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Nuove regole per la fotovoltaica a partire dal 1° dicembre. La batteria di accumulo può essere più di due volte più potente

Nuove regole per la fotovoltaica a partire dal 1° dicembre. La batteria di accumulo può essere più di due volte più potente

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Con l’installazione di un impianto fotovoltaico da 5 kW, il serbatoio potrà avere una capacità fino a 11 kW.

La capacità del serbatoio non verrà aggiunta alla potenza dell’impianto microelettrico, qualora siano soddisfatte due condizioni previste dalla legge.

Il limite di 2,2 si riferisce alla potenza in kW, e non alla capacità dell’accumulatore espressa in kWh.

La modifica deriva dalla legge del 4 settembre 2026 che introduce modifiche alla legge sulle energie rinnovabili e ad alcune altre leggi. Il Presidente l’ha firmata il 15 ottobre; il giorno successivo è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale con la numerazione 1347, e la maggior parte delle sue disposizioni entrerà in vigore il 1° dicembre 2026. Una delle modifiche riguarda l’articolo 7 della legge – il Codice energetico e le norme per la gestione degli impianti microelettrici collegati a serbatoi di energia.

A partire dal 1° dicembre il primo di questi limiti verrà notevolmente aumentato.

Fotovoltaico da 5 kW e serbatoio da 11 kW? Sì

Le nuove disposizioni prevedono che la capacità di un serbatoio di energia elettrica non venga inclusa nella potenza installata della microinstallazione, qualora siano soddisfatte due condizioni. In primo luogo, la capacità del serbatoio non può superare il 2,2 volte la potenza installata della microinstallazione. In secondo luogo, la potenza totale che può essere immessa in rete tramite la microinstallazione e il serbatoio non può superare la potenza della sola microinstallazione.

Per un impianto fotovoltaico da 5 kW, ciò significa che è possibile utilizzare un accumulatore con una capacità fino a 11 kW. Con un impianto da 8 kW il limite sarà di 17,6 kW, mentre con 10 kW raggiungerà i 22 kW. Tuttavia, ciò non implica che il proprietario di un impianto da 5 kW possa improvvisamente inviare in rete 16 kW contemporaneamente provenienti da pannelli e accumulatore. La potenza massima inviata in rete deve comunque rimanere limitata a 5 kW. È proprio questa condizione che permette di aumentare la capacità degli accumulatori senza un aumento proporzionale del carico sulla rete di distribuzione.

Perché modificare le normative?

Il problema deriva, tra l’altro, dalla definizione legale di microimpianto. In linea di principio, si tratta di un impianto a fonti rinnovabili la cui potenza elettrica installata non supera i 50 kW. Oltrepassare questo limite fa sì che l’impianto rientri in un’altra categoria e comporta procedure aggiuntive.

Le regole attuali limitavano quindi la possibilità di utilizzare batterie più potenti, soprattutto nelle microcentrali di maggiori dimensioni. Il ministero dell’ambiente spiega che questa modifica mira a facilitare ai produttori di energia l’accumulo degli eccessi per uso personale e ad aumentare l’autocottura, invece di inviare una grande quantità di energia fotovoltaica nella rete durante le ore di massima insolazione.

La soluzione rappresenta quindi una sorta di compromesso: il produttore di energia può installare una batteria molto più potente e caricarla più rapidamente o utilizzare la sua capacità nella propria installazione, ma dal punto di vista della rete continua a comportarsi come una fonte con la potenza precedente.

11 kW non è lo stesso di 11 kWh

In questo ambito è facile commettere errori. Il multiplo di 2,2 previsto dalla legge si riferisce alla potenza del serbatoio espressa in kilowatt, ovvero kW. Non si tratta della sua capacità, indicata in kilowattora, ovvero kWh. La potenza indica con quale intensità il serbatoio può assorbire o rilasciare energia. La capacità, invece, indica quanta energia è possibile accumulare al suo interno.

Un serbatoio può quindi, ad esempio, avere una potenza di 10 kW e una capacità di 20 kWh. Ciò significa che può funzionare con una potenza fino a 10 kW, ma accumulare 20 kWh di energia. La modifica alla normativa in questione non introduce un limite di capacità dell’accumulatore basato sul multiplo 2,2. Durante i lavori di redazione della legge, il Ministero del Clima e dell’Ambiente ha sottolineato chiaramente che la norma si riferisce alla potenza e non alla capacità del serbatoio.

Questo è anche il motivo per cui non si dovrebbero mescolare le nuove regole di connessione con i requisiti del programma di sovvenzioni per gli accumulatori domestici di energia. Nel programma di sostegno attuale, invece, è previsto un requisito relativo alla capacità: l’accumulatore soggetto a sovvenzione deve avere almeno 2 kWh di capacità per ogni 1 kWp di potenza massima della fotovoltaica. Si tratta di una regola separata del programma di sovvenzioni, e non di un limite derivante dalla Legge sull’energia.

L’accumulatore deve comunque essere segnalato all’operatore

I nuovi regolamenti non significano nemmeno che sia possibile collegare semplicemente l’accumulatore senza informare l’operatore del sistema di distribuzione (OSD). Quando viene presentata la domanda per una microinstallazione con accumulatore, l’operatore riceve i dati relativi ai dispositivi e alle loro specifiche. La modifica introduce inoltre la precisazione che, nel caso di collegamento dell’accumulatore insieme alla microinstallazione, nella domanda dovrà essere indicata anche la sua potenza elettrica installata. Gli operatori richiedono già attualmente documentazione relativa all’accumulatore, all’inverter e alla configurazione dell’intero sistema.

È importante sottolineare che le nuove regole si applicheranno anche alle domande presentate prima del 1° dicembre 2026, qualora non siano ancora state esaminate entro tale data. In tal caso, l’operatore potrà chiedere al proprietario dell’installazione di integrare la documentazione con le informazioni riguardanti la potenza dell’accumulatore.

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Un accumulo più grande non è sempre necessario

Tuttavia, il multiplo legale di 2,2 non deve essere considerato una raccomandazione per la scelta del dispositivo. Si tratta del livello massimo entro il quale la potenza dell’accumulo non verrà sommata alla potenza della microinstallazione una volta soddisfatto il secondo requisito.

Per una casa tipica dotata di un impianto fotovoltaico da 5 kW, un accumulo in grado di funzionare con una potenza di 11 kW può semplicemente non essere necessario. La scelta dovrebbe dipendere, tra le altre cose, dal consumo energetico, dalla potenza degli apparecchi in casa, dalla produzione fotovoltaica, dalla capacità della batteria, dai parametri dell’inverter e dal fatto che l’accumulo debba anche fornire alimentazione di emergenza.

La modifica più importante a partire dal 1° dicembre non consiste quindi nel fatto che ogni produttore di energia dovrebbe acquistare un accumulatore più potente di due volte. La revisione elimina la limitazione che finora legava la capacità dell’accumulatore a quella della fonte in un rapporto di 1:1. Il produttore di energia ottiene maggiore libertà nella configurazione dell’impianto, ma la potenza inviata alla rete rimane limitata al livello della stessa microinstallazione.

Piotr Sobczyk