Meno di 7 minuti: Chery entra nella gara per i record di velocità di ricarica


La gara per la velocità di ricarica continua tra i costruttori cinesi. L’ultimo ad entrare in gioco è Chery, che promette 500 km di autonomia in soli 5 minuti di ricarica, senza però specificare i dettagli del programma di lancio per i propri veicoli.
BYD, Geely, CATL, Hongqi: la lista dei produttori cinesi che offrono una ricarica molto rapida in meno di 10 minuti continua ad allungarsi. Ciò è del tutto logico e prevedibile, considerando il metodo di lavoro dell’industria cinese: tutti insieme nella stessa direzione… BYD aveva già aperto la strada con la sua Flash Charge nella primavera scorsa. Ora è il turno di Chery, che entra in questa competizione con la sua tecnologia Volt-Dragon.
Riguardo solo alla potenza di carica, con 1,44 MW Chery è inferiore rispetto ai 1,5 MW o ai 2,2 MW di Geely. Tuttavia, la velocità totale di carica è ancora più vantaggiosa in questo caso. Mentre BYD impiega 9 minuti per raggiungere il 10/97 %, Chery indica 6 minuti e 50 secondi.
Un altro dato che colpisce è i 500 km percorsi in 5 minuti. Ci riferiamo qui all’autonomia recuperata durante le prime 5 minute di carica da un livello del 10 %, ovvero probabilmente tra il 10 % e l’80 %, secondo il ciclo cinese. Anche convertito in WLTP, il valore rimane impressionante. A differenza di BYD, Chery non fornisce informazioni sul comportamento delle sue batterie in condizioni di freddo.
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Distribuzione: il vantaggio di BYD
BYD mantiene comunque un vantaggio significativo rispetto al suo rivale: la sua capacità di implementare rapidamente la propria tecnologia in tutta la gamma di prodotti. Le batterie compatibili con Flash Charge coprono ormai la maggior parte del catalogo delle marche BYD in Cina, dai modelli premium Denza fino alla nuova city car Seagull. Inoltre, dal mese di aprile ha installato più di 12.000 stazioni di ricarica in Cina. Un ritmo inferiore a quello necessario per raggiungere l’obiettivo di 20.000 stazioni entro il 31 dicembre, ma comunque molto veloce.
Dal canto suo, Chery ha sviluppato una colonnina di carica che promette un’efficienza del 96,5 %. Ci sono già 100 stazioni operative, e l’azienda prevede di ne aprire 20.000 entro il 2029, tutte compatibili con la tecnologia V2G. Va menzionata anche la promessa di un braccio robotico per una carica completamente autonoma, il cui appeal aumenterà ulteriormente con l’arrivo sul mercato di veicoli omologati al livello 3 di guida autonoma.
Passiamo ora ai veicoli. Anche in questo caso la politica è di riservatezza: non ci sono conferme sulla disponibilità dei modelli attuali o futuri, né un calendario preciso. L’auto dimostrativa era un SUV iCar V23, il che potrebbe indicare che, come in BYD, la tecnologia Dragon Volt verrà presto proposta su veicoli compatti, potenzialmente destinati all’Europa. Anche su questo punto Chery è rimasto discreto.