Più dell’80% dei caricabatterie pubblici in Spagna non accetta pagamenti con carta: Bruxelles ha già fissato la data entro cui alcuni dovranno farlo.

27/10/2026 12:30
Aggiornato a
27/10/2026 12:30
La possibilità di effettuare un ricarico con una carta bancaria tradizionale rimane un’eccezione nella maggior parte delle infrastrutture pubbliche spagnole, nonostante le normative europee impongano già l’obbligo di rendere disponibile questo servizio. Secondo i dati pubblicati da La Voz de Galicia il 24 ottobre 2026, l’82 % dei punti di ricarica del paese non permette ancora l’utilizzo di questo metodo di pagamento, una situazione che mantiene la dipendenza dalle applicazioni mobili e dai sistemi propri di ciascuna compagnia.
Il problema assume particolare rilevanza nei viaggi di lunga distanza, quando diventa necessario utilizzare stazioni gestite da diversi operatori. In Spagna operano circa 160 aziende dedicate a questa attività, sebbene le applicazioni di tre grandi compagnie energetiche permettano di accedere approssimativamente alla metà della rete, secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano galiziano; pertanto la frammentazione del sistema continua a condizionare l’accesso a un’infrastruttura che deve adattarsi progressivamente alle esigenze comunitarie.

L’Europa richiede già la possibilità di pagare senza applicazioni in alcune stazioni
L’Unione Europea ha iniziato ad introdurre nuove condizioni per gli operatori il 13 aprile 2024, data da cui diventa obbligatorio offrire un metodo di pagamento elettronico ampiamente utilizzato nei punti di vendita di nuova installazione. Il Regolamento (UE) 2023/1804, noto come AFIR, stabilisce che le stazioni con una potenza di 50 kW o superiore devono disporre di un lettore di carte di credito o di un dispositivo compatibile con i pagamenti senza contatto, mentre le installazioni a potenza inferiore possono ricorrere a sistemi sicuri basati su codici QR.
Questo obbligo non riguarda allo stesso modo tutta l’infrastruttura esistente, poiché dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore un requisito aggiuntivo per i caricabatterie da 50 kW o più situati nella rete transeuropea di trasporto o in parcheggi sicuri, inclusi quelli che hanno iniziato a funzionare prima di aprile 2024. Pertanto, l’alta percentuale di stazioni senza pagamento con carta non implica necessariamente che i loro operatori violino la legislazione, visto che alcune installazioni più vecchie sono escluse da questa adattamento obbligatorio.
La Spagna supera i 58.000 caricabatterie pubblici, ma mantiene importanti limitazioni
La legislazione spagnola prevede anche meccanismi per evitare che l’accesso ai caricabatterie dipenda da una sottoscrizione pregressa, sebbene non stabilisca le stesse condizioni tecniche della normativa comunitaria. Il Real Decreto 184/2022 obbliga gli operatori a consentire ricariche occasionali senza imporre barriere contrattuali o tecniche, ma ammette diversi metodi di pagamento, sia fisici che elettronici; pertanto questa disposizione non richiede di per sé l’installazione di lettori di carte bancarie.

I problemi legati ai pagamenti coincidono con un’espansione delle infrastrutture che presenta ancora notevoli differenze tra le stazioni disponibili. Secondo l’ultimo Barometro sull’elettromobilità di ANFAC, alla fine di settembre la Spagna contava 58.075 punti di ricarica pubblici operativi, dopo averne aggiunti 1.393 nel terzo trimestre, mentre altri 17.965 rimanevano fuori servizio, corrispondenti al 23,6% di tutta l’infrastruttura installata.
Del totale dei caricabatterie in funzione, 6.651 offrono una potenza di almeno 150 kW, il che rappresenta circa l’11,4 % della rete nazionale; tuttavia le statistiche di ANFAC non permettono di determinare quanti di essi accettino pagamenti bancari tradizionali. La prossima data rilevante sarà il 1° gennaio 2027, quando gli operatori dovranno aver adeguato i punti ad alta potenza interessati dall’obbligo europeo, mentre il resto delle installazioni rimarrà soggetto ai requisiti legati alla loro anzianità, potenza e ubicazione.