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Le concessionarie non accettano auto elettriche di più di cinque anni: una bomba a orologeria in funzione?

Le concessionarie non accettano auto elettriche di più di cinque anni: una bomba a orologeria in funzione?

Il mercato delle auto elettriche usate si trova di fronte a un problema che fino a poco tempo fa sembrava difficile da immaginare. L’evoluzione rapida della tecnologia, l’arrivo costante di nuovi modelli e la diminuzione dei prezzi delle auto elettriche nuove stanno facendo sì che alcune unità relativamente vecchie perdano valore molto più velocemente del previsto. E la Cina, dove le auto elettriche hanno raggiunto una diffusione enorme, sta già dimostrando fino a che punto può arrivare questa situazione.

Il problema non è che un’auto elettrica di cinque anni smetta di funzionare. In realtà, per gran parte dei conducenti può rimanere perfettamente utilizzabile per molti anni. Una buona prova è il Renault ZOE, che anche dopo alcuni anni può soddisfare senza troppi problemi le esigenze abituali di molti utenti, sia nella versione da 40 kWh, con circa 200 km di autonomia reale, sia in quella da 52 kWh, che raggiunge quasi i 300 km di autonomia reale. Il problema sorge quando arriva il momento di venderlo o di cederlo come parte del pagamento di un’altra auto.

Per un concessionario, calcolare quanto valgerà tra tre o cinque anni un’auto elettrica è diventato un compito particolarmente complicato. Il mercato cambia rapidamente, emergono nuovi produttori e i modelli più recenti offrono sempre maggiore autonomia, prestazioni migliori e più dotazioni allo stesso prezzo. Ciò influisce direttamente sui produttori, sulle società di finanziamento e sui concessionari, i quali possono trovarsi di fronte a un’auto usata il cui valore reale è molto al di sotto delle previsioni fatte al momento della registrazione.

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La Cina sta vivendo questo fenomeno con particolare intensità. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), il paese ha chiuso il 2025 con circa 44 milioni di auto elettriche in circolazione sulle sue strade, pari a circa il 13% del parco automobilistico totale. Inoltre, le vendite di auto elettriche usate hanno superato i 1,5 milioni di unità nello stesso anno, per cui il mercato inizia per la prima volta ad affrontare un numero significativo di veicoli di generazioni precedenti.

Il problema è che queste auto devono competere con modelli nuovi che evolvono a una velocità notevole. Un veicolo che solo tre o quattro anni fa poteva vantare un’autonomia eccezionale può essere rapidamente superato da un altro più economico, dotato di una batteria a maggiore capacità e di sistemi di assistenza più avanzati. In un mercato così competitivo come quello cinese, questa differenza finisce per riflettersi direttamente sul prezzo di seconda mano.

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I dati dell’AIE permettono di quantificare questa situazione. In Cina, un’auto elettrica di tre anni conservava nel 2024 circa il 46% del suo valore originale, rispetto a circa il 55% dell’intero mercato dei veicoli usati. Alla fine del 2025, il valore medio mantenuto dalle auto elettriche, inclusi quelli elettrici e ibridi ricaricabili, era sceso al 42%.

La ragione non risiede soltanto nell’usura della batteria. L’AIE indica anche l’evoluzione rapida della tecnologia, che rende i modelli nuovi più attraenti rispetto ai precedenti. A ciò si aggiungono i dubbi dei compratori riguardo allo stato della batteria e al costo che potrebbe comportare una riparazione importante una volta che l’auto ha accumulato diversi anni di utilizzo.

La conseguenza è particolarmente evidente: l’AIE stima che circa l’80% dei rivenditori di auto usate in Cina rifiuti già le auto elettriche con più di cinque anni. Ciò non significa che tali veicoli non funzionino più o che le loro batterie siano necessariamente danneggiate. Si tratta soprattutto di un problema economico: il professionista ha difficoltà a determinare quanto potrà rivendere in seguito l’auto e quale rischio sta assumendo includendola nel proprio stock.

I rivenditori non accettano auto elettriche con più di cinque anni: una bomba a orologeria in funzione?

Ecco uno dei principali punti deboli del mercato dell’usato. Anche nelle auto convenzionali esistono guasti costosi, ma l’evoluzione tecnologica di solito non rende un modello di cinque anni così diverso da uno nuovo. Nelle auto elettriche, invece, l’autonomia, la potenza di ricarica, l’efficienza e gli equipaggiamenti elettronici hanno fatto progressi molto rapidi.

Questo crea una situazione curiosa: un’auto elettrica di cinque anni può rimanere perfettamente adatta per i spostamenti quotidiani, ma potrebbe risultare poco attraente dal punto di vista economico per una vendita. Se inoltre il modello nuovo equivalente ha subito una riduzione di prezzo, la differenza può essere ancora maggiore.

E la situazione non si limita alla Cina. La stessa AIE sottolinea che la svalutazione delle auto elettriche è un problema rilevante anche in altri grandi mercati. In Europa il comportamento è diverso e non esiste una situazione paragonabile a quel rifiuto generalizzato dei veicoli di più di cinque anni, ma la perdita di valore di determinati modelli sta già diventando un fattore importante per acquirenti, concessionari e aziende di finanziamento.

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In Spagna questa questione può rivelarsi particolarmente rilevante man mano che aumenta il numero di auto elettriche che arrivano sul mercato dell’usato. Nel 2025 le vendite di auto elettriche usate hanno superato i 3 milioni di unità se si sommano Cina, cinque grandi mercati europei —Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito— e Stati Uniti. L’AIE sottolinea che questo mercato è cresciuto di circa il 35% rispetto all’anno precedente.

Un altro grande problema è le informazioni disponibili sulla batteria. Per un acquirente di veicoli usati, sapere che un’auto ha cinque anni e 100.000 chilometri non racconta tutta la storia. Due unità identiche possono presentare stati della batteria diversi a seconda del loro utilizzo, delle condizioni climatiche, dei cicli di carica e di altri fattori. E sebbene esistano metodi per conoscere lo stato della batteria, in alcuni mercati i sistemi di gestione e i dati disponibili per gli operatori indipendenti rendono difficile ottenere una valutazione semplice, omogenea e affidabile.

Perciò il mercato ha bisogno di evolvere verso una valutazione molto più trasparente dello stato delle batterie. Un certificato indipendente che permetta di conoscere la sua capacità disponibile, il grado di degrado e lo stato generale potrebbe ridurre in parte l’incertezza che attualmente spaventa i professionisti.

In Europa si iniziano già a osservare situazioni che indicano questa direzione. Il mercato tedesco, ad esempio, ha registrato una forte svalutazione di alcuni automobili elettriche di marchi cinesi, mentre i concessionari evidenziano anche l’incertezza legata alla sopravvivenza di determinati marchi, all’approvvigionamento di componenti e alla rete di assistenza.

Di conseguenza, acquistare un’auto elettrica nuova non consiste più soltanto nell’analizzare quanto costa oggi. Diventa sempre più importante chiedersi quanto potrà valere tra cinque anni. E questa è una domanda a cui nemmeno i professionisti riescono facilmente a rispondere in un mercato che cambia così rapidamente.

La paradosso è che questa rapida evoluzione tecnologica rappresenta uno dei grandi vantaggi dell’auto elettrica, ma allo stesso tempo può trasformarsi in uno dei suoi problemi quando arriva sul mercato dell’usato. Le auto diventano sempre migliori, le batterie offrono una maggiore capacità e le cariche avvengono più rapidamente, ma tutto ciò può far sì che le generazioni precedenti invecchino commercialmente molto prima di farlo meccanicamente.