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Mate Rimac punta su batterie, accumulatori energetici e taxi robot

Mate Rimac punta su batterie, accumulatori energetici e taxi robot
Mate-Rimac-Nevera

Immagine: Rimac

Mate Rimac sta accelerando lo sviluppo del proprio gruppo aziendale, puntando sempre di più a settori al di fuori dell’industria automobilistica. Oltre allo sviluppo di superauto elettriche e alla fornitura di tecnologie per batterie a produttori come BMW e Porsche, assumono sempre maggiore importanza i sistemi di accumulo energetico e la mobilità autonoma. Nel corso di un’intervista con Automotive News, l’imprenditore croato mette in discussione le prospettive economiche delle superauto completamente elettriche, ritenendo che i costruttori europei si trovino di fronte a notevoli sfide nella concorrenza con la Cina. Egli attribuisce un potenziale di cambiamento particolarmente elevato alla guida autonoma e ai robotaxi.

L’imprenditore di 38 anni ha fondato nel 2009 il produttore di superauto elettriche Rimac e oggi è presidente del Rimac Group nonché CEO di Bugatti Rimac. Il gruppo aziendale comprende quattro società gestite in modo indipendente: Bugatti Rimac, Rimac Technology, Rimac Energy e il fornitore di Robotaxi Verne. Su un campus di 100.000 metri quadrati vicino a Zagabria sono stati investiti circa 130 milioni di euro in edifici e altri 300 milioni di euro in impianti di produzione. Le capacità produttive sono già completamente esaurite, per cui l’azienda sta valutando un ampliamento.

Bugatti Rimac impiega circa 1000 dipendenti e ha realizzato lo scorso anno un fatturato di 640 milioni di euro, con un EBITDA di 200 milioni di euro. Secondo il fondatore, Rimac Technology, che conta 1200 dipendenti, ha ordini da parte di produttori automobilistici per un valore di cinque miliardi di euro e ha aumentato il proprio fatturato annuale in pochi anni da meno di 100 milioni a 250 milioni di euro. Per l’anno in corso, Rimac prevede un fatturato di circa 350 milioni di euro, con l’intenzione di raddoppiare questa cifra nell’anno successivo.

Tra i clienti di Rimac Technology noti al pubblico figurano BMW, Porsche e il produttore di auto elettriche saudita Ceer. Con BMW è stato annunciato l’i7 come primo veicolo dotato di tecnologia sviluppata in collaborazione, mentre altri due modelli sono in fase di preparazione. Per la Porsche 911 GTS T-Hybrid, Rimac fornisce un pacchetto di batterie agli ioni di litio appositamente progettato, con una capacità di 1,9 chilowattora e 400 volt, mentre Ceer riceve sistemi di trazione elettrica completamente integrati.

Rimac Energy impiega 60 dipendenti e sviluppa sistemi di accumulo energetico per uso stazionario, ad esempio per data center; secondo Mate Rimac, l’azienda ha firmato contratti con fornitori di energia per un valore di oltre un miliardo di euro. Il fornitore di Robotaxi Verne, che conta circa 150 dipendenti, afferma di aver avviato il primo servizio commerciale di Robotaxi in Europa e collabora, tra gli altri, con Uber.

Mate Rimac vede un potenziale notevole sia nei veicoli autonomi che negli accumulatori di energia, mentre sottolinea margini di profitto relativamente bassi nel tradizionale settore degli accessori automobilistici. Il maggior potenziale di creazione di valore lo attribuisce a Bugatti Rimac, dove di recente è stata conclusa una transazione per un miliardo di euro con la partecipazione di fondi di private equity.

Mate Rimac sul crescita, l’elettrificazione e la concorrenza

Rimac Technology intende utilizzare in modo sempre più intenso le proprie competenze in ambito batterie, motori elettrici, elettronica e software al di fuori del settore automobilistico, senza ampliare il portafoglio di prodotti esistente. Mate Rimac giustifica questa strategia sostenendo che la sua azienda abbia già superato di gran lunga gli obiettivi iniziali nel settore degli accessori automobilistici grazie a commesse per un valore di cinque miliardi di euro.

Allo stesso tempo, Mate Rimac ha modificato la sua valutazione sull’attrattiva commerciale delle supercar completamente elettriche. Dal punto di vista tecnico, svilupperebbe nuovamente la Nevera completamente elettrica con quattro ruote motrici indipendenti, ma ritiene che, sotto le condizioni attuali del mercato, questa scelta sia sbagliata dal punto di vista economico.

I feedback riguardanti la Rimac Nevera avrebbero mostrato che i clienti del segmento di mercato più alto non desideravano una tecnologia ormai comune; per questo motivo Bugatti, con il Tourbillon, ha scelto un motore ibrido V16 invece di uno completamente elettrico. Secondo Rimac, Volkswagen inizialmente insisteva su una Bugatti completamente elettrica, che avrebbe potuto essere realizzata più facilmente sulla base dell’esistente piattaforma Nevera.

Dopo l’uscita di Porsche come azionista, Mate Rimac vede maggiori libertà imprenditoriali e processi decisionali notevolmente più rapidi, considerando al contempo una guida aziendale efficiente fondamentale per il successo economico di Bugatti. L’azienda ha sviluppato il Tourbillon senza alcun sostegno finanziario da parte di Volkswagen o Porsche, né investimenti aggiuntivi di capitale o prestiti bancari. Tuttavia, Bugatti Rimac è ormai redditizia e genera propri fondi liquidi.

Considerando la concorrenza internazionale, Mate Rimac vede gravi problemi per i produttori automobilistici europei rispetto ai concorrenti cinesi. In particolare per quanto riguarda veicoli a basso costo e motorizzazioni elettriche, ritiene che il continente non sia competitivo e chiede una concentrazione su nicchie di mercato specifiche. Tuttavia, non prevede cambiamenti maggiori nel settore grazie all’elettrificazione, bensì grazie alla guida autonoma e ai robotaxi. Mate Rimac descrive un futuro in cui le persone non acquisteranno e non guideranno più personalmente i veicoli, ma li useranno soltanto.

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Sull’autore

Thomas Langenbucher è un esperto di mobilità elettrica con esperienze professionali nell’industria automobilistica e nel settore finanziario. Dal 2011 scrive su ecomento.de di auto elettriche, tecnologie sostenibili e soluzioni per la mobilità. Scopri di più.

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Fonte: ecomento.de