Michael Schiebe, responsabile della produzione di Mercedes, avverte l’Unione Europea che due fabbriche tedesche sono in grave pericolo.

23/09/2026 13:30
Aggiornato a
23/09/2026 13:30
La produzione di Mercedes-Benz in Germania non è competitiva secondo gli standard internazionali, soprattutto a causa dei suoi elevati costi del lavoro. Lo ha ammesso lo stesso marchio dopo che uno dei suoi dirigenti di alto livello ha avvertito i lavoratori che due stabilimenti potrebbero chiudere se la situazione non dovesse cambiare.
L’avvertimento è arrivato da Michael Schiebe, membro del consiglio di produzione di Mercedes, durante un’assemblea dei lavoratori tenutasi a Sindelfingen. Secondo estratti del suo discorso condivisi dalla stessa azienda, “se non riusciamo a farcela, dovremo chiudere un stabilimento di assemblaggio in Germania e uno per i motori”. Mercedes non ha specificato quali stabilimenti siano esattamente a rischio.
Una rete industriale con sei impianti in gioco

La rete di produzione tedesca di Mercedes comprende operazioni molto diverse tra loro. Da un lato ci sono le tre fabbriche di assemblaggio di veicoli passeggeri, situate a Sindelfingen, Rastatt e Bremen. Dall’altro, le fabbriche dedicate ai sistemi di propulsione,locate a Untertürkheim, Berlino e Amburgo. Schiebe non ha specificato quale di queste potrebbe essere interessata, limitandosi a descrivere i due centri a rischio in base alla loro funzione: una fabbrica di carrozzeria dedicata all’assemblaggio finale e una fabbrica di propulsione indipendente che produce motori, trasmissioni o componenti per l’alimentazione elettrica.
Questo avviso non nasce dal nulla. Mercedes aveva già ridotto i propri costi fissi del 25% a partire dal 2019, sebbene l’azienda riconosca la necessità di ulteriori progressi. Durante il Capital Markets Day del 2025, il produttore con sede a Stoccarda ha annunciato l’intenzione di ridurre i costi di produzione del 10% entro il 2027, adeguando al contempo la propria capacità nominale. Secondo tale piano, la capacità globale di produzione di automobili era prevista in calo dai 2,5 milioni di veicoli del 2024 a un range compreso tra 2 e 2,2 milioni.
Un differenziale di costi del 70% rispetto all’Ungheria

Il confronto più rilevante in questa equazione è quello che Mercedes effettua con la sua fabbrica di Kecskemét, in Ungheria. Secondo i dati disponibili, i costi di produzione in Germania, legati soprattutto alla manodopera, sarebbero circa il 70% più alti rispetto a quelli dell’impianto ungherese. Questa differenza ha già influenzato decisioni strategiche precedenti, come il trasferimento della produzione di automobili di piccole dimensioni e del G-Class in Ungheria, un andamento che conferma verso quale direzione pende l’equilibrio dei costi all’interno dello stesso gruppo.
La strategia di Mercedes prevede di allineare le sue fabbriche in Germania a una capacità produttiva annuale di circa 900.000 veicoli, il che richiederebbe di ottimizzare l’utilizzo delle strutture e di ridurre i costi per unità prodotta. Questa cifra dà un’idea concreta di quanto l’azienda intenda ridisegnare la propria presenza industriale nel paese. Alcuni mesi fa, lo stesso CEO dell’azienda, Ola Källenius, ha lanciato un allarme, criticando l’Unione Europea e indicandola come responsabile del “collasso del mercato europeo”.
Proteste sindacali durante le trattative collettive

L’avviso arriva proprio quando la negoziazione collettiva del settore metallurgico ed elettrico sta per iniziare, all’inizio di ottobre. L’assemblea dei lavoratori si è svolta in un contesto di proteste a livello nazionale organizzate dal sindacato IG Metall, durante le quali decine di migliaia di lavoratori dell’automobile si sono manifestati contro i licenziamenti di massa nel settore, che cerca di competere con i concorrenti cinesi a basso costo mentre affronta forti dazi imposti dagli Stati Uniti.
Mercedes non è l’unica marca tedesca ad affrontare questo tipo di decisioni. Volkswagen ha già avviato la propria riorganizzazione, che prevede la chiusura di quattro fabbriche in Germania tra il 2031 e il 2034. Anche Audi ha indicato il rischio di chiusura della sua fabbrica di Neckarsulm per motivi simili legati ai costi di produzione. Un portavoce di Mercedes ha confermato le dichiarazioni di Schiebe, senza specificare quando verrà presa una decisione definitiva, lasciando tale avvertimento come strumento di pressione nelle trattative in corso sui costi del lavoro.