← Torna alle notizie
Altro

Ostacoli all’elettrico? Le difficoltà del digitale più i prezzi

Ostacoli all’elettrico? Le difficoltà del digitale più i prezzi

«Chi è digitale usa la mobilità condivisa e sostenibile molto più di chi si dichiara sostenibile». Questo il dato più interessante del rapporto della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Una ricerca che ha analizzato il rapporto tra i cittadini italiani, le microimprese e la mobilità sostenibile, evidenziando come la transizione digitale nel settore dei trasporti incontri ancora notevoli barriere culturali e strutturali. Il campione degli intervistati esprime anche scetticismo sui veicoli elettrici a causa del prezzo. Senza dimenticare l’ignoranza sull’impatto ambientale.

La conoscenza digitale apre la porta ai servizi di mobilità sostenibile.

Il livello di alfabetizzazione digitale è un volano e allo stesso tempo un freno per la mobilità a basse e zero emissioni. Fino al paradosso che chi è meno sostenibile ma digitale usa i servizi di mobilità green più di chi si dichiara attento all’ambiente ma con scarse conoscenze digitali. Parlano i numeri – sintetizzati nella tabella sotto – che ci dicono che solo il 3% dei sostenibili analogici utilizza i servizi di car/bike sharing e carpooling. Si sale al 5% per la mobilità pubblica e qui il servizio può essere acquistato anche analogicamente rispetto ai primi due. Il paradosso arriva ora: i cittadini digitali ma non attenti alla sostenibilità utilizzano i servizi di sharing 6 volte di più degli analogici (18% contro 3%).

Il boom arriva con i cittadini sostenibili e digitali: qui il 30% del campione usa il car pooling e il 32% il car/bike sharing. Una grande distanza che diventa stratosferica con gli analogici sostenibili. Il messaggio? Per far crescere l’utilizzo di servizi green come il car sharing – sempre più elettrico – bisogna investire sull’educazione digitale e semplificare l’accesso. Permettere l’utilizzo della carta di credito o del bancomat, per esempio, per la ricarica dell’auto aiuta i tanti che hanno poca dimestichezza con le App.

Il 41% dei cittadini non conosce le App di ricarica, car sharing e pooling

La scarsa alfabetizzazione digitale è uno dei freni alla mobilità condivisa ed elettrica. Se caricare a casa un’auto elettrica è semplice, l’accesso alla colonnina può diventare un rompicapo soprattutto se si vuole scegliere la tariffa più conveniente. Ma il problema non riguarda solo i servizi digitali per la ricarica – sconosciuti al 41% dei cittadini e solo il 5 li utilizza – ma pure il car e il bike sharing. Il 36% del campione non conosce questi servizi digitali che permettono lo sharing di auto e moto. Va peggio al car pooling, servizio sconosciuto al 39% del campione e utilizzato regolarmente dal 4% degli intervistati. Non sfonda la condivisione dell’auto tra più persone che effettuano lo stesso tragitto, ad esempio casa-lavoro o casa-scuola, per ridurre il numero di veicoli in circolazione.

Digitale

Si sale ad un tasso di ignoranza del 41% per le App dedicata alla mobilità dolce e integrata e stiamo parlando anche dell’acquisto dal telefono di un semplice biglietto dell’autobus. Ecco il dato: su conoscenza e utilizzo di app o siti per l’acquisto di ticket per il trasporto pubblico il 40% della popolazione dichiara di non conoscere questi strumenti. E la conclusione dei ricercatori sono chiari: «Chi ha meno alternative al trasporto pubblico è chi meno riesce a usarlo in digitale».

L’elemento prezzo, pochi vogliono spendere di più rispetto al termico

Gli autori del Report Mobilità sostengono che «Il prezzo, non l’ambiente, resta il vero dubbio degli italiani nella transizione verso l’auto elettrica». Questa la conclusione, ma l’analisi è più complessa. La certezza è una: c’è confusione. Vediamo il comportamento degli intervistati. «Il 58% degli italiani (quasi 6 su 10) si dice d’accordo nel voler scegliere un’auto ibrida/elettrica anche se costa di più, ma posta la stessa domanda in negativo il 66% si dichiara in disaccordo a spendere di più: due posizioni opposte separate da 8 punti percentuali. La posizione degli italiani sul sovrapprezzo dell’auto elettrica non è ancora formata né stabile».

Digitale

La rilevanza dell’elemento economico emerge nelle risposte degli insostenibili digitali, questo campione è più coerente nell’esprimere la sua volontà di non spendere di più. Al contrario chi si dichiara più sostenibile non è convinto della spesa maggiore.

I laureati sono i più ignoranti sulla mobilità elettrica

Nel report leggiamo che il 64% degli italiani è convinto che l’auto ibrida/elettrica riduca costi e impatto ambientale, ma il 54% si dice altrettanto convinto che inquini quanto una a benzina/diesel: due convinzioni opposte separate da 10 punti percentuali. «La posizione degli italiani sull’impatto ambientale dell’auto elettrica non è ancora formata né stabile». Anche qui tanta confusione che spiega perché siamo tra gli ultimi per elettrificazione in Europa.

Digitale

La domanda “L’ibrida/elettrica inquina come il diesel” – vedere la tabella sopra – fa emergere l’ignoranza degli italiani sul tema, la gran parte è convinta che le auto a emissioni zero sono inquinanti come quelle con il gas di scarico. La sorpresa? Questa convinzione è più alta nelle città più grandi dove la qualità dell’aria è peggiore. Un altro dato che stupisce è quello sul livello di istruzione. A sorprendere sono i laureati e chi vanta un master: il 53,6% ritiene che un’auto ibrida o elettrica inquini quanto una diesel. Una convinzione condivisa anche dal 48% di chi ha la licenza media e dal 43% dei diplomati, ma questi sono in minoranza rispetto al campione.

La ricetta: prezzi minori, più informazione e sistema digitale funzionale

Per superare gli ostacoli sono necessari prezzi più competitivi con le auto termiche e un’informazione corretta che oggi manca ed è infarcita di fake news. Ma il focus della ricerca è il digitale e qui è utile leggere le conclusioni dei ricercatori. «Anche chi ha già una formazione digitale ed una familiarità con strumenti tecnologici avanzati, presenta in realtà una naturale difficoltà ad utilizzare servizi digitali all’interno dei propri contesti di mobilità, proprio perché i comportamenti di viaggio sono radicati e consolidati e non ammettono “salti nel buio”».

Serve un salto verso la facilità d’uso. «Molti sistemi di offerta di spostamento sono singolarmente molto innovativi dal punto di vista tecnologico ma spesso poco funzionali dal punto di vista sistemico». Il caso più evidente sono le tante App per la ricarica nelle colonnine pubbliche. Bisogna ridurre la complessità. Dal 1 gennaio 2027 via libera ai pagamenti con la carta di credito, una svolta necessaria. La ricerca completa, presentata in corso dell’Ordine dei giornalisti, si può scaricare dal link.

LEGGI anche: L’auto italiana può vincere la sfida elettrica se gioca d’anticipo e guarda il VIDEO

Articolo Precedente

Il General Manager Electra: "Le tariffe orarie limitano i danni del caro energia"

Articolo Successivo

Produzione di idrogeno: anche qui flop e rinunce