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Pannelli: in Sardegna spesi 84milioni per più di 5mila famiglie

Pannelli: in Sardegna spesi 84milioni per più di 5mila famiglie

La Sardegna resta indietro sugli impianti utility‑scale rinnovabili, quelli che permettono di avvicinarsi alla decarbonizzazione, ma ha fatto un gran salto nell’elettrificazione dei consumi domestici grazie ad un bando che finora ha permesso di spendere 84,9 milioni di incentivi per 5.351 famiglie finanziate. Coinvolte più di 200 imprese e l’87% delle aziende interessate erano sarde. Si tratta di 16 MW di nuova capacità fotovoltaica domestica e a circa 26,8 MWh di capacità di accumulo. Sarebbe stato più efficace investire sugli impianti più grandi performanti, ma c’è il tema altrettanto importante dell’autoproduzione. In questo caso si spera possa stimolare l’elettrificazione dei consumi nell’isola ad iniziare dalla mobilità elettrica che diventerebbe molto conveniente per le famiglie.

Finanziate tutte le domande ammissibili, finanziato anche il sistema di accumulo

La Regione Sardegna ha completato lo scorrimento della graduatoria degli incentivi destinati alle famiglie sarde oltre per l’installazione degli impianti fotovoltaici domestici anche dei sistemi di accumulo. Con l’ultima determinazione sono state finanziate altre 4.061 domande, per complessivi 64,9 milioni: 2.569 istanze del 2026, per 39,99 milioni, e 1.492 del 2027, per 24,91 milioni.

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Arriva al capolinea il percorso avviato nel 2025. Delle 6.009 domande presentate, le prime 1.290 erano state finanziate con 20 milioni di euro nel 2025; ora sono state finanziate le altre. E come sottolineano dalla Regione: «Nessuna domanda ammissibile resta senza copertura finanziaria».

Un bando per famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, contrasto alla povertà energetica

L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu: «Siamo partiti nel 2025 con un progetto sperimentale e, di fronte a una partecipazione straordinaria, abbiamo scelto di dare una risposta a tutte le famiglie in possesso dei requisiti. Oggi possiamo dire che tutte le domande ammissibili sono finanziate. La transizione ecologica diventa così uno strumento concreto di contrasto alla povertà energetica e di riduzione strutturale della spesa delle famiglie». Il dato sociale, visto i limiti della performance nella produzione, è quello rilevante.

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«Non si tratta soltanto di finanziare l’installazione di un impianto – prosegue Piu – ma di consentire alle famiglie di ridurre in modo strutturale la spesa energetica, producendo e accumulando l’energia necessaria ai propri consumi. La Regione sostiene integralmente le spese ammissibili e, nello stesso tempo, rafforza una filiera di imprese qualificata e diffusa in tutto il territorio regionale».

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Complessivamente, tra il progetto pilota 2025 e lo scorrimento 2026-2027, sono 5.351 le famiglie finanziate, per circa 84,9 milioni di incentivi. Il programma ha inoltre generato un effetto sulla filiera produttiva locale: già nella fase pilota erano state coinvolte più di 200 imprese e l’87% delle aziende interessate erano sarde.

Nuova capacità fotovoltaica per 16MW e 26,8 MWh di accumulo

I 5.351 interventi finanziati corrispondono, secondo la Regione, ad almeno 16 MW di nuova capacità fotovoltaica domestica e a circa 26,8 MWh di capacità di accumulo. «Applicando gli stessi parametri di stima già utilizzati dalla Regione per il settore residenziale – 1.300 ore equivalenti annue e una quota media di autoconsumo del 70% – la produzione potenziale è pari a circa 20,9 GWh di energia rinnovabile all’anno, di cui circa 14,6 GWh potenzialmente autoconsumati dalle famiglie, con una conseguente riduzione dei prelievi dalla rete e della spesa per l’energia elettrica».

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A questo punto la Regione potrebbe avviare una campagna informativa per stimolare l’elettrificazione delle attività a iniziare dalla mobilità elettrica. Non solo i pannelli ma anche il sistema di accumulo finanziato garantiscono un gran risparmio rispetto all’alternativa fossile per ebike, scooter, auto e mezzi da lavoro.

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Non finisce qui, altri 28 milioni programmati per il 2028

Il programma non si conclude con lo scorrimento della graduatoria per il 2028 sono previsti 27,9 milioni, oltre alle eventuali economie derivanti dalle annualità precedenti, che saranno utilizzati attraverso un nuovo avviso. «La nuova fase allargherà la platea attraverso l’innalzamento della soglia ISEE e introdurrà maggiori agevolazioni e premialità per le famiglie numerose e per i nuclei con persone con disabilità, prevedendo inoltre la possibilità di finanziare impianti di maggiore potenza quando sia necessario alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo energetico».

Bene, bravi, bis. Ma attenzione la transizione non si fa sui tetti delle case, opera lodevole e necessaria e giustamente da finanziare, visto che la potenza di una sola turbina eolica può essere maggiore di tutti i pannelli finanziati. Ma su questo fronte la politica della Regione Sardegna non è limpidissima, si punta sul metanodotto e si è brindato spesso ai progetti bocciati e mai quelli approvati. Nei giorni scorsi Emilia Romagna e Puglia hanno contestato il Governo Meloni, più gli imprenditori siciliani, per gli ostacoli all’eolico offshore. La Sardegna su questi fronte non si sente, anzi ricordiamo la presidentessa Alessandra Todde in missione da Giorgia Meloni per chiedere di fermare trenta progetti di rinnovabili. Ma ripetiamo la decarbonizzazione può iniziare sui tetti, ma non finire nelle case e nelle aziende.

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