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Pannelli nei parcheggi? Tutti li chiedono ma non sono competitivi senza incentivi

Pannelli nei parcheggi? Tutti li chiedono ma non sono competitivi senza incentivi

I parcheggi solari, a leggere i proclami dei No Watt e anche di molte persone in buona fede, diventano spesso una scusa per bloccare gli impianti industriali. L’idea di puntare esclusivamente sulle pensiline, come qualcuno invoca quotidianamente, non rappresenta però una soluzione economicamente sostenibile. A dirlo è chi i parcheggi li gestisce davvero: la Coop, in particolare Coop Romagna, che sottolinea la minore competitività delle pensiline e avanza una proposta concreta. Lo Stato, suggeriscono, dovrebbe aiutare a coprire il costo della struttura; loro, in cambio, si impegnerebbero a installare i pannelli.

La proposta:«Sostegno alla struttura portante, i pannelli li mettiamo noi e si svilupperebbe la rete di ricarica»

Legacoop Romagna lancia la proposta a tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni: sostenere le pensiline fotovoltaiche sui parcheggi. «L’idea è di concentrare il sostegno sulla struttura portante della pensilina e sulle opere accessorie, lasciando a carico dell’investitore il solo costo dell’impianto di generazione. Questo intervento mirato agirebbe sull’elemento che oggi blocca la diffusione di questa tecnologia, rendendo l’investimento finalmente sostenibile nei tempi. Con vantaggi ulteriori: più ombra, nessuno spreco di suolo e una rete di ricarica elettrica che cresce insieme alla produzione rinnovabile, invece di correre su binari separati».

Parcheggi

Secondo Legacoop gli obiettivi energetici al 2030 potrebbero trovare una risposta negli investimenti nei parcheggi. «Occupando appena lo 0,15% circa del territorio nazionale, meno di un sesto della superficie complessiva già oggi occupata dai parcheggi. Lo spazio, insomma, non è mai stato il problema. – dice il responsabile Energia di Legacoop Romagna, Emiliano Galanti -. I grandi impianti a terra o eolici scontano iter autorizzativi di anni, le pensiline richiederebbero tempi molto più brevi, ma il motivo per cui questo tipo di struttura non decolla è economico».

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L’investimento non rende. «A differenza di un impianto fotovoltaico su tetto o a terra, una pensilina richiede una struttura portante robusta (fondazioni, pali, travature), un costo aggiuntivo che allunga sensibilmente i tempi di rientro dell’investimento. Per questo, nonostante il potenziale enorme, le pensiline sui parcheggi restano un’opzione marginale per molte aziende e proprietari di aree». Chiaro che nei parcheggi non si risolve il problema, ma può rappresentare un’opportunità.

Finanziamenti non limitati all’autoconsumo ma energia per la rete

Come abbiamo documentato la Regione Emilia-Romagna, ma ci sono problemi simili a Genova, ha pubblicato un bando con gli incentivi per costruire le pensiline fotovoltaiche aziendali. Misura promossa da Legacoop, ma gli esponenti del mondo della cooperazione chiedono di passare dagli impianti pensati per l’autoconsumo del titolare a impianti per immettere energia in rete. Un contributo per il sistema elettrico nazionale.

Parcheggi

«L’autoconsumo è utile, ma da solo non basta a spostare gli aghi della bilancia nazionale, e soprattutto non basta a farlo in fretta – sottolinea Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna -. Chiediamo a chi scriverà i programmi elettorali di impegnarsi per una misura che finanzi le strutture portanti e che sia pensata per impianti a immissione in rete, capace di generare potenza aggiuntiva reale per il Paese in tempi brevi. È una proposta che nasce da Legacoop Romagna ma non è riservata al mondo cooperativo, né alla sola Romagna: parliamo di aziende, centri commerciali, ospedali, parcheggi pubblici di tutta Italia. Chiunque abbia un parcheggio può diventare parte della soluzione, e può farlo rapidamente».

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Insomma c’è spazio da occupare con i pannelli e si può andare oltre l’autoconsumo. Senza dimenticare le opportunità offerte dalla ricarica, leva sottodimensionata nei supermercati Italiani ma ben sviluppata in Francia dove le insegne concorrenti si sfidano nel ribassare l’offerta per attirare gli automobilisti elettrici. E le tariffe scendono sotto i 20 centesimi, perfino competitive con quelle domestiche.

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