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Le nuove norme di calibrazione dovrebbero semplificare lo scambio dei cavi nei punti di ricarica.

Le nuove norme di calibrazione dovrebbero semplificare lo scambio dei cavi nei punti di ricarica.

Il governo federale sta preparando nuove norme di misurazione e calibrazione per le infrastrutture di ricarica. In futuro, lo scambio di cavi di ricarica danneggiati o rubati dovrà essere possibile in determinate condizioni, senza che sia necessario calibrare nuovamente l’intero sistema di misurazione.

Immagine 1: stazioni di ricarica nel parcheggio Trumpf-02

Le nuove norme per le infrastrutture di ricarica dovrebbero entrare in vigore dal 10 ottobre 2028.

Per i gestori di colonne di ricarica è particolarmente rilevante il nuovo paragrafo 29a previsto. Secondo tale disposizione, in futuro sarà possibile sostituire un cavo di ricarica senza che sia necessaria automaticamente una nuova calibrazione dell’intera struttura di ricarica. Per farlo è necessario rispettare i requisiti tecnici e di misurazione e assicurarsi che la sostituzione non influisca sulla precisione delle misure.

La decisione di base a sostegno di questa normativa non è nuova. Già all’inizio del 2026 l’UE aveva rivisto la direttiva sui dispositivi di misura, prevedendo esplicitamente che i cavi di ricarica danneggiati o rubati potessero essere sostituiti più facilmente. La bozza tedesca attuale specifica ora come tali requisiti devono essere attuati a livello nazionale.

La semplificazione riguarderà inizialmente soprattutto le stazioni di carica che verranno messe in servizio a partire dal 10 ottobre 2028 secondo le nuove normative europee. Per le installazioni esistenti, al momento non è prevista una semplificazione analogha su base generale.

Nuove norme di taratura per alleggerire i gestori

Ecco proprio su questo punto si concentrano le prime reazioni della Centralverband Deutsches Kraftfahrzeuggewerbe e del Bundesinnungsverband des Kraftfahrzeughandwerks. Nella loro dichiarazione chiedono di valutare se le norme semplificate per lo scambio dei cavi possano essere applicate anche alle installazioni esistenti. Secondo le associazioni, le stazioni di carica attualmente in funzione dovrebbero poter continuare a operare fino alla scadenza della rispettiva scadenza di taratura senza ulteriori modifiche o riconferme di certificazione.

Per le prese attualmente regolate dalla legge nazionale, la bozza prevede periodi di transizione. Esse dovranno poter essere considerate conformi fino al 9 aprile 2030, mentre le certificazioni esistenti dovranno essere valide al massimo fino al 10 aprile 2038.

Inoltre, le associazioni chiedono una chiara definizione delle responsabilità. Secondo loro, la valutazione della conformità, l’etichettatura e il sigillaggio dovrebbero rimanere compiti dei produttori. Gli operatori, dunque, dovrebbero assicurarsi soltanto che, in caso di sostituzione, venga utilizzato un cavo adeguatamente autorizzato ed etichettato. Anche la qualifica necessaria per effettuare la sostituzione del cavo dovrebbe essere regolamentata in modo chiaro.

La pressione per apportare modifiche non è sorprendente. Già in primavera l’ADAC e diversi sindacati del settore della mobilità e dell’energia avevano evidenziato gli elevati sforzi richiesti dalle verifiche di calibrazione. Secondo loro, lo scambio dei cavi, le manutenzioni e soprattutto i furti di cavi fanno sì che ogni anno siano necessarie molte più verifiche di quante ne vengano ufficialmente riconosciute fino ad ora. Ciò comporta costi aggiuntivi e allunga i tempi di inattività dei punti di carica danneggiati.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per i furti di cavi. Oltre al costo del sostituto del cavo e alle entrate mancate per la ricarica, anche una nuova verifica tecnica può ritardare il ripristino del funzionamento. La nuova normativa dell’UE mira a ridurre questi sforzi aggiuntivi.

Oltre al cambio dei cavi, la proposta prevede ulteriori modifiche per l’infrastruttura di ricarica. In futuro, i risultati delle misurazioni dovranno poter essere visualizzati anche su un dispositivo dell’utente, ad esempio uno smartphone. Secondo le motivazioni fornite, invece, le tariffe di blocco non rientrano nella normativa sulle misurazioni e la calibrazione.

Per le officine automobilistiche che dispongono di punti di ricarica propri, è inoltre importante che dalla nuova regolamentazione, su richiesta delle associazioni del settore, non derivino ulteriori obblighi di documentazione, conservazione o prova. Per gli analizzatori di emissioni e altri strumenti di misura utilizzati in officina, al momento non sono previsti nuovi requisiti, scadenze per la calibrazione o costi aggiuntivi.

Tuttavia, la nuova regolamentazione non è ancora stata approvata. La bozza di proposta si trova nell’attuale procedura legislativa. Il termine per le osservazioni è scaduto il 28 ottobre; pertanto sono ancora possibili modifiche alla formulazione specifica tedesca. La direzione da seguire è però già stabilita dalla direttiva UE: a partire da ottobre 2028, le colonne di carica dovrebbero essere messe in uso in tutta l’Europa secondo requisiti di misurazione armonizzati.