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Polestar offre un assaggio di come saranno le sue auto in futuro: “Avevamo bisogno di un’evoluzione audace, non di una rivoluzione”.

Polestar offre un assaggio di come saranno le sue auto in futuro: “Avevamo bisogno di un’evoluzione audace, non di una rivoluzione”.

08/09/2026 15:00

Aggiornato a

08/09/2026 15:00

Polestar ha deciso da tempo di separarsi dalla casa madre Volvo al fine di conquistare il mercato automobilistico elettrico mondiale. Sebbene i piani non siano andati esattamente come previsto, gli svedesi non abbassano la guardia. Nel prossimo mese di ottobre, Polestar svelerà ufficialmente il prototipo Formula 2030, il primo veicolo sviluppato da zero sotto la guida di Philipp Römers, responsabile del design del marchio dal gennaio 2025.

Questo modello sperimentale non rimarrà un semplice esercizio stilistico. La sua concezione servirà per trasferire soluzioni aerodinamiche, estetiche e strutturali ai modelli di produzione in serie più immediati, a partire dal successore della Polestar 2 previsto per il 2027 e proseguendo con l’inedita Polestar 7, un fuoristrada di dimensioni compatte progettato per il 2028. Recentemente, l’azienda ha aggiunto alle sue linee di prodotto la Polestar 4, dotata di un’autonomia di 630 chilometri (WLTP) e di un prezzo di partenza in Spagna di 54.390 euro, senza offerte o sconti.

Aerodinamica funzionale con canale S-duct e escursione delle ruote

Polestar Formula 2030 Lateral

Sul piano tecnico e dinamico, la Formula 2030 si distingue per una posizione ribassata e ampia che ottimizza il baricentro e aumenta la sensazione di sportività. Uno dei tratti più rilevanti delle sue linee guida è l’introduzione di pendenze negative marcate sulle ruote anteriori, una configurazione pensata per massimizzare la superficie di contatto del pneumatico durante le curve a alta velocità.

L’aspetto aerodinamico prevede un sistema di condotto frontale chiamato S-duct. Questo canale prende il flusso d’aria direttamente attraverso la calandra anteriore e lo devia per farlo uscire da un’ampia apertura situata sopra il cofano. Questa soluzione canalizza l’aria riducendo le turbolenze e genera una forza discendente che mantiene l’asse anteriore a contatto con l’asfalto anche a velocità elevate.

Differenze nel telaio rispetto a Volvo e luci a forma di lama riconoscibili

Presentazione Polestar

L’evoluzione tecnica mira a rafforzare la differenziazione dinamica rispetto alla casa madre Volvo, basandosi su un approccio prestazionale orientato soprattutto alla guida pura e al comportamento su strada. Nonostante il design angolare della parte anteriore, il modello mantiene elementi distintivi come i gruppi ottici diurni a forma di doppia lama (Dual Blade). Lo stesso Römers ha affermato: "Il design e il marchio Polestar sono già molto solidi, quindi era evidente che avevamo bisogno di un’evoluzione audace, non di una rivoluzione, di ciò che abbiamo costruito finora".

Il design rinuncia intenzionalmente a elementi aggressivi e vistosi per mantenere un equilibrio funzionale di tipo nordico, in cui ogni componente della carrozzeria svolge una funzione specifica nella gestione dell’aria e nell’efficienza energetica dei sistemi elettrici. In futuro, tutti i modelli Polestar seguiranno questa nuova filosofia di progettazione. Di recente l’azienda ha annunciato il ritiro dal mercato nordamericano per concentrare i propri sforzi in Europa. Il suo CEO, Michael Lohscheller, ha ribadito l’impegno dell’azienda verso la mobilità 100% elettrica: “Non produrremo modelli ibridi per l’Europa”.

Obiettivi commerciali e scala industriale verso 100.000 unità

Sotto la guida del suo amministratore delegato, Polestar è immersa in una fase di riorganizzazione finanziaria finalizzata alla redditività. Nel primo semestre del 2026, l’azienda ha registrato perdite nette per 842 milioni di dollari (circa 623 milioni di sterline), il che rappresenta una riduzione del 29% rispetto ai dati dello stesso periodo del 2025. Il piano operativo prevede di raggiungere 100.000 consegne annue, contro le 60.000 unità vendute nel 2025. Per sostenere questa crescita, il marchio punterà ai segmenti di maggior volume commerciale in Europa, utilizzando le architetture che verranno introdotte con i Polestar 2 e 7 derivati da questo nuovo prototipo.