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Vale la pena un Volkswagen Passat ibrido ricaricabile con quasi 350.000 km per appena 8.900 euro?

Vale la pena un Volkswagen Passat ibrido ricaricabile con quasi 350.000 km per appena 8.900 euro?

Avere un’auto, indipendentemente dal tipo di motore, con più di 300.000 chilometri percorsi è sempre un po’ avventuroso, ma farlo quando è dotata anche di un sistema ibrido ricaricabile aggiunge un’incognita importante: in che condizioni si troverà la batteria? È proprio questa situazione che ha permesso di effettuare un test su una Volkswagen Passat Variant GTE del 2016 che aveva già percorso 349.575 chilometri.

Il protagonista di questa storia è Aaron Hoekstra, un conducente olandese alla ricerca di un’auto familiare con abbastanza spazio e costi di gestione ragionevoli. Alla fine ha scelto la Passat GTE, la versione ibrida ricaricabile che all’epoca ebbe molto successo tra i clienti professionali grazie ai vantaggi fiscali e alla combinazione di un motore a benzina con un sistema elettrico. Un modello che all’epoca costava quasi 50.000 euro nuovo.

La cosa curiosa è che l’acquirente non ha effettuato una verifica specifica dello stato della batteria prima di acquistarlo. L’auto aveva un registro di manutenzione completo e non presentava problemi particolarmente evidenti, perciò ha deciso di fidarsi del suo stato generale. Con un chilometraggio del genere, si tratta di una decisione che potrebbe sembrare rischiosa, ma dopo diverse centinaia di migliaia di chilometri il risultato permette di capire cosa è realmente successo al sistema elettrico.

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La Passat Variant GTE dispone di una carrozzeria familiare a 5 porte con lunghezza di 4.767 metri, larghezza di 1.832 metri e altezza di 1.477 metri, oltre a una distanza tra assi di 2.791 metri. Il suo bagagliaio può raggiungere i 1.600 litri, sebbene il sistema ibrido comporti un peso considerevole per un’auto di queste caratteristiche.

Nell’abitacolo si trova la soluzione tipica della Passat di quella generazione, con un approccio chiaramente familiare e orientato ai lunghi viaggi. L’unità analizzata è dotata di cambio automatico a doppia frizione a sei velocità e, tra gli equipaggiamenti, figurano elementi come navigatore, sedili elettrici, tetto panoramico, sensori di parcheggio e assistente per il mantenimento della corsia nella versione attualmente disponibile in Spagna.

Il sistema di propulsione combina un motore a benzina 1.4 TSI a quattro cilindri con il sistema elettrico per raggiungere una potenza complessiva di 218 CV e un coppia massima di 400 Nm. La trazione è anteriore e la trasmissione automatica DSG si occupa di gestire l’integrazione dei due sistemi. Grazie a ciò, il Passat GTE può raggiungere i 225 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi.

Inizialmente la batteria aveva una capacità bruta di 10 kWh e una capacità netta di 7,9 kWh. Non si tratta di valori particolarmente elevati, nemmeno secondo gli standard di un decennio fa, ma permettono al Passat di effettuare brevi spostamenti utilizzando esclusivamente il sistema elettrico. Ed è proprio qui che emerge uno dei punti chiave di questa storia.

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Aaron spiega che, in condizioni ideali, riesce a percorrere circa 30 chilometri in modalità elettrica. Con il freddo e l’uso del riscaldamento, l’autonomia diminuisce notevolmente. Il suo utilizzo abituale non prevede nemmeno di percorrere lunghe distanze in modalità elettrica: sfrutta la batteria per spostamenti brevi, come andare al supermercato o muoversi nei dintorni, mentre per il resto utilizza principalmente la modalità GTE.

L’auto aveva anche subito un intervento di controllo relativo al vano batteria, che poteva presentare problemi di tenuta e perdite. Secondo il proprietario, questo intervento era già stato eseguito sul suo veicolo, un aspetto importante per chi cerca un Passat GTE degli anni iniziali.

Tuttavia, la vera prova arrivò quando Aviloo analizzò lo stato della batteria. Dopo 349.575 chilometri, il Passat conservava una capacità netta di 5,99 kWh rispetto ai 7,9 kWh iniziali. Il risultato corrispondeva a uno stato di salute del 76%.

In altre parole, dopo quasi 350.000 chilometri e circa dieci anni di utilizzo, la batteria mantiene poco più di tre quarti della sua capacità netta originale. Questa misurazione non significa che l’auto mantenga il 76% dell’autonomia di quando era nuova in tutte le condizioni, poiché influiscono altri fattori come temperatura, consumo e modalità di guida; tuttavia fornisce un’indicazione interessante sull’invecchiamento di questo sistema.

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Da Aviloo si sottolinea inoltre un aspetto importante riguardo agli ibridi ricaricabili. Un PHEV non è progettato per essere utilizzato esattamente come un’auto elettrica. La sua batteria è relativamente piccola e sottoporla continuamente a cicli completi può accelerarne l’usura. Nel caso di Aaron, il suo utilizzo sembra essere piuttosto moderato: brevi spostamenti in modalità elettrica e utilizzo del motore a combustione per il resto.

Questo corrisponde abbastanza bene al risultato della misurazione. Il proprietario afferma di aver già previsto un valore simile considerando i chilometri percorsi e di essere soddisfatto del funzionamento dell’auto. Intende continuare a utilizzarla, arrivando addirittura a altri 100.000 chilometri, il che porterebbe la distanza totale a quasi 450.000 chilometri.

Per un acquirente spagnolo, il caso risulta particolarmente interessante a causa del prezzo a cui sono già disponibili queste unità. Il Passat Variant GTE del 2016 con 325.000 chilometri, annunciato a 8.900 euro, si trova in un segmento di mercato in cui il prezzo di partenza è molto basso per un veicolo da famiglia da 218 CV, ma il chilometraggio richiede di esaminare l’auto con molta più attenzione.

E qui è il momento di inserire i risultati della batteria nel giusto contesto. Un 76% di stato di salute dopo quasi 350.000 chilometri è un dato interessante, ma non rende automaticamente qualsiasi Passat GTE con 300.000 chilometri un acquisto consigliabile. La batteria è soltanto una parte del sistema: bisogna prestare attenzione anche al motore 1.4 TSI, alla trasmissione DSG, al sistema ibrido, all’elettronica, alle sospensioni, al sistema di raffreddamento e, naturalmente, alla manutenzione effettuata durante tutta la vita del veicolo.

Tuttavia, questo risultato contraddice in parte l’idea secondo cui la batteria di un ibrido plug-in di prima generazione diventi necessariamente inutilizzabile quando l’auto percorre centinaia di migliaia di chilometri. Questo Passat GTE ha raggiunto i 349.575 chilometri mantenendo il 76% della sua capacità netta, e il suo proprietario afferma di poter ancora utilizzare il sistema elettrico per i suoi spostamenti quotidiani.

Pertanto, se qualcuno in Spagna sta cercando un Passat Variant GTE del 2016 a circa 8.900 euro e con oltre 300.000 chilometri percorsi, il controllo della batteria dovrebbe far parte delle trattative e dell’ispezione preliminare prima dell’acquisto. Il caso olandese dimostra che il numero di chilometri da solo non permette di conoscere lo stato reale della batteria: un veicolo può aver perso una parte significativa della sua capacità, mentre un altro con un utilizzo e una manutenzione diversi può trovarsi in condizioni diverse.

In questo tipo di auto usate economiche, sapere quanto carica rimane nella batteria può essere molto più importante che affidarsi soltanto al chilometraggio. E considerando che esistono già modelli al di sotto dei 9.000 euro, effettuare una revisione specifica prima dell’acquisto può rappresentare una piccola differenza rispetto al costo di dover affrontare in seguito un guasto grave.