisce la progressività necessaria per assorbire le irregolarità del terreno. Dietro è montato un semplice braccio oscillante a cantilever che permette l’uso di un unico ammortizzatore ed è anche molto visibile.

Per il sedile è stato utilizzato un sellino simile a quello delle biciclette, ispirato alle prime motociclette; opzionalmente è possibile installare un altro sedile, insieme ai relativi parafanghi per il passeggero. Inoltre sono presenti delle alette che riproducono fedelmente il profilo dei pneumatici. Questi ultimi hanno dimensioni identiche, 90/90-19”, sia davanti che dietro; vengono forniti dal colosso indiano CEAT e portano il nome Flying Flea sul lato.
Un’architettura molto originale che invita a osservare attentamente ogni dettaglio, grazie a un livello di finitura estremamente curato. L’intero mezzo colpisce per la sua strettezza e appare molto leggero: il suo peso dichiarato è di appena 124 kg.
Mecanica efficace
Il suo motore sincrono a magneti permanenti raffreddato ad aria sviluppa una potenza massima di 15,4 kW a 3.500 giri/min e un coppia motrice di 60 Nm. Viene alimentato da una batteria agli ioni di litio da 3,91 kWh, composta da oltre 200 celle saldate con laser, e è alloggiata in modo ermetico in un guscio realizzato in magnesio, con la parte esterna alette per favorirne il raffreddamento.

Per la trasmissione dispone di un paio di cinghie dentate: una prima trasmissione dal motore al ingranaggio di attacco, coperta da un coperchio simile a un carter, che rappresenta un altro omaggio estetico al modello originale da cui è ispirata la FF.C6. Accanto ad essa c’è la consueta trasmissione secondaria che muove la ruota posteriore.
Inoltre, Royal Enfield ha sviluppato il Fleaware OS, che permette di godere di un’esperienza di guida all’avanguardia grazie alla sua adattazione esclusiva di Android Automotive OS, in combinazione con l’applicazione Flying Flea. Il sistema impara continuamente dal comportamento del pilota, il che consente un utilizzo più intuitivo e personalizzato, mentre le aggiornamenti remoti garantiscono che la motocicletta continui a migliorare.
Tutto viene prodotto a Chennai (India) e, per lo sviluppo di questo primo modello C6, Royal Enfield ha messo a disposizione uno spazio specifico di 1.090 m²; sono state registrate più di 45 patenti per il progetto e è stato impiegato un team di oltre 200 ingegneri altamente qualificati. Ciò avviene in costante contatto con il centro tecnologico di Royal Enfield situato a Leicester (Regno Unito).

Soluzione urbana dallo stile eccezionale
A bordo, la C6 si rivela ergonomica per una persona alta 1,76 m. Il sedile è posizionato a soli 834 mm da terra, il che ne facilita l’uso per la maggior parte delle taglie, grazie anche al suo peso ridotto. La superficie del sedile è piuttosto adeguata, così come il suo grado di ammortizzazione.
I poggiapiedi sono rivestiti in gomma, un dettaglio utile per proteggere le calzature più delicate. Inoltre, non sono presenti altre leve: tutti i comandi sono concentrati sul manubrio. Questo permette di ruotare le staffe per assumere una posizione più personalizzata.
Per accendere il motore non è necessaria una chiave fisica: basta installare l’applicazione Flying Flea sullo smartphone. Quest’ultimo viene posizionato in un vano apposito per il telefono all’interno del finto serbatoio di carburante, dove può essere ricaricato in modo wireless a 15 W. È inoltre dotato di una presa USB-C da 27 W.
Un pulsante situato sopra il vano per lo smartphone permette di accendere il motore e di sbloccare la direzione; inoltre si attiva una serie di suoni diversi che indicano le varie azioni eseguite: ad esempio, l’accensione del motore è accompagnata dal rumore di una valvola di scarico. Si sente anche il suono prodotto dalle “spade laser” o, quando vengono attivati entrambi i freni in condizioni di fermata per il funzionamento dell’autohold (freno a mano), sembra che arrivi un messaggio online. Sopra il pulsante di accensione si trova quello per chiamare i soccorsi in caso di necessità.
Nel suo pannello di controllo, costituito da uno schermo TFT tattile circolare a colori da 3,5 pollici, sono visualizzate le informazioni abituali relative alla velocità, al percentuale rimanente di carica della batteria e all’autonomia corrispondente, alle distanze percorse parzialmente, ecc. Per la sua gestione sono presenti cinque pulsanti che permettono di navigare tra i diversi menu come se si trattasse di un joystick, posizionati sotto i pulsanti per le luci di segnalazione. Ci è sembrato un po’ complicato e richiede tempo per essere padroneggiato. Ad esempio, per azzerare i contatori è necessario accedere a diversi sottomenu.
La moto si accende nello solito modo parcheggio (P) e è necessario azionare entrambe le manopole del freno affinché passi in modalità Guida (D) e si possa partire. Queste presentano una regolazione della distanza, ma nella posizione più ravvicinata sembrano un po’ troppo lontane all’inizio, finché non ci si abitua, e questo tenendo presente che le nostre mani non sono esattamente piccole.
Il sistema di frenata è fornito da ByBre (la gamma BREMBO accessibile per la produzione asiatica) e al tatto ci sembra leggermente inferiore alla cura riservata al resto del gruppo. Funzionano bene e sono dotati di ABS assistito da un modulo di supporto che tiene conto dell’angolo di inclinazione. Se si abusa un po’ del freno posteriore, è molto facile che l’ABS entri in funzione, con una risposta simile a quella di un ingranaggio che allunga la fase di frenata. Quello anteriore, invece, non si attiva facilmente, ma garantisce comunque la potenza di frenata necessaria. È presente anche il controllo della trazione, il cui intervento è molto morbido, con la sensazione che venga interrotto l’alimentazione del sistema di trasmissione.

Esistono cinque modalità di guida: Città, Autostrada, Sport, Pioggia e Personalizzata, che modificano la risposta dell’acceleratore, del freno motore, della velocità massima, ecc. Ovviamente la modalità Sport è la più divertente e permette accelerazioni fulminee, senza però esagerare. Raggiunge i 0-60 km/h in soli 3,7 secondi… Inoltre abbiamo registrato una velocità massima di 115 km/h. Insomma, la C6 permette di uscire dalla città e di utilizzare le strade extraurbane senza alcun problema.
Una vera atleta urbana
La FF.C6 si sente molto agile e il peso del nostro corpo influisce sulle sue reazioni. Dispone di sospensioni che funzionano molto bene, assorbendo qualsiasi irregolarità del terreno. Attira l’attenzione il funzionamento del parallelogramma superiore della forcella, con i suoi continui rimbalzi, anche se non è consigliabile distrarsi, poiché nelle C6 le cose possono succedere molto velocemente. Il semplice controllo della velocità è un altro dei vantaggi di questo veicolo. Ideale per affrontare i percorsi più noiosi o per evitare multe per distrazione.
L’estetica così curata è una priorità nella FF.C6 e offre dettagli come il design simmetrico delle pinne che ospitano i diversi interruttori. Al punto che i pulsanti degli abbaglianti si trovano troppo vicini agli altri pulsanti e richiedono un periodo di adattamento per non confonderli. Inoltre, non dispongono di funzione di autodisattivazione e è necessario premere nuovamente i pulsanti per disconnetterli.
Ricarica rapida
Di default, il consumo è espresso in percentuale della carica della batteria per chilometro percorsa. Arrotondando, si ottengono più di 100 km di autonomia. In questa prima valutazione non siamo riusciti a confermarlo a causa del formato della presentazione. Abbiamo percorso in totale poco più di 60 km con diverse soste, durante le quali l’organizzazione decideva di ricaricare le moto anche se non si era ancora raggiunta la riserva di autonomia. Quello che invece abbiamo potuto verificare è che, in appena un’ora di pausa pranzo, la moto ha ricaricato praticamente quei 80% di energia annunciati, passando da un 23% a un 97%.
Royal Enfield è stata una delle prime case produttrici a dotare le proprie moto di un sistema di navigazione. Inizialmente si trattava del semplice Tripper, che indicava la direzione tramite frecce; oggi, il suo cruscotto tattile, costituito da un pannello TFT circolare da 3,5 pollici, permette di visualizzare la mappa per la navigazione qualora ce ne sia bisogno. Il GPS può essere utilizzato anche tramite un sistema più semplice basato su frecce e distanze, posizionato sul bordo dello schermo, dando priorità alle informazioni essenziali per la guida. In definitiva, un aiuto reso possibile dalla tecnologia attuale e molto comodo per l’uso quotidiano.
Una forte scommessa a un prezzo accessibile
Royal Enfield ha costruito una nuova fabbrica a Chennai per la sua divisione di motociclette elettriche. Si parla di un investimento di 7 milioni di dollari per lo stabilimento e l’intero progetto ha comportato un costo totale di 22 milioni di dollari. Dopo la FF.C6 arriverà la scrambler FF.S6, che abbiamo potuto vedere in diretta in una versione personalizzata estremamente artistica. E ce ne saranno altri, se tutto procederà come previsto.
Royal Enfield, mantenendo la sua politica di prezzi accessibili, ha fissato il prezzo della sua inedita novità elettrica a 5.990 €. Si tratta di un importo più che equilibrato, considerando tutto ciò che offre e che abbiamo cercato di descrivere nel testo. Inoltre, è disponibile in tre colori diversi: Flea Green, Storm Black e Parachute White. Conosciamo già la disponibilità di quest’ultimo colore bianco durante la stessa presentazione. Non bisogna dimenticare che ogni colore è abbinato a un tono specifico del telaio. A questo si chiama attenzione ai dettagli.
La novità ha iniziato la sua commercializzazione in India la scorsa primavera, per raccogliere ulteriori informazioni prima del suo lancio in Europa. Per il momento, la Flying Flea sarà distribuita attraverso cinque concessionari in Europa, situati a Londra, Berlino, Parigi, Roma e Barcellona. Quello del nostro paese condivide le strutture con Royal Enfield Barcelona, situato in Carrer de Buenos Aires, 53, Eixample.
Flying Flea rappresenta una scommessa molto importante da parte di Royal Enfield, che mira a democratizzare la mobilità urbana sostenibile con un tocco di grande stile e disinvoltura. Ci troviamo forse di fronte a una “piaga” di pulci volanti dallo stile unico?