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I tedeschi vogliono sovvenzionare esclusivamente le auto elettriche europee. Le Cina devono iniziare a trovare soluzioni alternative?

I tedeschi vogliono sovvenzionare esclusivamente le auto elettriche europee. Le Cina devono iniziare a trovare soluzioni alternative?

I partiti al governo in Germania discutono di limitare i sussidi esclusivamente alle auto elettriche prodotte nell’Unione Europea. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ciò ha conseguenze per tutti noi: la Germania è il più grande mercato automobilistico d’Europa, che fornisce veicoli usati a almeno un terzo del continente. Se la Germania non acquisterà una nuova auto elettrica cinese, né il danese, né l’italiano, né il polacco la useranno in seguito, riducendo così la domanda di posti di lavoro (per i meccanici) e di componenti.

La Germania, ovvero l’Unione Europea che le crea ostacoli

La Germania è oggi la quinta economia mondiale. Seguendo l’esempio della Cina o addirittura di Donald Trump, avrebbe potuto decidere di chiudersi alle auto elettriche provenienti dal Continente, se… non facessero parte dell’Unione Europea. I fondamenti dell’Unione Europea sono infatti la libertà di pensiero, l’onestà e un approccio aperto al commercio basato su regole chiaramente definite: le regole dell’Unione. Inoltre, il chiudersi in sé è una spada a doppio taglio: facilita la vita alle economie nel presente, ma la mancanza di libertà impedisce ai cinesi di progettare un’auto bella senza l’aiuto dei designer europei. Anche nel settore delle auto elettriche non ce l’avrebbero fatta senza le chiare indicazioni di Elon Musk.

BYD Dolphin Surf, un’auto elettrica attraente grazie a un designer europeo

La situazione della Germania è particolarmente difficile perché solo nel settore automobilistico ci sono 0,73 milioni di lavoratori, e per ciascuno di loro corrispondono circa 7 posti di lavoro (5,11 milioni) presso i fornitori. In totale si tratta di oltre 5,8 milioni di persone che hanno famiglie da mantenere e figli da sfamare, ecc. Per questo i partiti al governo in Germania vogliono che il sistema di sovvenzioni per le auto elettriche favorisca modelli prodotti in Europa. Ci sono persino voci secondo cui i soldi dei contribuenti tedeschi finanziano principalmente produttori cinesi, anche se per ora i dati non confermano queste preoccupazioni. Tra le prime 50.000 domande di sovvenzione, solo il 15% riguardava auto “Made in China”.

Linea di produzione dell’Audi Q6 e-tron (c) Audi

Il potenziale divieto tedesco di sovvenzionare automobili elettriche cinesi si scontra proprio con le normative dell’Unione europea. Non esistono direttive paneuropee pronte che, sulla base di principi equi, vietassero tali sovvenzioni per veicoli “Made in China”. Inoltre, va aggiunto che anche le iniziative francesi, volte a limitare il leasing sociale esclusivamente ai veicoli prodotti nel Vecchio Continente, hanno incontrato gli stessi ostacoli legislativi. Nonostante ciò, i partiti tedeschi mirano all’introduzione di norme appropriate a favore dei veicoli prodotti localmente.

Controllo finale durante l’assemblaggio dell’Audi Q6 e-tron (c) Audi. È interessante notare che le persone in queste foto appaiono arcaiche, mentre i robot sembrano moderni, anche se in questa fase i robot risultano notevolmente peggiori delle persone.

Tuttavia, tutto questo impianto può servire anche a un altro scopo. Le case automobilistiche tedesche cercano infatti di limitare le normative europee volte a rendere più severe le regole riguardanti le emissioni dei veicoli ibridi plug-in. I test dimostrano infatti che gli ibridi alimentati dalla rete elettrica emettono fino a 3,5 volte più CO2 di quanto indicato nelle dichiarazioni ufficiali. In breve: si tratta di permettere ai produttori tedeschi di vendere veicoli a combustione il più a lungo possibile senza essere puniti per le loro emissioni.

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