“Perdiamo denaro con ogni camion elettrico”: il CEO di Scania indica il responsabile, che non sono i marchi cinesi.

Il camion elettrico è ormai una realtà sia negli Stati Uniti – con il Tesla Semi come protagonista – che nel Vecchio Continente e in Cina, dove i vari marchi mirano a produrre 100.000 unità entro il 2030. In Europa, Mercedes, MAN e Scania sono i marchi principali; nel caso del produttore svedese, che è anche uno dei costruttori di camion più innovativi dell’UE, come dimostra il suo camion elettrico in grado di percorrere 720 km.
Tuttavia ciò non significa affatto che la sua divisione dedicata ai camion elettrici sia redditizia. Lo ha ammesso lo stesso CEO, Christian Levin, il quale, in un’intervista pubblicata da Trucksales.com.au, ha rivelato che al giorno d’oggi “perdiamo denaro con ogni camion elettrico”.

Indicate il colpevole: non sono le marche cinesi
La colpa non ricade sulle marche cinesi, le quali, come riconosciuto, possono offrire camion elettrici fino al 40 % più economici rispetto a quelli europei. No, secondo il CEO di Scania il principale responsabile è la scarsa domanda di questo tipo di camion in Europa e, in ultima analisi, l’UE, che impone una quota di camion elettrici oggi “impossibile” da raggiungere. “Non accadrà”, insiste il CEO di questa azienda.
Analizzando la situazione, l’UE – di cui Mercedes si è lamentata per la politica più recente che renderebbe le auto ancora più costose – appare come la vera responsabile, poiché in passato ha approvato una normativa che richiede una quota di mercato del 35 % per i camion elettrici rispetto a quelli a motore termico; tutto questo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dell’UE entro il 2030.
E il CEO di Scania insiste: “non succederà”, poiché si prevede che la quota dei camion elettrici in Europa raggiungerà soltanto il 2,6 %. Inoltre, indica come responsabile l’UE, la cui normativa “costituisce una minaccia maggiore per l’industria europea di quella che molti menzionano, ovvero quella delle marche cinesi. Io parlo della minaccia di Bruxelles. Si tratta di una minaccia dell’UE che pende sulle nostre teste, ed è assurdo”.

Levin si riferisce specificamente alle multe che l’UE potrebbe imporre ai produttori se non si raggiunge tale quota, multe che significherebbero una perdita considerevole di denaro, anzi, davvero molto denaro. Non a caso, uno dei maggiori concorrenti di Scania, Daimler, ha affermato che il mancato raggiungimento di questo obiettivo anche solo per 10 punti percentuali potrebbe comportare una multa di 1,2 miliardi di euro.
Oltre alle multe, non sono ancora redditizie: perché?
Anche il CEO di Scania ha parlato della situazione attuale dell’industria dei camion elettrici. Lasciando da parte le possibili multe da parte dell’UE, Levin non esita ad ammettere che in Scania “perdiamo denaro con ogni camion elettrico”.
Il motivo? Ancora una volta è legato alle previsioni dell’UE… e all’ottimismo dei marchi europei, non cinesi.

Ma c’è una soluzione, e proviene al di fuori dell’UE
Ora bien, il CEO di Scania ritiene che l’UE stessa e i governi dei suoi paesi possano aiutare a trovare una soluzione… affinché i camion elettrici non subiscano perdite economiche. Come? Permettendo a questo tipo di camion di disporre di una maggiore capacità di carico.
E a tal fine suggerisce che l’Europa continentale segua l’esempio del Regno Unito, passando da una configurazione 4x2 – con 4 ruote sull’asse posteriore e 2 su quello anteriore – a una configurazione 6x2 o addirittura 6x4.
Questo permetterebbe al camion elettrico di trainare un carico maggiore, che si stima possa raggiungere “potenzialmente fino a cinque tonnellate”. Allora, è possibile compensare questa situazione? Sì, è possibile e si deve fare”, conclude.