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“Le auto diventeranno sempre più care”: il CEO di Mercedes lancia un avvertimento per frenare il protezionismo con la Cina

“Le auto diventeranno sempre più care”: il CEO di Mercedes lancia un avvertimento per frenare il protezionismo con la Cina

L’Europa vuole proteggere il proprio settore automobilistico dall’avanzata dei produttori cinesi, ma le misure che Bruxelles sta preparando non convincono tutti i grandi produttori del continente. Uno dei più critici è Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz e attuale presidente dell’Associazione Europea dei Produttori di Automobili (ACEA). Infatti, in un’intervista recente, ha nuovamente avvertito riguardo alle nuove esigenze per produrre automobili con componenti europei.

Nel corso della sua intervista al Berlin Global Dialogue, tenutosi di recente nella capitale tedesca, Källenius ha messo in discussione le conseguenze delle politiche protezionistiche che l’Unione Europea sta valutando. Sebbene riconosca l’importanza di rafforzare l’industria locale e ridurre alcune dipendenze dall’estero, ritiene che l’imposizione di restrizioni alle catene di approvvigionamento internazionali possa danneggiare la competitività dei produttori europei stessi.

fabbrica mercedes

"Un’auto moderna contiene migliaia di componenti provenienti da tutto il mondo"

Il massimo responsabile di Mercedes-Benz ha spiegato che l’industria automobilistica funziona attualmente grazie a una complessa rete internazionale di fornitori. I produttori acquistano componenti in diversi paesi per ottimizzare i propri processi industriali, sfruttare tecnologie specializzate e mantenere i costi sotto controllo. “Un’auto moderna contiene migliaia di componenti provenienti da ogni angolo del mondo per massimizzare l’efficienza. Aggiungere restrizioni aumenterebbe i costi di produzione, anche se migliorerebbero la resilienza”, ha affermato Källenius durante il suo intervento.

Il dirigente riconosce che produrre più componenti all’interno dell’Europa può portare vantaggi, soprattutto per ridurre l’esposizione a possibili interruzioni del commercio internazionale. Tuttavia, avverte che questa maggiore sicurezza comporta un costo economico che le istituzioni comunitarie devono prendere in considerazione. Queste dichiarazioni arrivano proprio mentre l’Unione Europea studia nuove norme per favorire i veicoli e i componenti prodotti sul territorio europeo.

L’obiettivo è rafforzare la competitività dell’industria comunitaria di fronte alle importazioni provenienti da paesi terzi, in particolare dalla Cina, i cui produttori stanno aumentando la loro presenza in Europa. Tuttavia, il CEO di Mercedes ritiene che queste misure potrebbero anche danneggiare le relazioni commerciali con paesi che mantengono importanti legami industriali con l’Europa, come il Giappone o la Corea del Sud. La preoccupazione, quindi, non si limita alle relazioni con i produttori cinesi.

kallenius mercedes

Il CEO di Mercedes non vuole un’Europa isolata dal resto del mondo

Källenius ha inoltre sostenuto che l’Europa non dovrebbe trasformarsi in una sorta di isola commerciale che limiti i suoi rapporti con altri grandi mercati. A questo proposito, ha menzionato esplicitamente Stati Uniti, Cina, Giappone, Corea del Sud e India come partner con i quali è fondamentale mantenere scambi economici. Questo punto di vista è particolarmente importante per produttori come Mercedes-Benz, che commercializzano i propri veicoli in numerosi paesi e dipendono da una rete internazionale di fornitori.

Il dirigente non nega la necessità di proteggere l’industria europea dalle pratiche commerciali sleali, ma ritiene che le misure debbano essere progettate con cura per evitare conseguenze controproducenti. Secondo lui, favorire la produzione locale non dovrebbe significare rinunciare ai vantaggi del commercio internazionale. Infatti, Källenius ha chiesto alle autorità comunitarie di continuare a promuovere nuovi accordi commerciali. Tra le sue priorità è stata indicata l’intesa con i paesi sudamericani e i negoziati in corso tra l’Unione Europea e l’India.

Un avvertimento che arriva nel pieno dell’offensiva delle auto cinesi

Dal fine del 2024, l’Unione Europea applica dazi su determinati automobili elettriche prodotte in Cina, una misura volta a contrastare i sussidi che, secondo la Commissione Europea, vengono concessi ad alcuni produttori di quel paese asiatico. Nel frattempo, queste marche orientali stanno ampliando la loro presenza internazionale e diversificando i loro prodotti. Alcune hanno potenziato l’offerta di modelli ibridi ricaricabili, che non sono soggetti agli stessi dazi aggiuntivi delle auto elettriche puramente cinesi.

mercedes

In questo contesto, Bruxelles cerca soluzioni per rafforzare la produzione europea e garantire che una parte maggiore del valore generato dall’industria automobilistica rimanga all’interno del continente. Tuttavia, la questione è come riuscirci senza aumentare eccessivamente i costi di produzione.

Per Källenius, il rischio è che norme troppo restrittive finiscano per aumentare i costi di produzione delle automobili europee. Anche se ciò non significa necessariamente che tutti i veicoli aumenteranno di prezzo, potrebbe comunque esercitare pressione sui margini di profitto dei produttori e ostacolare la loro capacità di offrire prodotti competitivi. L’avvertimento del CEO di Mercedes riassume così uno dei grandi dilemmi che l’Europa deve affrontare: proteggere la propria industria di fronte a una concorrenza internazionale sempre più intensa senza danneggiare proprio i produttori che intende difendere.